Le migliori poesie di Salvatore Riggio

Studente, nato mercoledì 1 febbraio 1989 a Grevenbroich (Germania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Salvatore Riggio

L'eterna attesa

Per quanto tempo ancora ti dovrei aspettare,
non sai che soffro e che sto male?
Per quanto tempo ancora ti dovrei aspettare,
forse pensi che ti abbia dimenticato? Ma no, non è tale!
Per quanto tempo ancora ti dovrei aspettare,
Non sai che mi sento smarrito
come se fossi in mezzo al mare?

Non è che sei tu ad avermi dimenticato,
e che sto aspettando invano e malato?
Sappi che ormai le mie speranze
vanno a diminuire,
ma non smetterò mai di aspettarti
anche se un giorno anch'io dovrò
morire.
Salvatore Riggio
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    Scritta da: Salvatore Riggio

    Nulla ho fatto

    Perché mi guardi con quegli occhi diffidenti?
    Io nulla ho fatto per meritarmi quel tuo
    sguardo così gelido e così trafiggente.
    Non esiste alcun motivo per cui
    tu mi debba ferire in questo modo,
    nessuno plausibile che io sappia
    e non credo che ce ne sia neanche uno solo.

    (Oppure si?)

    Quei cristalli di ghiaccio mi fanno sentire così impotente,
    mi sembra di essere colpevole di una colpa che non ho.
    Ma se stai rinchiuso in questo silenzio io nulla potrò capire
    solo prigioniero di quest'ignoranza che te mi hai imposto rimarrò,
    senza la possibilità che io e te ci potessimo chiarire.

    Ma perché mi guardi con quegli occhi così spenti!?
    Così pieno d'odio e rabbia che a stento ti riconosco
    So solo che ce qualcosa in cui tu vuoi che io mi penti.
    Sembrano quasi di nascondere un rimpianto,
    il rimorso di un qualcosa che in passato non hai ottenuto.
    Ma perché in fondo sai che per averla non ci hai provato così tanto.

    Ah inizio ad odiare quel tuo sguardo senza precedenti,
    talmente irritante si è fatto che ormai non mene frega più niente di te!
    E quando cogliesti il mio disgusto nei tuoi confronti
    quegli occhi diventarono ancor più travolgenti.
    Riempiendosi di tale rancore che ruppero
    quell'immagine riflessa dinanzi a me...

    Solo ora riesco a comprendere...
    Io nulla ho fatto e per questo incolpo.
    Ma ormai è troppo tardi e il suo sguardo,
    il mio, nel nulla si andò a perdere.
    Salvatore Riggio
    Composta mercoledì 21 ottobre 2009
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      Scritta da: Salvatore Riggio

      Segno di stupidità

      Sul polso quel segno di sofferenza
      di una vita trascorsa ormai.
      A sfiorare con le dita quella ferita,
      un raccapriccio scese sulla schiena
      per quel che un tempo tu desiderato hai.
      Ricordare come eri ridotto da solo ti fai pena.

      Sul polso quel segno di agonia
      di una vita trascorsa ormai.
      Alla sua vista forti tremiti ritornarono
      che fecero sobbalzare il core,
      sulla fronte disurbata profonde rughe si formarono
      e le lacrime sulle guance si confusero con gocce di sudore.

      Sul polso quel segno di dolore
      di una vita, ormai passato.
      A distanza di tempo con stupore!
      Osservi quella cicatrice
      che troppi ricordi riaffiorare ha fatto
      e ti chiedi come mai tu sia ancora li.
      Ti rendi conto di quanto stupido sei stato?
      Ora si che lo sai! Te volevi morire...
      Salvatore Riggio
      Composta domenica 6 dicembre 2009
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        Scritta da: Salvatore Riggio

        La malinconia

        Col dolce origliare della schiuma sulla riva,
        le ginocchia al petto e conserte le braccia,
        un onda mi travolse fatta di sola malinconia
        che io non potei schivare, forse neanche l'avrei evitata.
        Sia dannata la mia anima, maledetta te che l'hai tradita!
        Di nuovo sola rimane, come del resto lo è sempre stata.
        Unicamente le lacrime sembran riuscir a tenerla compagnia
        mentre l'odio s'insinuava sempre più nel profondo del mio io,
        finché la rabbia furiosamente di tutto noi s'impadroniva.

        Al cospetto di questo cielo dipinto di mille sfumature rosa,
        l'onda finalmente ritrovò le vie per la sua casa,
        E così, come era venuta, se n'era andata.
        Quando posai il mio sguardo al cielo ormai dipinto di morte,
        mi accorsi che trascinò con sé sia il tuo ricordo, che questo fiore...
        Germogliatosi chissà quanto tempo fa nella mia essenza,
        ma ahimè! Anche una parte di me si disperse assieme ad essa.
        Salvatore Riggio
        Composta venerdì 2 luglio 2010
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          Scritta da: Salvatore Riggio

          La mia ombra

          L'amore
          che crebbe in me
          non potevo evitare
          ed è per questo motivo
          che mi lasciai conquistare.
          Quando scopri però che il mio amore
          non era ricambiato,
          provai un enorme dolore
          nel mio cuore ormai ammalato.
          Ora mi sento solo abbandonato a me stesso
          senza una spalla su cui piangere
          credo di essere già depresso.
          Ogni volta che ti penso, tu mi manchi
          mi si piange il cuore e gli occhi
          che ormai son stanchi.
          Se solo avessi qualcuno vicino
          quest'oscuro momento potrei superare
          ma ormai mi è rimasto solo la mia ombra
          e con essa dovrò restare.
          Salvatore Riggio
          Composta venerdì 9 ottobre 2009
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