Poesie di Rhasya Choriz

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Ritorno

A volte, ma solo a volte, quando il silenzio diviene solitudine,
brucia una fitta.
Una spirale nera, incandescente come fiamma presente,
inghiotte quegli angosciosi scricchiolii di rami esili,
i pensieri nella rugiada di occhi al sonno dell'imbrunire.

Guardo la luna di candida malinconia,
che sola in potenza di mari,
rievoca la "solitudo" dell'universo.
Come luna, in me, dentro,
c'è profonda vita, profonda solitudine.
E l'angoscia sbatte le sue ali al calare del buio,
nel silenzio dell'ombra della pelle.
Rhasya Choriz
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    Di autunno

    Cadono, senza fiato, lacrime cemento.
    Stremata, in silenzio,
    con il capo chino,
    sussurro il mio canto a te,
    compagno immobile, di fianco a me,
    nel cieco tempo della solitudine.
    E vibrano angosciosi i venti,
    che impetuosi non sradicano la nostra volontà di restare.
    Cadono,
    stropicciate dal pianto,
    parole di amore e di perdono.
    Rhasya Choriz
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      Spiriti morti

      La strada è lì, cornice del cielo.
      Si cammina sospesi,
      cosa siamo noi, qui giù? Siamo.
      La strada è lì, arrivati alla fine, è ancora inizio.
      I piedi lasciano impronte? Apri gli occhi.
      (...)
      La strada è là. Si è più lontani, ma sempre in un qui.
      Si è avvolti in sagome false, non sempre si potranno toccare.
      Noi? Mai. Si appartiene a polvere. Spiriti morti.
      Si è mai vissuti?
      Silenziosamente.
      Rhasya Choriz
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        Fior di pesco

        Che cade all'improvviso
        Si unisce alla terra
        Candida non si tocca. si soglie
        Ne rimane l'anima,
        ma ce l'ha un'anima?
        Trasparente scivola
        forse sono le sue lacrime
        a lasciare le tracce.
        Come l'incandescente fiamma
        colora le cose, le immortala,
        così il tuo essere.
        no non lo rapisco io... no,
        ma l'occhio si abbassa
        per sfuggire alla tua bellezza,
        non balla con te.
        Puro il blu impaurito
        non doni sorrisi, ma ne strappi per formarne nascosti
        lo si vede lontano, il blu si chiude:
        ecco ti invade la tristezza.
        Cammini nei nostri perché
        scivoli, sì, nelle malinconie
        e accarezzi l'immutabile giro dei petali grigi, poi rosa,
        poi si spengono finendo le gocce che cadono nei cuori.
        Rhasya Choriz
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