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Scritta da: ROBERTO POZZI

Né mezzo pieno né mezzo vuoto

Per colpa della dominante cultura,
un essere umano
cresce già esigente,
a cui non sta bene
un bel niente,
sempre scontento
del suo bicchiere personale,
trovandolo soltanto mezzo pieno,
poco importa se veramente lo sia,
l'io egoista,
malato da sempre
d'un insaziabile protagonismo,
non lo vorrà mai capire,
vedrà sempre e solamente
il proprio bicchiere personale
mezzo vuoto!
Allora è normale
pretendere di colmare
quella propria mancanza
senza mai considerare
che la stragrande maggioranza
delle persone del nostro dannato pianeta
dovrà accontentarsi
di quel bicchiere
né mezzo vuoto
né mezzo pieno
ma semplicemente
vuoto!
Composta lunedì 22 luglio 2013
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Mi manchi

    È quella semplice espressione
    d'affetto di un'anima ferita,
    il dominante pensiero
    nella solitaria ricerca
    per una qualsiasi risposta
    che riesca ad attenuare l'angoscia
    di una desolazione affettiva!
    I perché' e i per come
    di tale sofferenza
    sono ancora degli enigmi
    della mia esistenza,
    si materializzano sempre
    in quel pesante bagaglio
    di un passato mai dimenticato
    che mi trascino dietro
    come una dovuta penitenza
    per essere me stesso!
    La lista delle anime a me care,
    quelle che mi mancano da qualche tempo,
    continua sempre ad allungarsi
    e in quel mio appello mentale
    cui non vorrei mai pensare,
    mi piacerebbe non sentire
    quell'emotivo distacco
    che si è ormai consolidato
    tra anime che un tempo
    erano fin troppo amiche!
    Ai quei cari amici e parenti
    vorrei dedicare questo sentito pensiero
    in cui esprimo la mia sospirata speranza
    per un espressivo ritrovo affettivo
    che ormai lascia molto a desiderare.
    Nel silenzio del vostro dosato rispetto,
    non so più cosa aggiungere...
    non si può elemosinare l'affetto
    da nessuno,
    particolarmente da chi
    era sempre stato un qualcuno!
    Non mi resta che aspettare
    non sapendo più che percorso seguire,
    rimango lì a guardare
    all'orizzonte dei sogni spezzati
    fuori dalla finestra della mia mente
    ad aspettare l'arrivo
    di quel tanto sospirato sentimento,
    quel gesto d'affetto
    da voi gentilmente donato
    ad altre anime sensibili!
    Come un vostro caro amico,
    posso solo rimanere in attesa
    di una vostra più matura visione
    oppure di una vostra nuova
    espressione d'amore,
    per me e per gli altri a voi vicini,
    sognando quella genuina e spontanea
    condivisione del sé,
    ormai da voi riservato a nessuno,
    ma neanche a voi stessi!
    Composta giovedì 11 luglio 2013
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      La colpa del figlio, il peccato del padre

      Non so dire a chi spettano le colpe,
      a chi appartengono i peccati:
      al figlio,
      al padre
      o ad entrambi!
      La paternità della ragione o del torto
      in una mancata relazione
      rimarrà sempre incerta,
      ma per porre fine ad una triste storia
      non serve confermare le responsabilità
      dell'uno piuttosto che dell'altro;
      in questo delicato fragente
      si riuscirebbe solo a consolidare
      quel sentimento familiare mancato
      tra un padre ed un figlio
      che non hanno mai legato!
      Alle anime che ricercano quell'amore,
      a volte il destino si dimostra disponibile,
      regalando del tempo o un'altra opportunità
      per risolvere i lori latenti conflitti
      permettendo ad entrambi di riscrivere da capo
      quel primo capitolo della loro vita!
      Allora sì che un padre ed un figlio
      riusciranno a scrivere insieme
      una storia basata sul reciproco perdono,
      senza condizioni o esclusioni
      a quei bisogni altruisti del'noì
      a scapito dalle rivendicazioni
      dei rispettiivi ed egoisti'iò,
      e vivranno un nuovo futuro
      in cui un figlio adulto,
      rimasto ancora bambino,
      non dovrà più anelare
      un tenero sorriso
      dal suo amato papà!
      Composta domenica 7 luglio 2013
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        La stanza blu

        Nel solitario cammino,
        mi inoltro sempre di più
        in quel fantastico
        viaggio dentro me,
        la mia continua esplorazione
        nei più profondi meandri
        della mia psiche
        per comprendere
        chi sono veramente
        in tutte quelle stanze
        della mia mente.
        Dopo un po'di anni
        di sofferte riflessioni
        ho ritrovato il passe-partout
        per riaprire quei locali chiusi,
        abbandonati da tempo
        alle ragnatele dei rimpianti
        d'un passato mai dimenticato.
        Praticamente,
        solo ha pensarci
        è un'angoscia
        che ormai vivo da decenni
        soltanto in quella stanza
        tutta dipinta di quel blu
        che non ha la minimina parvenza
        del pigmento più amato nel mondo,
        ma per colpa della mia forzata disposizione,
        quel blu mi parla soltanto
        di freddo e di dolore
        delle tante introspezioni,
        melanconiche ed infelici,
        in quel mio perenne stato d'apatia.
        Stanco della medesima solfa,
        continuando quel mio percoso
        apro la porta della stanza confinante
        senza aspettarmi chissà che cosa
        ma è una vera sorpresa vedere
        tutto quel giallo sulle pareti
        e persino sul soffitto,
        quel colore solare
        che ispira incredibile speranza
        perciò decido d'instaurare
        in questo nuovo ambiente
        la mia dimora!
        Aprendo la finestra
        per arieggiare quel senso di chiuso,
        sento di nuovo quel vento,
        il soffio del cambiamento
        che mi sfiora l'anima
        rendendomi così soddisfatto
        per il mio ritrovato sé
        nel mio nuovo alloggio illuminato
        dalla luce della saggezza.
        In questo momento
        d'estrema chiarezza
        capisco che devo continuare
        questo mio viaggio mentale
        visitando la stanza accanto,
        quella tutta colorata
        di quel colore arancione
        come il sole al tramonto,
        mi piace troppo la felicita
        che mi sento dentro,
        perciò decido di trasferirmi lì,
        almeno per un po',
        tanto non ho più bisogno
        d'una nuova residenza,
        e poi c'e sempre tempo
        per ritornare
        ad essere triste
        nella stanza blu!
        Composta mercoledì 12 giugno 2013
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          La solitudine del sé

          La solitudine personale
          non e'semplice
          da comprendere,
          se tanti la cercano
          altrettanti la evitano,
          la chiave di lettura
          rimane sempre la stessa
          di tanti filosofi e psicologi,
          la soltitudine è soltanto costruttiva
          se uno la desidera
          ma se uno e'costretto a subire
          quella solitudine psicologica,
          allora sfido chiunque
          a dimostrare la nobilità
          nel sentirsi solo!
          Un essere che si definisce umano
          non vivrà mai
          completamente da solo,
          senza una minima condivisione
          di qualche aspetto personale
          della propria esistenza,
          paradossalmente
          ci sono troppe persone
          non così equilibrate,
          individui che vivono
          di false sicurezze
          con quei atteggiamenti arroganti
          che in apparenza sembrano funzionare
          a compensare le proprie insicurezze
          quando in realtà non fanno altro
          che esasperare un qualsiasi problema dell'io,
          un disaccordo interiore
          che magari potrebbe essere risolto
          con l'aiuto degli altri!
          Pur essendo vero
          che un individuo rimane solo
          con il suo conflitto personale,
          non serve a molto
          chiudersi in sé stessi,
          non e'cosi'assodata
          quella convinzione
          che nessun altro
          potrà realizzare
          i propri bisogni o sogni,
          o perlomeno riuscirà ad alleviare
          il dissidio tra il reale
          e l'ideale del io!
          Anche se si e'effettivamente soli
          con le proprie paure,
          angosce
          e frustazioni
          nel dover cercare una soluzione,
          non è detto che
          la solitaria introspezione
          riuscirà nella miracolosa impresa
          di vincere la guerra contro sé stessi!
          Senza una genuina apertura del sé
          con altre anime gentili,
          con persone predisposte
          per vocazione ad analizzare
          le malattie dell'anima,
          non ti sara'cosi'facile salvarti
          dai tuoi demoni interiori
          assatanati della tua linfa vitale
          mentre come un moderno Don Chisciotte
          ti ritroverai solo a combattere
          i fantasmi del passato
          in quella solitudine del sé
          che non riuscirai mai
          ad alienare!
          Composta domenica 2 giugno 2013
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