Poesie di Nicolò Cavasin

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Scritta da: beppexo

Venere amoris

Ne vorrei dieci, cento, mille!
non ne vorrei poche, le vorrei tutte o nessuna.
Ognuna con i suoi difetti, un po' Ponzia o
un po' Clodia; ma nessuna Penelope
piuttosto una Sempronia che cova odio
nel mio letto.
Povero Eufileto ora mai sazio di vendetta...
ma non temere la ferita sarà richiusa da un altro amore
più giovane e più bello.
Così la Venere amoris strazia i cuori
di noi uomini felici.
Nicolò Cavasin
Composta venerdì 25 febbraio 2011
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    Scritta da: beppexo

    Amore doloroso

    E vien il dolce uccellino a portar gioia al suo cuore;
    lei se ne sta seduta sul balcone guardando passar le ore;
    lo accarezza, lo tien sul dito, oh fortunato uccellino!
    spero e prego che il mio cuore possa esserle più vicino.

    Ma ad un tratto tutto s'arruffa e vola via lasciandola da sola,
    aspetta non andare! ma quello ormai vola, lasciandola da sola,
    io m'affretto, sto per alzarmi, ma subito essa se ne riparte,
    io mi risiedo ormai caduto e sconfitto in ogni mia parte.

    La mia bella cerca l'uccellino; lui ormai è volato
    il suo cuore via si è portato, senza curarsi del mio non più al riparo
    dai velenosi dardi d'amore che mi tocca soffrire a causa sua... perché l'amo!
    E non mi resta altro che sospirare, e con la corda in mano, ahimè, appendermi ad un ramo!
    Nicolò Cavasin
    Composta giovedì 8 luglio 2010
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      Scritta da: beppexo

      Falce

      Oh falce di luna calante,
      sola e in silenzio solchi le nuvole;
      Un nero mantello copre i tuoi
      artigli, la leggera spuma delle
      onde accarezza l tua ambra;
      Mostri le zanne e di fiamma
      hai gli occhi;
      Diletta Luna, oh loquace Luna
      godi finché ti è lecito un
      altro tiranno ti segue e così
      il trono di giorno in giorno scaccia
      il vecchio padrone.
      Nicolò Cavasin
      Composta venerdì 28 gennaio 2011
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        Scritta da: beppexo

        30 gennaio

        Non mi era stato detto che avrebbe nevicato,
        che il suolo con la neve si sarebbe inzozzato,
        non avevo capito che il treno era per noi e
        che non sarebbe più ritornato.

        Il freddo tra le assi affilato mi accarezzava i fianchi,
        ingenuo pensando che saremo stati franchi.

        Lì il buio era l'unica nostra consolazione perché ormai
        era impossibile scappare da quella prigione;
        i giorni non si contavano perché quando il sole non sorge non puoi dire se sia giorno o notte;

        soffocati dalla cenere, straziati dalla fatiche, dalla fame alzavamo il capo al cielo...
        Nicolò Cavasin
        Composta domenica 30 gennaio 2011
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          Scritta da: beppexo

          Smack

          Smack ed è tutto finito
          smack ed è buio
          smack nel cuore si apre un respiro
          tenue ti squarcia il ventre

          smack e l'gonia ricomincia
          smack tutto freme e le interiora s'aggrovigliano
          smack e non riesco più a scrivere parole
          s'ammassano e non vedo più nulla

          smack mi risveglio tutto trema anzi no
          io tremo; smack mi sento un altro
          smack nuova forza mi anima e alzandomi
          vado a baciare il mondo.
          Nicolò Cavasin
          Composta domenica 22 agosto 2010
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            Scritta da: beppexo
            Mi fermo e assorto interrogo le curiose e precise geometrie della natura. Meravigliato apprendo la sensualità del volo di una farfalla che conscia della sua breve esistenza si libra nell'aria con la stessa grazia di una giovane donna. Essa volteggia esegue preziosi movimemti. Occhio fatica a seguire tanta bellezzs di cui noi possiamo cogliere solo una parte. Come in un piacevolissimo sorriso di una giovane amata cosi la bellezza ci circonda mandando in rovina i poveri poeti.
            Nicolò Cavasin
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              Scritta da: beppexo

              678

              Cado, le nuvole ormai non mi reggono più;
              cado, e la pioggia mi guarda dall'alto;
              il cielo mi rifiuta, tutto arde.

              Atterro... la pelle si squarcia, le ginocchia s'incrociano;
              il dolore mi trafigge con i suoi uncini e non si dissolve;
              aumenta, il leggero ghiaccio caduto dal cielo si colora, tutto tace.

              Avvolto dal nulla il mio corpo trema, le mie labbra gelano;
              la solitudine stringe il paesaggio in una morsa aspra
              lasciando agli alberi solo un leggero sospiro di morte.
              Nicolò Cavasin
              Composta mercoledì 23 dicembre 2009
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                Scritta da: beppexo

                Seconda Guerra Mondiale

                Sono le due de mattino... le campane suonano;
                non hanno il solito suono vengono accompagnate dalle grida della gente,
                bang bing bong, le strade diventano peggio del Piave in novembre,
                tutti fuggono arraffano quel che posso e si chiudono chi nell'armadio chi in cantina,
                mia mamma mi prende per mano e mi trascina in una stanza buia e fredda.
                Bang bing bong fuori le campane suonano poi un silenzio...
                un rombo d'aereo e poi la terra inizia a tremare tutti piangono le urla si fanno più frequenti, tutti pregano.
                Dopo due ore i vicini vengono a tirarci fuori la casa era distrutta e con lei tutto il paese.
                Nicolò Cavasin
                Composta domenica 27 settembre 2009
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                  Scritta da: beppexo

                  Al mattino

                  Oh luce ardente l'anima mia si piega a te;
                  il mio petto lacerato ha bisogno delle tue cure;
                  il mio volto diventa freddo privato dei tuoi raggi.

                  Le colline sorridono del tuo caldo abbraccio;
                  l'erba si scrolla l'umida rugiada del mattino;
                  gli animali vedendoti escono rinvigoriti dal tuo oro.

                  Splendido che ricopre la via della vita;
                  tutto si sveglia e riprende vita;
                  la natura canta la primavera piena d'orgoglio per i suoi fiori.
                  Nicolò Cavasin
                  Composta domenica 27 settembre 2009
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                    Scritta da: beppexo

                    Non c'è tempo

                    Corro... e piove... e si alza il vento,
                    corro... e il sole mi abbandona,
                    corro senza più una luce, nella solitudine,
                    corro... e non mi fermo, non posso,
                    la luna mi è testimone, il corpo è corrotto dalla dolce voglia di riposo.

                    Ma corro questo è il mio compito...
                    senza sapere la meta,
                    il respiro pesante diventa sempre più doloroso,
                    aghi sembra mi trafiggano il costato,
                    corro... non bado il dolore,
                    uno dopo l'altro i miei passi rimbombano
                    nel suolo arido e privo di vita.

                    Il dolore mi assale, devo resistere...
                    arriva l'alba, il sole torna a sorridermi,
                    i suoi raggi mi donano nuova energia
                    il dolore svanisce la notte è passata.
                    Nicolò Cavasin
                    Composta domenica 27 settembre 2009
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