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Scritta da: Andrea De Candia
Perché mai questa tristezza?
Questo completo defluire del mondo
Perché nei tuoi occhi
gocce di luce,
la luce di cui si compone il morire

Leggeri scivoliamo giù per questa ripida roccia dell'orrore

essa ci guarda con le morti pregne di stelle
con queste placente irrigidite nella polvere
nelle quali fluiva il canto degli uccelli
mentre il labbro seppelliva il vino del linguaggio

O raggio che ci hai risvegliato:
come hai potuto prendere tra le tue braccia
che sempre più oscurano ogni patria
il nostro farci-stanchi
come hai potuto poi lasciarci soli nella notte.
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    Scritta da: Andrea De Candia
    Quando il respiro
    ha eretto la capanna della notte
    ed esce
    a cercare in cielo la sua fluttuante dimora

    e il corpo
    vigneto sanguinante
    ha riempito le botti del silenzio
    gli occhi sono traboccati
    nella luce veggente

    quando ognuno s'è vanificato
    nel suo segreto
    e tutto s'è compiuto due volte -
    la nascita
    sale cantando per ogni scala di Giacobbe

    allora
    un bel lampeggiare
    accende il tempo.
    Composta giovedì 30 aprile 2015
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