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Scritta da: Andrea De Candia

La parola perduta

Non so più
dove cantano gli uccelli
o
se c'è un pianto nel mare
dove gli angeli del profondo
scrollano via tremando il divino terrore
d'essere rapiti nell'aria -

Non saprò mai
se i voraci desideri
questi pesci-spada
che trapassano
meraviglie dell'anima dolcemente sgusciate
si consumano nell'ardente mandorla della terra
e se con un soffio l'universo offeso
nel volgere di una notte
non ha spento la mia luce nera

perché di nuovo ho perduto dormendo
una parola d'amore.
Composta giovedì 14 maggio 2015
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    Scritta da: Andrea De Candia
    Perché mai questa tristezza?
    Questo completo defluire del mondo
    Perché nei tuoi occhi
    gocce di luce,
    la luce di cui si compone il morire

    Leggeri scivoliamo giù per questa ripida roccia dell'orrore

    essa ci guarda con le morti pregne di stelle
    con queste placente irrigidite nella polvere
    nelle quali fluiva il canto degli uccelli
    mentre il labbro seppelliva il vino del linguaggio

    O raggio che ci hai risvegliato:
    come hai potuto prendere tra le tue braccia
    che sempre più oscurano ogni patria
    il nostro farci-stanchi
    come hai potuto poi lasciarci soli nella notte.
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      Scritta da: Andrea De Candia
      Quando il respiro
      ha eretto la capanna della notte
      ed esce
      a cercare in cielo la sua fluttuante dimora

      e il corpo
      vigneto sanguinante
      ha riempito le botti del silenzio
      gli occhi sono traboccati
      nella luce veggente

      quando ognuno s'è vanificato
      nel suo segreto
      e tutto s'è compiuto due volte -
      la nascita
      sale cantando per ogni scala di Giacobbe

      allora
      un bel lampeggiare
      accende il tempo.
      Composta giovedì 30 aprile 2015
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