Poesie di Maurizio Orsi

Vedi biografia, nato a milano (Italia)

Scritta da: Maurizio Orsi

Alcune volte si siede al mio fianco

Alcune volte si siede al mio fianco,
e poi, silenziosa,
fuori mi scruta...

... e, dentro,
vetri appannati
di un piovigginare d'autunno
o di uno spiove di primavera,
e, insieme,
un accampamento di emozioni
che non esistono quasi
ma che vuoi catturare,
e loro, che senza apparente motivo,
vanno a nutrire non lacrime
ma un groppo alla gola
che ti sembra sia fuori...
... e, dentro hai,
come riflessi
scomposti di specchi
del tuo passato in frantumi,
e, anche,
la voglia di non andare
verso il futuro
se non per capire,
quali, di quelli,
in questo mosaico di vita
devi incollare tra loro
perché tutto ti quadri là fuori...
... e, dentro, loro,
che appesi alla parete
dei tuoi ricordi
vorresti staccare
per restaurare,
per poi, riappendere ancora,
che vorresti non fossero mai stati prima,
come gli amici, perduti negli anni,
o gli amori, finiti senza alcuna ragione,
o i padri e le madri, che ancora vorresti,
e che ti consegnano a questa malinconia
che è lì, fuori...

... ma dentro mi fa compagnia,
e, alcune volte,
si siede al mio fianco.
Maurizio Orsi
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    Scritta da: Maurizio Orsi

    Forse non è il Paradiso

    Forse non è il Paradiso
    ma soltanto un sorriso!

    Siamo, magari, soltanto fenomeni inermi,
    e dentro vuote apparenze,
    senza cagione di vanto,
    invano cerchiam di bruciare gli inferni
    insieme ad altissimi muri di pianto.

    Certo, lo so,
    non sempre dev'essere tempo di sogni!
    Ma forse, neppure quello di aridi segni
    abbandonati in cantuccio ad avvizzire,
    come fiori da sempre troppo assetati
    sotto il sole rovente
    di questo nostro fatuo fluire.

    Se però il nostro sognante
    arrancare annaspare
    ratto si trasmutasse in un altissimo
    volo reale!

    Verso la vita, verso la vita il nostro volare!
    Oltre le facce incomprese del nostro Io,
    e dando agli altri, d'infinitesima parte di Dio,
    anche, e magari, soltanto un sorriso.

    Allora, qui,
    forse sarebbe così,
    il Paradiso!
    Maurizio Orsi
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      Scritta da: Maurizio Orsi

      Eterno era l'attimo

      Eterno era l'attimo, del mio ricordo di te!
      Era un fiore od un palpito,
      forse uno sbattere d'ali,
      forse un fruscio,
      forse un cenno o un saluto sull'uscio,
      nella presenza quasi improvvisa
      di quella tua assenza.

      Eppure; ancora è tanta la luna nel cielo,
      e la sua magica voglia di alzare il mare
      nel rimpiattino scherzare col mondo,
      e poi l'incanto, di quel ruotare incessante,
      al tocco quasi fugace di questo mio esistere!
      E intanto scorre, di te, quel quasi qualcosa
      che invece corre al ricordo
      di un impalpabile coglier di sfioro;
      come fosse un pensiero,
      forse pura emozione,
      o forse mera illusione
      che tu ci sia stata, proprio e davvero,
      come la luna ed il mare,
      in questo esister del mondo!

      Come fosse illusione...
      forse; illusione...
      come se fosse soltanto illusione, svanita
      dentro quell'attimo eterno;
      del mio ricordo di te, di questa mia vita!
      Maurizio Orsi
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        Scritta da: Maurizio Orsi

        E osservo, occhi osservare

        Ritornano gli echi
        e osservo, occhi osservare;
        fuori, da tersi vetri
        fresca rugiada su prati,
        e nostri canti, - oh, noi beati! -,
        nel cogliere fiori a vestire capelli, e dolce
        riappare, di mille incanti il sapore,
        dell'accudire tue bambole care,
        o del mio scalciare una semplice palla,
        o forse di quella ricerca un po' strana
        di dare amore, e da margherite sfogliate
        dell'ama, - comunque amare! -, ma mentre
        cadono petali è già subito brina,

        e allora adesso ritornano gli echi
        e ancora osservo, occhi osservare;
        dentro lo specchio
        due spalle convesse,
        e bianco crine riflesso
        dietro due lenti appannate dai disincanti
        dei troppi affanni, e pur se l'acre
        ricordo dei giochi riaffiora, è nell'amor
        da quei dì seminato nuovo l'incanto,
        sicché rimbomba, - ha il senso ora! -,
        del nostro siamo per quel che eravamo, e
        in quanto dato agli scavi degli anni, anche
        se adesso le foto ingiallite ho davanti,

        di allora ancora ritornano gli echi
        ma osservo occhi;
        con occhi diversi, li osservo osservare!
        Maurizio Orsi
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          Scritta da: Maurizio Orsi

          Il fiordaliso

          Ho per te colto "l'erba dell'incanto",
          sia linfa per tua luce il fiordaliso!
          E d'esso allor rifulgo, e all'improvviso,
          quel mio tacer vo' sublimando al canto!

          Divenga, il suo profumo, lo zefiro,
          che nutra il nostro ardor del tuo respiro.

          E dolce sia il sapor di mille baci,
          a guisa di corolle e sue radici.

          E il germogliar, di foglie e di suoi fiori,
          parole sussurrate ai nostri cuori.

          E siano sguardi tuoi, felici e buoni,
          l'azzurro variegato dei suoi toni.

          E siano alfin, suoi petali carezze,
          dei nostri giorni in volo eterne brezze.

          Mai vane cose avremo a queste rive
          se tra le dita stringo il fiordaliso!
          E scavi mai saran su tuo bel viso
          se dono a te l'amor che in esso vive!
          Maurizio Orsi
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