Scritta da: Maria Rosa Cugudda

Gesù

Conservami pura
nel sentimento
profonda nel pentimento
umile nell'io.

Rendimi disponibile
al fratello che rattristato
muore isolato.

Erigi nel mio cuore
un macigno d'amore
affinché possa donarlo
a coloro che annegano nel buio.

Donami forza
per spalancare gli occhi
e vedere il marciume
che ricopre il mio spirito.
Tu puoi, Gesù.
Maria Rosa Cugudda
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    Scritta da: Maria Rosa Cugudda

    Alluvione in Sardegna

    Immersa tra monti prealpini
    ormai avvolti da gelida veste
    innalzo lo sguardo alla ricerca
    di te preziosa mia Perla.

    Ti ho lasciata appena
    l'Amore ha invaso il mio cuore
    lontana son fuggita
    (anche il Signore lo comanda)
    e col mio Amore
    radici in terra straniera abbian piantato.

    Solamente un frammento
    di cuore ho stipato in valigia
    l'altro l'ho disperso
    nell'intera mia Terra
    affinché non un solo cuore
    restasse ma infinità
    d'Amore cingesse l'Isola.

    I padri e gli affetti da lì
    sempre mi guardano
    ed io tendo il filo più tenace.

    Oggi ai tuoi piedi
    l'animo mio geme
    la pioggia ti ha invasa
    distruzione a piene mani ha elargito
    sofferenza e lutti nel popolo
    dal volto indurito e segnato
    da continuo sfruttamento
    ma dall'interiorità.

    Sardegna Terra mia,
    di te vivo di te sogno.

    Forse un giorno più non scapperò
    dalle tue tenere braccia.
    Maria Rosa Cugudda
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      Scritta da: Maria Rosa Cugudda

      E da lontano piango

      Immersa tra monti prealpini
      ormai avvolti da gelida veste
      innalzo lo sguardo alla ricerca
      di te preziosa mia perla.
      Ti ho lasciata appena
      l'amore ha invaso il mio cuore.
      Lontana son fuggita
      (anche il signore lo comanda)
      e col mio amore
      radici in terra straniera abbian piantato.
      Solamente un frammento di cuore
      ho stipato in valigia
      l'altro l'ho disperso nell'intera mia terra
      affinché non un solo cuore restasse
      ma infinità d'amore cingesse l'isola.
      I padri e gli affetti
      da lì sempre mi guardano
      ed io tendo il filo più tenace.
      Oggi ai tuoi piedi l'animo mio geme
      la pioggia ti ha invasa
      distruzione a piene mani ha elargito
      sofferenza e lutti nel popolo
      dal volto indurito e segnato
      da continuo sfruttamento
      ma dall'interiorità più integra che mai.
      Sardegna terra mia, di te vivo di te sogno.
      Forse un giorno più
      non scapperò dalle tue tenere braccia.
      Maria Rosa Cugudda
      Composta lunedì 18 novembre 2013
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        Scritta da: Maria Rosa Cugudda

        Eppur tutti

        Sento vicina lei genitrice
        per abbracciare il cielo
        mi ha lasciata in un freddo giorno d'inverno
        per unirsi alla schiera degli angeli

        lui genitore una mattina d'estate
        mi ha sussurrato
        "tu aspetta"

        la sorella tanto amata
        per dialogare col suo gesù
        in terra il suo posto mi ha affidato.

        E intanto con gelide lacrime
        presenti li sento
        la mano mi tendono per cogliere amore
        e donarlo a chi in solitudine prosegue nel buio.
        Maria Rosa Cugudda
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