Scritta da: Manuela Mori

Un amore

Sabbia fine,
quell'amore.
Infiniti granelli di cuore
tritato in silenzi di piombo,
dietro invisibile grate,
grate a dividere.

Pianto secco
quell'amore.
Infinite gocce di dolore,
da pelle strappata a parole,
parole come pietre
di lapidazione.

Amanti in fila come soldati
a scortar quell'amore.
Perché se l'anima digrigna,
bisogna almen che il corpo esulti,
sotto coltri gelate d'assenza.
Manuela Mori
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    Scritta da: Manuela Mori

    Tenera luna, piuma di cielo...

    Tenera luna,
    piuma di cielo,
    che porti nel murmure d'acque
    danzanti ai tuoi ritmi?
    È murmure d'anime sperse?

    Falce di tiepida luce
    fra chicchi di campo celeste,
    chiami forse la gente
    alla pura semenza?

    L'uomo è più umano
    dov'è più natura - le
    Il mondo è più vero
    dov'è più animale.

    Ti guardo, non sento.
    Persa nella mia voce,
    non sento la tua voce.
    Solo il mio canto,
    che è canto e pianto.
    Manuela Mori
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      Scritta da: Manuela Mori

      Sotto le macerie di Favara

      Il sole del mattino nel ferale lucore
      tra le marce macerie ricava il cuore
      dei sacri cristi inchiodati a Favara.
      Gente sotto una razza padrona avara,
      razza bara in pubblici investimenti
      mutati sempre in privati arricchimenti.
      Da quella spezzata carne di cuore rossa,
      gente usa a subire sempre, si sente mossa.
      Gente abituata a chinare la testa,
      ad accontentarsi dei resti della festa,
      sente germinare in quel cuore distrutto
      un seme, ma troppo maturo per dare frutto.
      Il lume della sera vince al sole il lucore,
      e torna un'ombra muta su quel sacro cuore.
      Manuela Mori
      Composta domenica 24 gennaio 2010
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