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Le migliori poesie di John Donne

Poeta e chierico, nato nel 1572 a Londra (Regno Unito), morto lunedì 31 marzo 1631 a Londra (Regno Unito)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Marco

Versi di Congedo, a vietarle il lamento...

Siano pur due, lo sono come i rigidi
gemelli del compasso sono due:
la tua anima il piede fisso che all'apparenza
immoto muove al moto del compagno.

E, se pure dimori nel suo centro,
quando l'altro si spinge lontano,
piega e lo segue intento,
tornando eretto quando torna al centro.

Così tu sei per me che debbo, simile
all'altro piede, obliquamente correre:
con la tua fermezza chiude giustamente il mio cerchio
e al mio principio mi riporta sempre.
Composta domenica 11 ottobre 2009
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    Scritta da: Lucia Galasso

    Il fiore

    Ben poco ti preoccupi, povero fiore,
    che ho osservato per sei o sette giorni,
    e ho visto la tua nascita, e ho visto quanto ogni ora donava
    al tuo sviluppo, affinché tu crescessi fino a questa altezza,
    e ora che su questo ramo tu trionfi e ridi,
    ben poco ti preoccupi
    che gelerà fra breve, e che domani
    ti troverò caduto, o non ti troverò per nulla.

    Ben poco ti preoccupi, povero cuore,
    che ancora fatichi a costruirti un nido,
    e pensi qui svolando di conquistarti un luogo
    su un albero vietato o che a te si rifiuta,
    e speri di piegare, in un lungo assedio, la sua rigidezza:
    ben poco ti preoccupi,
    che prima che si desti il sole, domani mattina,
    dovrai con questo sole e insieme a me metterti in viaggio.

    Ma tu, che ami essere
    sottile a tormentarti, dirai:
    ahimè, se tu devi partire a me che importa?
    Qui son le mie faccende, qui voglio restare;
    tu vai da amici il cui affetto e i cui mezzi
    altro piacere arrecano
    agli occhi tuoi, agli orecchi, alla lingua, a ogni parte di te.
    Se quindi parte il tuo corpo, che bisogno hai di un cuore?

    Bene, allora rimani: ma sappi,
    quando sarai rimasto, e fatto del tuo meglio:
    un cuore nudo e pesante, che non fa mostra di sè,
    per una donna non è che una specie di spettro;
    come potrà conoscere il mio cuore; o non avendo cuore
    in te riconoscerne uno?
    La pratica le può insegnare a conoscere altre parti,
    ma, parola mia, non a conoscere un cuore.

    Vienimi incontro a Londra, allora,
    fra venti giorni, e mi potrai vedere
    più fresco e grasso, per la compagnia degli uomini,
    che se fossi rimasto insieme a te e a lei.
    Per amore di Dio, se ti è possibile, segui il mio esempio:
    laggiù ti vorrei dare
    a un altro amico, che si mostrerà felice
    di avere tanto il mio corpo quanto la mia anima.
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      Scritta da: Marilù Rossi

      Alchimia d'amore

      Chi più di me ha scavato nel profondo la miniera d'Amore,
      dice, dove risiede il centro della sua felicità:
      ho amato, ho conquistato e detto,
      ma se dovessi amare, conquistare e dire, finché non sarò vecchio,
      non potrei mai comprendere quel nascosto mistero;
      oh, non è che impostura tutto quanto:
      e come nessun alchimista ha potuto scoprire l'Elisir,
      ma ugualmente glorifica il suo fecondo vaso
      se per caso gli accade di scoprire
      qualche odorosa sostanza, o nuova medicina,
      così gli amanti sognano un godimento ricco e prolungato,
      ma non trovano altro che una notte estiva simile all'inverno.
      La nostra pace, il denaro, l'onore e il nostro giorno,
      questo noi pagheremo, per questa vana ombra di una bolla d'aria?
      In questo ha fine amore, che ogni uomo
      può essere felice come me se può sostenere
      la breve vergogna di una farsa nuziale?
      Quell'infelice amante che afferma
      non essere i corpi a sposarsi, ma solo gli spiriti,
      e che pretende trovare in lei un Angelo,
      in egual modo esatto parlerebbe dicendo di udire
      nel quotidiano e rozzo strimpellare roco il suono delle celesti sfere.
      Non sperare che la donna possegga intelligenza, al massimo
      ha estro e dolcezza, e non è, una volta posseduta, altro che vuota forma.
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