Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Iris Vignola

Autrice di Trilogia fantasy, fiabe e Poetessa, nato a LA SPEZIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Iris Vignola

Piccolo angelo incuriosito

Piovuta giù, dal cielo
come pioggia, leggera,
a tastar l'erba del prato,
che, mai, inanzi, avevi toccato,
piccolo angelo incuriosito.
E, come uragano,
l'arcobaleno, hai plasmato,
al fin di ravvivar,
d'iridescenti toni di colore,
quello squarcio di mondo,
su cui hai posato
l'etereo tuo piedino.
Un ciuffo tenero,
di verde ammantato,
con la tua minuta mano,
hai raccolto,
portandolo al nasino,
per odorarlo,
avanti di portarlo, con te,
in quel del paradiso.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Iris Vignola

    Vesti lo sguardo mio, della tua grazia

    Ammanta del desio questa mia spoglia,
    di frescura, che sol tu sai donare.
    Getto d'ardore, a roventi membra,
    a spirito pio, ristoro sagace.

    L'arsura delle labbra abbisogna
    d'esser spenta da linfa tua vitale.
    Fonte di piacere, fonte di vita,
    tra le rocce, cascata prorompente.

    Fra riva, densa d'erba, scorri lieta,
    mero fluido sorgivo naturale,
    dal monte, scaturito, t'ha forgiata.

    Lo scorrere del tempo non ti muta,
    le membra mie divengono più fredde.
    Vesti lo sguardo mio, della tua grazia.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Iris Vignola

      Dinanzi a me c'è solo il mondo

      Il mare s'è imbevuto del mio pianto,
      non più sgorgano, dagli occhi gonfi, lacrime,
      s'è prosciugato il pozzo,
      neppure una labile stilla scaturisce,
      affinché sancire l'inizio d'una fine.
      La piega delle labbra s'è incurvata,
      sotto il peso del tormento,
      allorché il sorriso ha subissato.
      Sfiorito è il giorno, la notte incombe, inanimata,
      nel mio inceder sulla spiaggia solitaria,
      ai limiti dell'onda.
      Così bianca, s'è increspata.
      Rammenta il volto mio, pel suo pallore
      e i rigagnoli bagnati.
      Freddo lungo gli arti, rammarico nel cuore e pur rimpianto.
      La rena, rinfrescata, sprofonda sotto i piedi.
      Un'orma dopo l'altra, m'accompagnano,
      a seguir tragitto mio, disorientato.
      Nonché perplesso.
      Dinanzi a me, c'è solo il mondo.
      Manchi immensamente, amore,
      a quest'esistenza infranta,
      se sol sapessi sconfiggere l'orgoglio.
      Vacillo, sotto il vento che scorrazza,
      mi par d'udire la tua voce amata.
      Mi pare d'osservar la tua figura avvicinarsi,
      un gioco dei miei occhi, un'allucinazione, penso.
      S'è incrementato il pozzo lacrimale,
      sul ciglio delle palpebre, laghetti luccicanti.
      Rimembro il nostro incontro e il nostro scontro.
      "Non soppesar ogni parola detta,
      ch'esce da un rivolo di fiato,
      a volte poco arguta.
      Dai adito soltanto ai miei ti amo"
      ancor risuonan le parole nella mente mia incerta.
      Il vento mi riporta il tuo respiro e i tuoi sospiri,
      nel vespro, vado a coglier le tue braccia e la tua bocca.
      La piega ch'ha sottratto il mio sorriso s'è invertita nei tuoi baci.
      Rintocchi di campane, in lontananza,
      un probabil segno d'assenso e il mio sogno ricomincia.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Iris Vignola

        Son forse un angelo?

        Specchio, fedele amico,
        custode di speranze e di segreti,
        cui confidavo pensieri e desideri,
        come fossi tu un diario, a parole, narrato.
        Memore d'una beltà di cui restano tracce sul viso,
        mi scruti, non vedendo più il mio volto,
        bensì ciò che, dentro, è ben nascosto,
        quel che io non sono in grado di vedere.
        Una grazia ora chiedo, invocando il tuo aiuto:
        rispecchia, anziché l'aspetto deludente,
        l'anima mia, di luce rifulgente,
        dacché possa giovar conforto
        l'immaginar d'esser sempre come allora.
        Priva di facoltà d'arrestare l'impietoso tempo,
        rifuggir anelo all'io che all'apparir è sconosciuto
        e sento d'agognar conoscere il mio spirito, l'io vero.
        Tu già lo hai fatto, non esser mentitore,
        lascia ch'io rifugga al fatiscente reale
        e mi rifugi nella speranza ch'io sia anima immortale
        e non di sola labile spoglia creata.
        Lascia ch'io possa chiamarti ancora "amico" e non "nemico",
        finché avrò un anelito di vita.
        Ascoltami, ti imploro,
        lasciami veder ch'io son davvero
        e non domanderò null'altro al mondo.
        Son forse un angelo?
        Dimmelo, ti prego.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Iris Vignola

          Non posso

          Radioso sorriso,
          veder non posso
          testè lontano,
          ravvivante
          il tuo ammaliante viso.
          Dolce sussurro,
          udir non posso
          vestito di inesauribili parole,
          scritte,
          dirette, perennemente, al cuore.
          Le labbra tue,
          sfiorar non posso
          benché, di baci assetata,
          a te,
          con la mente,
          mi ritrovi avvinghiata.
          Sei qui con me
          eterno sognatore
          che sai insinuarti nell'anima
          e nel cuore,
          parlandomi d'amore.
          Con te verrò,
          se lo vorrai,
          nella tua fantasia,
          fatta di mondi nuovi,
          di eteree case
          e di strabilianti colori.
          Con me verrai,
          se lo vorrai,
          nella mia fantasia,
          da folletti, maghi e streghe abitata,
          da brillante stellina innamorata
          e triste principessa velata.
          A destra e a manca,
          di volar,
          non ci stancheremo,
          sulle ali del vento,
          un viaggio
          senza meta, fine, tempo.
          Ma nell'attesa sento
          che, ognor, sei qui
          come ti amo e ti vorrei
          così.
          Vota la poesia: Commenta