Le quattro stagioni

Scioglie la primavera coi germogli
il canto delle primule,
cela l'estate crespe dell'autunno
dove mille pensieri senza penna
inginocchiati ai piedi dell'inverno
sfogliano tra le pagine illuse
le foglie imbalsamate.
O questo libro!
Questo romanzo sempre vecchio e nuovo
delle quattro stagioni.
O questo mare!
Tra selvagge scogliere, rive, spruzzi
incespica fruscio del mulinello
con le onde cupe,
frastagliati contesti, canti, voci
spalma il navigatore sui marosi,
dalle creste azzurre come altezze
suonano i desideri
muse, corone, allori
come sospesi luccicanti inganni
tentano come i pesci le lampare,
cadono i sogni nelle valli fonde,
schegge di fumo tra le righe insorte
sospinge il vento i fogli
verso l'ultimo punto...
butta il vestito logoro non serve
oltre il velo che incombe,
nudo, che cosa, niente...
vosco lettor sospeso
alla parola "Fine" dell'Autore.
Giuseppe Stracuzzi
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    Caro monte

    Nei cari luoghi dove giocavamo
    tra pendici a bisbigli
    di bosco col silenzio
    ti trovo con la schiena scorticata,
    e sangue di terriccio
    cola a valle.
    La neve si adagiava
    fino alla verticale barricata
    dell'imponente picco,
    ora si ferma
    sulla piaga mozza.
    A basso,
    tra le macerie della tua sconfitta
    si ergono gli ammassi
    di tritato...
    il sole piange
    come un poeta malato
    che più non trova
    fantasia di versi,
    tramonto sanguigno
    tra le nubi
    pare che covi fumo di vendetta.
    Amaro paesino nella valle!
    Giuseppe Stracuzzi
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      Tramonto

      Dopo sereno calle, quando il
      declino su cataletto azzarda
      vene di carbonchio e indossa trilli,
      sembra lasso di acquerelli
      la pace timorosa che inzuppa
      di oro colato le rughe del tempo.
      Il sole ancora consiglia, ma pioggia
      che sale dagli anni pacciame
      modella. Il dì canuto, dove un
      qualche scienziato ha inventato la
      macchina per vedere l'invisibile
      e sentire l'impercettibile silenzio,
      al grido di sorgenti d'acqua pura
      che abbeverano pozzi secchi di
      cavalli che hanno attraversato il
      deserto, confuta i fantini con la
      frusta quando muti sull'ancora di
      ghiaccio si spartiscono l'ombre.
      Nell'interstizio che soccorre il
      tempo ascolto il vento leggero
      che porta i cavalli nel recinto.
      Giuseppe Stracuzzi
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        Sussurri di fiori

        I giorni intrisi del tuo sapore
        hanno dato al cuore
        un qualche sprazzo di azzurro
        che si leva dietro i vetri appannati,
        apro la finestra,
        il sogno entra
        illumina la stanza,
        mi concede una poesia dolce
        come sussurri di fiori
        che hanno schiuso i petali
        e il profumo
        a questo inverno di sterpi rattrappiti
        e di pacciame,
        scopre gli occhi del cuore
        l'infinito,
        e l'irruenza sale
        dal profondo dell'anima
        fino alle vertigini di baci,
        scava nell'assordante estasi
        sfocia in lago sereno
        dove l'acqua intrisa di dolcezza
        trasparisce il cielo.
        Giuseppe Stracuzzi
        Composta giovedì 26 febbraio 2015
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          Un granello di luce

          Un granello di luce
          stava sospeso
          tra le pareti strette
          e l'orizzonte apodittico,
          vedeva un interminabile deserto
          solcato da navi pirata
          e naufraghi nidi d'innocenti,
          i giganti nebbiosi
          in cima al monte e nelle valli
          vicoli tortuosi
          brulicanti di briciole scugnizzi
          come domani vuoto.
          C'erano uccelli neri
          con le cavie nel becco,
          strappavano brandelli alla natura.
          C'erano spettatori,
          campi intensi
          come fiori di spiga
          oltrepensiero
          sommersi dalle glume,
          e c'era il sole
          dietro nuvole grigie
          rifletteva.
          Giuseppe Stracuzzi
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            Guardo l'alba incerta e silenziosa
            schiude le sue finestre piano piano,
            sorride al mare coi riflessi rosa
            e tende al sole tenero la mano.
            Bella Natura!

            Quando giochi con chiazze di colori
            e ritagli di forme, coi pennelli
            tingi farfalle, petali di fiori,
            prati, declivi, limpidi ruscelli
            Vaga Natura!

            Quando calcoli seria i tuoi diademi
            posti nel cielo in equilibrio, reggi
            gli spazi, moti, orbite, sistemi
            ammansisci secondo le tue leggi.
            Grande Natura!

            Quando si accende un palpito sincero
            fiorisce il sentimento dell'amore,
            dentro un piccolo grembo il tuo mistero
            infondi, e l'infinito dentro il cuore.
            Dolce Natura!

            Nella valle mortale agnelli e lupi
            sono i tuoi figli, è mare di dolore.
            Perché? T'avvolgi di silenzi cupi,
            miseria e strazio non ti tocca il cuore.
            Madre Natura!
            Giuseppe Stracuzzi
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              Poesia

              Poesia
              Entri nella mia stanza a tutte l'ore,
              coi colori del tramonto
              dipingi di vaghezza le pareti,
              coi colori dolci
              arrivi fino al cuore,
              quando la sera stanca accende l'ora
              m'infittisco di te.
              Il mio pensiero ha occhi per vederti,
              ha mani per sentire
              magia di tuoi sussurri sulla pelle,
              piovono sul cuscino i tuoi riflessi
              quando spandi dolcezze,
              sei campo di sentieri
              dove posso correre,
              sei terra da scavare
              dove posso piantare versi belli,
              ti adoro.
              Giuseppe Stracuzzi
              Composta nel 2015
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                Gennaio

                La terra rappresa dal gelo
                soffre malinconia
                di bulbi imprigionati.
                Il fumo delle feste
                ha lasciato
                odori e dissapori
                come resti ingrati
                sulle strade,
                gennaio
                si inoltra nella carreggiata
                come un bambino vecchio
                verso pensieri nuovi
                e sopporta il peso
                di tutte le speranze
                che il mondo intero
                gli ha affidato sciolte
                nei pozzi di champagne,
                e fuochi d'artificio
                verso il cielo.
                Giuseppe Stracuzzi
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                  Champagne d'amore

                  La pietra miliare
                  piantata sui gradini
                  di questo vorticoso andirivieni
                  segna un altro passo che conduce
                  dove qualche postuma carezza
                  ripercorre il verso
                  sui registri freddi dell'archivio,
                  ma il vento la rigetta
                  e spalanca la porta
                  all'anno nuovo
                  nascondendo il pianto dietro
                  un'esplosione d'allegria.
                  A mezzanotte esplode
                  il mondo intero
                  l'aria piena di fuochi d'artificio
                  sembra voglia stordire col frastuono
                  il campo intenso di problemi e lutti.
                  Volano al cielo tappi di bottiglia...
                  Stappiamo insieme
                  una botte grande
                  dove tutti pensieri
                  possano ubriacarsi
                  di champagne d'amore.
                  Giuseppe Stracuzzi
                  Composta lunedì 29 dicembre 2014
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