Le migliori poesie di Giuseppe Freda

Nato a Napoli (Arabia Saudita)
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Scritta da: Giuseppe Freda

Radio tre (canzone jazz)

Francese e nobile
palato tremulo
la lingua scivola
ma non incespica
confonde il misero
che ascolta timido
discorso aulico
parola effimera
concetto etereo
pensiero gracile
seme di arachide
venduto ad atomi
per farne olio
di nebbia inutile
che presto evapora
come uno spirito.

Deterge esausto
labiale frivola.
Saliva rancida
risucchia rapido.
È stanco, immagini.
Deve ormai cedere.
Ma un arzigogolo
incomprensibile
verbale colica
riprende intrepido.

Rimani attonito.
Lo sguardo vitreo.
Sudore a rivoli.
Ma lui continua:
dietro l'anonima
cortina eterea
comprende d'essere
irraggiungibile
dal tuo penultimo
scatto di collera.

Poi come al povero
si fa elemosina
ti annunzia il prossimo
brano di musica.
Giuseppe Freda
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    Scritta da: Giuseppe Freda

    Ascoltando Ray Charles

    Terra madre,
    quando rientrerò nel tuo grembo
    porterò con me
    questo volto radioso,
    questa voce profonda
    per sorridere
    il blues del mio ritorno,
    per scandire il ritmo
    della mia ferma speranza
    in un destino di luce.
    Tutti coloro che mi avranno amato
    dovranno allora
    ridere in faccia
    alla morte e al pianto;
    perché non morirò,
    ma volerò lontano,
    e libero come il vento
    andrò a cantare nel cuore
    delle mille fanciulle che ho amato.
    Terra bambina,
    quando rientrerò nel tuo seno
    porterò con me
    un arcobaleno di suoni,
    un incendio d'amore
    per riscaldarti.
    Giuseppe Freda
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      Scritta da: Giuseppe Freda

      Il risveglio del mondo

      E se accadesse?
      Se d'improvviso
      fossi io
      ad aver la ragione
      della realtà e dei fatti
      dalla mia parte?
      Se d'improvviso
      si risvegliasse
      il mondo che dorme,
      quel mondo il cui sonno
      io veglio da sempre,
      attendendo
      che riapra gli occhi
      e mi sorrida?
      Se d'improvviso
      scienziati, filosofi,
      sapienti e benpensanti
      si rivolgessero a me
      per conoscere a fondo
      come funziona
      il nuovo e incredibile
      "meccanismo"?
      Povero me!...
      Non avrei risposta,
      non avrei spiegazione...
      neanche il conforto
      di un discorso
      di circostanza
      da pronunziare in toga,
      tonaca
      o camice bianco...
      Solo un sospiro di sollievo,
      e un sorriso troppo incantato
      per non apparire ebete...

      No, no.
      Quando il mondo
      si risveglierà,
      lo porterò con me
      a scodinzolare felice
      su per i pascoli azzurri
      dei monti del sogno.
      Subito.
      Prima che qualcuno
      possa rubarmelo,
      e addormentarlo di nuovo.
      Giuseppe Freda
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        Scritta da: Giuseppe Freda

        Notte d'inverno

        Notte d'inverno,
        c'è forse vergogna
        nel tuo mantello grigio?
        No: c'è il pudore
        di scoprire il tuo volto,
        quello vero di luci
        misteriose nel buio,
        per timore che i deboli
        vedano stelle in Terra
        là dove stagni di fango
        scintillano d'ombra
        dopo la pioggia
        sotto il chiaro di luna.
        Ma anche tu
        hai il tuo cammino:
        verrà la Primavera
        col suo manto di fiori;
        e non potrai sottrarti
        al tuo atroce destino
        d'inganno.
        Allora sarà festa
        per chi sogna diamanti
        che il tempo e la realtà
        muteranno in cenere.
        Ma i migliori di noi,
        quelli che sanno vivere,
        sapranno dosare il proprio futuro,
        sapranno programmare
        vita, entusiasmi e sogni
        del proprio presente,
        sapranno godere
        il tuo fascino antico
        senza cadere in ginocchio
        ai piedi di un'illusione.
        Notte che piangi
        legata alla tua catena grigia,
        forse di questi
        hai davvero vergogna.
        Giuseppe Freda
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