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Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

L'ora del crepuscolo

Il lampione si accende lentamente
in quest'ora opaca del crepuscolo.
Un rumoroso bisbiglio d'uccelli
riempe un vecchio albero di vita.

L'interminabile canzone della notte
inizia a suonare appesa a una stella.
La luna si affaccia alla mia finestra
frugando l'ombra che porto dentro.

Si accendono anche pensieri ardenti
galoppando tra boschi di desideri.
Sotto le foglie maturano i ricordi
avanzando con la luna rotonda.

Pietre del passato lavate dalla pioggia
costruiscono un cammino senza ritorno.
Il lampione si accende lentamente
illuminando fiori nascosti nella mente.
Composta martedì 30 giugno 2009
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

    Sul marciapiede

    Due rose nelle mani
    un angolo di nebbia
    un lampione acceso
    un'ombra nella sera.

    Un cappotto al vento
    capelli sciolti biondi
    due tacchi nella luce
    una gonna senza corpo.

    Un clacson da lontano
    un girarsi indietro
    due labbra rosso forte
    un sorriso senza volto.

    Sul marciapiede muto
    s'accende una sigaretta.
    La macchina si ferma
    fumo e rose sono dientro.

    Nella nebbia della sera
    i corpi sono ombre vive.
    Restano due rose rosse
    sbocciate dall'amore rotto.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Ho visto crescere i funghi nella notte,
      ho sentito il respiro della nebbia,
      l'erba bagnata di rugiada mattutina
      accarrezza l'anima senza malinconia.

      La gazza saltella sotto gli arbusti,
      becca l'ultimo sole dell'autunno
      pieno di foglie danzanti nell'aria
      sotto le ali d'un passero solitario.

      Il cielo si veste di colori autunnali
      con nuvole che danzano l'ultimo valzer.
      Note d'una musica barocca italiana
      escono da una macchina di innamorati.

      Vedo scendere l'acqua lungo il fiume
      portandosi al mare l'eco dei monti.
      Respira nell'azzurro anche un uomo
      dando l'addio a un amore che muore.

      Sento la notte scendere sulle spalle,
      vedo l'ultimo colore del tramonto.
      Entra negli occhi un batter d'ali.
      Un'ombra di pace mi riporta a casa.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

        Vuoto nell'anima

        Un vuoto nell'anima dell'uomo
        uccide l'allegria del giorno.
        Una mano amica nella sera
        accende la gioia e il fuoco.
        Mangiamo una castagna arrostita,
        un bicchiere di vino genuino
        ci fa dimenticare la ferita
        aperte da parole non dette.

        Un canto rinato nella notte
        cammina nelle vene di un bimbo.
        Il silenzio dipinto di ombre
        trasforma i fantasmi del giorno.
        Camminiamo con le nuvole rosse
        nel tramonto ardente della vita.
        Un vuoto nell'anima dell'uomo
        fa baciare le ali della morte.

        Rinasce il sole nella nostra rosa,
        una farfalla s'adagia silenziosa,
        la donna monta il suo cavallo
        lungo un fiume di pietre mute.
        Restano nei ricordi ancora nudi
        i miti agganciati alla speranza
        nati quando si era nella culla
        con uno sguardo che dava coraggio.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

          Sotto la pioggia

          Cade la pioggia su nuovi deserti
          purifica l'aria senza anima.
          Un vecchio seduto sotto i portici
          aspetta uno sguardo e un soldo
          per ammazzare l'ultimo sogno.

          Scende con la pioggia una colomba
          becca la luce rimasta fra le ombre.
          Un bambino si sforza per chiamarla
          un fruscio d'ali rompe la speranza
          mentre la pioggia cade nelle mani.

          Attimi di silenzio nelle strade
          per ascoltare cadere delle gocce
          gonfie della tristezza del giorno
          e rotte da ombre senza volto.

          Cade la pioggia anche negli occhi
          feriti da cartelli pubblicitari.
          Un autobus ti porta alla memoria
          che la vita è un lungo viaggio
          con biglietto d'andata e ritorno.

          Sotto l'ombrello ritorno a casa
          non vedo più il cielo lontano.
          Lo sento camminare sull'ombrello
          cantando un falso ritornello
          tanto familiare come bello.
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