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Scritta da: Giulio Micheletti
Ho lanciato una pietra,
ma niente l'ha scalfita.
Tra la folla è rimbalzata
e da me è ritornata.
L'ho raccolta e colorata
di una tinta molto forte.
L'ho plasmata e disegnata
con le forme della ragione.
L'ho esposta alla finestra
e la gente incuriosita
l'ha guardata e commentata.
Ho capito perché Cristo
non ci ha colpito
con grandine di sassi
modellata in nostro onore
per far si che ogni male sia scontato con dolore.
Tutto questo non ha fatto
e impalato si è inchiodato
È rimasto poveretto,
al nostro cospetto,
per spiegarci che grosso errore
fece Caino contro Abele
E tu semplice uomo
porta avanti il tuo fardello,
prendi il male di tuo fratello
e imbellettalo con amore.
Composta domenica 21 ottobre 2012
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    Scritta da: Giulio Micheletti

    Porta portese quanno dentro c'ero pure io

    Da ragazzo ero un bulletto e lavoravo a sto mercato.
    Portaportese me ricordo, passavo sotto L'arco e
    me se affacciava er serciato.
    Da na fila de baracche uscivano belle dritte le bici che io vennevo.
    Er capo mio era Arsenio, simpatico e paravento,
    me sembrava er professore delle catene e de le trombette. Ho vennuto a tutti, ricchi, padri de famija e squatrinati.
    Però ho cercato sempre de paregià i conti.
    A quelli tutti ben vestiti e incravattatti li prezzi l'ho sempre raddoppiati.
    Ma poi li soldi l'ho rimessi nei portafoj dei disgraziati.
    Nella baracca dove stavo so passati de tutti ma il ricordo più apprezzato è
    pe que povere migotte che la sera de Natale se compravano li giocattoli pe li loro pargoli.
    E dialogà insieme a esse è stato no spasso d'emozioni.
    Esse stato un fjo der Mercato pe me è stato un gran onore,
    ma insegnato cor tutto er core de apprezzà la vita e l'amore.
    Composta sabato 20 ottobre 2012
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      Scritta da: Giulio Micheletti

      Uomo infame

      Resto di stucco mi dici che son brutto,
      dopo avermi adorato, onorato e venerato,
      amore mi hai scacciato dal tuo cuore poco grato.
      Tutto per la vita che ti ho preparato,
      ho impastato il tuo orgoglio con il mio mentimento,
      non ti ho forgiato a modo mio,
      perché con la tua fierezza mi hai sempre contrastato.
      E invece tu che mi hai dato?
      Qualche figlio e un po' di bucato,
      non hai mai stirato i miei panni da bastardo,
      non hai mai ricamato i miei ozi amorosi,
      e stasera che fai chiudi l'uscio e te ne vai,
      e quali scuse hai?
      Ora che è finito ho capito,
      tu sei bella io faccio schifo.
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        Scritta da: Giulio Micheletti

        L'Artista

        L'arte nella vita è una vera sciccheria
        fatti grande mano mia,
        prendi dal mio cuore tutta la forza
        per cambiare una vita solitaria
        di milioni di persone.
        Da loro un sentimento,
        slegali dall'autorità,
        dall'arroganza e dalla ignobile gestione
        delle loro capacità.
        Oggi è tutto quello che vedo
        dalla mia postazione, domani mi risiedo
        e nella tela con il mio pennello
        qualcosa cambierò.
        Composta martedì 16 ottobre 2012
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