Isole Fortunate

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
È la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.

E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.

Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c'è il mare.
Fernando Pessoa
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    Dietro quella finestra
    la cui tenda non muta
    situo la vista di lei
    che l'anima studia in sé stessa
    nel desiderio che la rivela.

    Non ho difetto d'amore.
    Chi m'ami non manca.
    Ma altro sapore avrebbe,
    se ciò accadesse all'interno
    di quella alta finestra.

    Perché? Se sapessi, avrei
    tutto che avere desidero.
    Amai un tempo la Regina,
    e c'è sempre nella mia anima
    un trono da occupare.

    Ogni volta che posso sognare,
    ogni volta che non vedo, situo
    il trono in quel luogo;
    oltre la tenda il focolare,
    oltre la finestra il sogno.

    Così, passando, intreccio
    l'artificio della strada
    e un poco di me m'oblio.
    Poi più nulla chiedo alla vita,
    tranne d'esserne il vicino.
    Fernando Pessoa
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      Scritta da: Desafinado64

      O que Me Dói não è

      O que me dói não è
      O que hà no coração
      Mas essas coisas lindas
      Que nunca existirão...

      São as formas sem forma
      Que passam sem que a dor
      As possa conhecer
      Ou as sonhar o amor.

      São como se a tristeza
      Fosse árvore e, uma a uma,
      Caíssem suas folhas
      Entre o vestígio e a bruma.




      Quel che mi duole non è
      Quello che c'è nel cuore
      Ma quelle cose belle
      Che mai esisteranno.

      Sono le forme senza forma
      Che passano senza che il dolore
      Le possa conoscere,
      O sognarle l'amore.

      Come se la tristezza
      Fosse albero e, una ad una,
      Le sue foglie cadessero
      Tra il sentiero e la bruma.
      Fernando Pessoa
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Tutte le lettere d'amore

        Tutte le lettere d'amore sono
        ridicole.
        Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
        ridicole.

        Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
        come le altre,
        ridicole.

        Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
        devono essere
        ridicole.

        Ma dopotutto
        solo coloro che non hanno mai scritto
        lettere d'amore
        sono
        ridicoli.

        Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
        senza accorgermene
        lettere d'amore
        ridicole.

        La verità è che oggi
        sono i miei ricordi
        di quelle lettere
        a essere ridicoli.

        (Tutte le parole sdrucciole,
        come tutti i sentimenti sdruccioli,
        sono naturalmente
        ridicole).
        Fernando Pessoa
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