Scritta da: Desafinado64

Oiço, como se o cheiro

Oiço, como se o cheiro
De flores me acordasse...
È música — um canteiro
De influência e disfarce.

Impalpável lembrança,
Sorriso de ninguém,
Com aquela esperança
Que nem esperança tem...

Que importa, se sentir
È não se conhecer?
Oiço, e sinto sorrir
O que em mim nada quer.

Odo, come se il profumo
Di fiori mi svegliasse...
È musica — un aiuola
Di influenza e finzione.

Impalpabile ricordo,
Sorriso di nessuno,
Con quella speranza
Che neanche ha speranza...

Che importa, se sentire
È non conoscersi?
Odo, e sento sorridere
Quel che in me niente vuole.
Fernando Pessoa
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Nella casa di fronte a me e ai miei sogni

    Nella casa di fronte a me e ai miei sogni
    che felicità c'è sempre!

    Vi abitano persone sconosciute che ho già visto senza vedere.
    Sono felici, perché esse non sono io.

    I bambini, che giocano sugli alti terrazzi,
    vivono tra vasi di fiori,
    eternamente, senza dubbio.

    Le voci che salgono dall'intimità domestica
    cantano sempre, senza dubbio.
    Sì, devono cantare.

    Quando è festa qua fuori, è festa là dentro.
    E così deve essere laddove tutto si adatta:
    l'uomo alla Natura, perché la città è Natura.

    Che grande felicità non essere io!

    Ma anche gli altri non penseranno così?
    Quali altri? Non ci sono altri.
    Quanto pensano gli altri è una casa con la finestra chiusa,
    o se si apre,
    è perché i bambini possano giocare sulla veranda inferriata,
    tra i vasi di fiori che non ho mai visto quali fossero.

    Gli altri non sentono mai.
    Chi sente siamo noi,
    sì, tutti noi,
    perfino io, che ora non sento più nulla.

    Nulla? Non so...
    Un nulla che fa male...
    Fernando Pessoa
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      Scritta da: Desafinado64

      O amor, quando se revela

      O amor, quando se revela,
      Não se sabe revelar.
      Sabe bem olhar p'ra ela,
      Mas não lhe sabe falar.

      Quem quer dizer o que sente
      Não sabe o que há-de dizer.
      Fala: parece que mente...
      Cala: parece esquecer...

      Ah, mas se ela adivinhasse,
      Se pudesse ouvir o olhar,
      E se um olhar lhe bastasse
      P'ra saber que a estão a amar!

      Mas quem sente muito, cala;
      Quem quer dizer quanto sente
      Fica sem alma nem fala,
      Fica sò, inteiramente!

      Mas se isto puder contar-lhe
      O que não lhe ouso contar,
      Jà não terei que falar-lhe
      Porque lhe estou a falar...

      L'amore, quando si rivela,
      Non si sa rivelare.
      Sa bene guardare lei,
      Ma non le sa parlare.

      Chi vuol dire quel che sente
      Non sa quel che deve dire.
      Parla: sembra mentire...
      Tace: sembra dimenticare...

      Ah, ma se lei indovinasse,
      Se potesse udire lo sguardo,
      E se uno sguardo le bastasse
      Per sapere che stanno amandola!

      Ma chi sente molto, tace;
      Chi vuol dire quello che sente
      Resta senz'anima né parola,
      Resta solo, completamente!

      Ma se questo potesse raccontarle
      Quel che non oso raccontarle,
      Non dovrò più parlarle,
      Perché le sto parlando...
      Fernando Pessoa
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Abdicazione

        Prendimi fra le braccia, notte eterna,
        e chiamami tuo figlio.
        Io sono un re
        che volontariamente ha abbandonato
        il proprio trono di sogni e di stanchezze.

        La spada mia, pesante in braccia stanche,
        l'ho confidata a mani più virili e calme;
        lo scettro e la corona li ho lasciati
        nell'anticamera, rotti in mille pezzi.

        La mia cotta di ferro, così inutile,
        e gli speroni, dal futile tinnire,
        li ho abbandonati sul gelido scalone.

        La regalità ho smesso, anima e corpo,
        per ritornare a notte antica e calma,
        come il paesaggio, quando il giorno muore.
        Fernando Pessoa
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