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Poesie di Dante Castellani

Nato martedì 16 giugno 1959 a milano
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: dantino

Cos'è la vita

Cos'è la vita
seppur io non fossi triste?
Se non un cammino di scale contro voglia
ch'io provo sovente
a salir d'un centesimo il dolore
"una conchiglia sepolta dalla sabbia"
"un cane abbandonato senza voglia e rabbia"
"una libellula sconfitta nella tela del ragno, nella veglia di una gabbia"
sovente mi pare di comprendere il dolore
come fossi a volare
mirando dall'alto l'oblio
la vita che mangia la vita
"mio Dio"... che scempio!
Che immagine assurda
questo incubo insano che sogno
necessita ch'io debba svegliarmi
cos'è la vita
seppur io non fossi triste?
Un arcobaleno di illusioni
un cielo malato di finti orgasmi
un treno che attendo
dall'inizio di un ponte
e siamo già oltre.
Composta martedì 20 ottobre 2015
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    Scritta da: dantino

    Buonanotte

    Smetto la pelle dai giganti denti
    per coricarmi e per spogliarmi
    tolgo ad una ad una le serpi dai capelli
    svuotando dalle tasche i coccodrilli
    tengo solo gli occhi
    quelli consueti, quelli belli
    per i miei sogni.
    Non ho lame affilate di coltelli
    cerco la pace, là dove non piove
    notte dopo notte
    cerco la vita e vivo
    io, tra i vivi e il sogno
    un mondo di fratelli.
    Composta sabato 12 settembre 2015
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      Scritta da: dantino

      Con la morte nel cuore

      Ho seminato pietre di girasole, dove la terra è morta
      ho respirato la pazzia nel suicidio di ogni ragione
      dove in rassegnati muri pulsanti di angoscia
      la vita ha percorso il più triste cammino
      m'inchino, dove ferma è l'aria
      dove pesante e difficile fu ogni morire
      dove latrati di cani impazziti ancora si scorgono,
      rompendo il digiuno del tempo, nell'arco di vita che manca
      ed io, ho respirato dove bimbi hanno pianto e sofferto
      in un perenne, dignitoso, pianto di dolore
      questa è la disperazione collettiva
      i bimbi, non dovrebbero morire
      i bimbi sono piccoli angeli inermi
      che il male, non dovrebbe neppure sfiorare

      ho respirato l'umanità trafitta
      e sparso pietre di solitudine nel supplizio infernale
      ho camminato la terra dei santi
      con l'inverno nel cuore
      perché ognuno ricordi
      e abbia pietà sufficiente a poter ricordare
      ho immaginato l'inimmaginabile
      e cercato di comprendere l'incomprensibile

      la morte mi ha accolto
      con il forte suo odore
      la morte mi ha accolto piangendo
      anch'essa sconfitta
      dentro recinti di filo spinato, ancor rossi di sangue e calore
      ho ascoltato l'eco finito di urla suicide
      questo è il silenzio più fermo
      che il tempo possa mai misurare
      dove anche gli alberi irti, vorrebbero
      ad ogni memoria fuggire
      dove anche il vento più degno
      oserà mai più entrare.
      Composta mercoledì 26 agosto 2015
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        Scritta da: dantino
        Non ho le parole che vorresti
        i fiori, i sorrisi
        ho posato da tempo le inquietudini
        e ancorato la barca con forza alle cime d'ormeggio
        non c'è più vento che possa o pioggia che riesca a bagnarmi
        coricati sopra il mio cuore
        per ascoltare la gioia dei bimbi diventare pianto
        funziona così
        ch'io senta più avanti, un treno che parte
        nella stazione umida della notte.
        Composta domenica 9 agosto 2015
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