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Poesie di Dante Alighieri


Canto decimosecondo

Oh cieca cupidigia e ira folle,
che sì ci sproni nella vita corta,
e nell'etterna poi sì mal c'immolle!
Io vidi un'ampia fossa in arco torta,
come quella che tutto 'l piano abbraccia,
secondo ch'avea detto la mia scorta;
-- Dante Alighieri (scheda)
Composta
mercoledì 6 marzo 2013
Riferimento:
Grazie Benigni.

poesia postata da: cadichon, in Poesie (Poesie d'Autore)
Lo maggior don che Dio per sua larghezza
creando fesse ed alla sua bontade
più conformato e quel ché più apprezza
fu della volontà la libertate,
di che le creature intelligenti
e tutte e sole fuoro e son dotate.
-- Dante Alighieri (scheda)
Composta
martedì 15 maggio 2012


poesia postata da: Francesca Fontana, in Poesie (Poesie d'Autore)

Divina Commedia, V canto inferno

E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
-- Dante Alighieri (scheda)
Riferimento:
Francesca racconta di come lei e Paolo Malatesta si sono innamorati.

poesia postata da: Francesca Fontana, in Poesie (Poesie d'Autore)

Divina Commedia, V canto inferno

O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace cò seguaci sui.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
-- Dante Alighieri (scheda)
Riferimento:
Parla Francesca da Rimini per la prima volta.

poesia postata da: Francesca Fontana, in Poesie (Poesie d'Autore)

Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io

Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch'ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse 'l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch'è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d'amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i' credo che saremmo noi.
-- Dante Alighieri (scheda)
Riferimento:
Rime 9

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