Virgilio

Poesie di Dante Alighieri

Scrittore, poeta e politico, nato lunedì 1 giugno 1265 a Firenze (Italia), morto domenica 14 settembre 1321 a Ravenna (Italia)
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Canto decimosecondo

Oh cieca cupidigia e ira folle,
che sì ci sproni nella vita corta,
e nell'etterna poi sì mal c'immolle!
Io vidi un'ampia fossa in arco torta,
come quella che tutto 'l piano abbraccia,
secondo ch'avea detto la mia scorta;
Dante Alighieri
Composta mercoledì 6 marzo 2013
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    Scritta da: cadichon
    Lo maggior don che Dio per sua larghezza
    creando fesse ed alla sua bontade
    più conformato e quel ché più apprezza
    fu della volontà la libertate,
    di che le creature intelligenti
    e tutte e sole fuoro e son dotate.
    Dante Alighieri
    Composta martedì 15 maggio 2012
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      Divina Commedia, V canto inferno

      E quella a me: "Nessun maggior dolore
      che ricordarsi del tempo felice
      ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.

      Ma s'a conoscer la prima radice
      del nostro amor tu hai cotanto affetto,
      dirò come colui che piange e dice.

      Noi leggiavamo un giorno per diletto
      di Lancialotto come amor lo strinse;
      soli eravamo e sanza alcun sospetto.

      Per più fïate li occhi ci sospinse
      quella lettura, e scolorocci il viso;
      ma solo un punto fu quel che ci vinse.

      Quando leggemmo il disïato riso
      esser basciato da cotanto amante,
      questi, che mai da me non fia diviso,

      la bocca mi basciò tutto tremante.
      Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
      quel giorno più non vi leggemmo avante".
      Dante Alighieri
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        Divina Commedia, V canto inferno

        O animal grazïoso e benigno
        che visitando vai per l'aere perso
        noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

        se fosse amico il re de l'universo,
        noi pregheremmo lui de la tua pace,
        poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

        Di quel che udire e che parlar vi piace,
        noi udiremo e parleremo a voi,
        mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

        Siede la terra dove nata fui
        su la marina dove 'l Po discende
        per aver pace cò seguaci sui.

        Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
        prese costui de la bella persona
        che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

        Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
        mi prese del costui piacer sì forte,
        che, come vedi, ancor non m'abbandona.

        Amor condusse noi ad una morte.
        Caina attende chi a vita ci spense.
        Dante Alighieri
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          Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io

          Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
          fossimo presi per incantamento,
          e messi in un vasel ch'ad ogni vento
          per mare andasse al voler vostro e mio,

          sì che fortuna od altro tempo rio
          non ci potesse dare impedimento,
          anzi, vivendo sempre in un talento,
          di stare insieme crescesse 'l disio.

          E monna Vanna e monna Lagia poi
          con quella ch'è sul numer de le trenta
          con noi ponesse il buono incantatore:

          e quivi ragionar sempre d'amore,
          e ciascuna di lor fosse contenta,
          sì come i' credo che saremmo noi.
          Dante Alighieri
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