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Le migliori poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Carmine Carmine

Si si

Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.
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    Scritta da: Dario Pautasso

    La morte si fuma i miei sigari

    Sai com'è: sono qui ubriaco ancora
    una volta
    e ascolto Chajkovskij
    alla radio.
    Gesù, lo sentivo quarantasette anni
    fa
    quando ero uno scrittore morto di fame
    ed eccolo qui
    di nuovo
    ora io sono uno scrittore con un po'
    di successo
    e la morte va
    su e giù
    per questa stanza
    e si fuma i miei sigari
    beve qualche sorso del mio
    vino
    mentre il vecchio Pietro continua a darci dentro
    con la sua "Patetica",
    ho fatto un bel pezzo di strada
    e se ho avuto fortuna è
    perché ho tirato bene
    i dadi:
    ho fatto la fame per l'arte, ho fatto la fame per
    riuscire a guadagnare cinque dannati minuti, cinque ore,
    cinque giorni,
    volevo soltanto buttare giù qualche
    frase,
    il successo, il denaro non importavano:
    io volevo scrivere
    e loro volevano che stessi alla pressa meccanica,
    in fabbrica alla catena di montaggio
    volevano che facessi il fattorino in un
    grande magazzino.

    Bè, dice la morte, passandomi accanto,
    ti prenderò comunque,
    non importa quello che sei stato:
    scrittore, tassista, pappone, macellaio,
    paracadutista acrobatico, io ti
    prenderò...
    okay, baby, le dico io.
    Adesso ci beviamo qualcosa insieme
    mentre l'una di notte diventano
    le due
    e lei solo sa
    quando verrà il
    momento, ma oggi sono
    riuscito a fregarla: mi sono preso
    altri cinque dannati minuti
    e molto di
    più.
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      Amore

      Amore, disse, gas,
      dammi un bacio d'addio,
      baciami le labbra,
      baciami i capelli,
      le dita,
      gli occhi il cervello,
      fammi dimenticare.

      Amore, disse, gas
      aveva una stanza al secondo piano
      respinto da una dozzina di donne
      35 editori
      e una mezza dozzina di agenzie di collocamento,
      ora non voglio dire che valesse
      qualcosa.

      Aprì tutti i beccucci
      senza accenderli
      e andò a letto.

      Qualche ora dopo un tizio diretto
      alla stanza 309
      accese un sigaro
      nella hall
      e un sofà volò fuori dalla finestra
      un muro venne giù come sabbia bagnata
      una fiamma purpurea divampò fino a 12 metri d'altezza.

      il tizio a letto
      nulla seppe e di nulla si curò
      ma oserei dire
      che quel giorno
      si mostrò piuttosto in gamba.
      Composta giovedì 26 settembre 2013
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        Allora capisco perché

        Quando vedo quei cowboy che vanno in autostrada
        con il loro pick-up rosso fiammante
        diciamo,
        un giorno di sole di marzo
        con un bel cane
        (o dei cani)
        slegati e sobbalzanti sul
        pianale
        mi viene da chiedermi, con
        che filosofia vivono e quale
        seguono,
        quali nobili sentimenti
        li muovono,
        e quando mi accosto per
        dare un'occhiata
        prima agli animali impauriti
        e poi ai loro padroni incuranti,
        non sono mai preparato
        all'eccesso di
        rabbia
        che mi monta dentro,
        una disperazione dello spirito
        talmente forte che
        la percepisco
        come qualcosa di
        fisico,
        come una mazzata
        su stomaco, testa e
        mente, e
        allora capisco perché
        ho avuto tanti guai
        nelle fabbriche
        nei bar
        alle feste
        i picnic
        a ogni riunione della
        gente,
        grande o piccola:
        quella gente non è altro che
        braccia, gambe, teste, orecchie, occhi, parti
        vuote
        cucite insieme
        senza
        alcun significato dentro.
        Non c'è proprio niente che gli si
        possa dire e
        imprecargli contro sarebbe
        come
        sparare in un mucchio di
        merda.

        Gli animali schiacciati che vedo
        lasciati sul ciglio
        dell'autostrada
        già morti o morenti -
        non li lasceremmo mica degli uomini
        così
        a spirare e marcire al sole,
        ci ricorderebbe
        troppo
        delle nostre deboli morti a venire
        che,
        il più delle volte
        passato il funerale
        sono di gran lunga
        più farsesche che
        profonde.
        Composta sabato 28 settembre 2013
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          Scritta da: Eclissi

          Una poesia è una città

          Una poesia è una città piena di strade e tombini
          piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
          piena di banalità e roba da bere,
          piena di pioggia e di tuono e di periodi
          di siccità, una poesia è una città in guerra,
          una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
          una poesia è una città che brucia,
          una poesia è una città sotto le cannonate
          le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
          una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
          per le strade come Lady Godiva,
          dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
          la bandiera; una poesia è una città di poeti,
          per lo più similissimi tra loro
          e invidiosi e pieni di rancore...
          una poesia è questa città adesso,
          cinquanta miglia dal nulla,
          le 9.09 del mattino,
          il gusto di liquore e delle sigarette,
          né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
          questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
          barricata, quasi vuota,
          luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
          i monti di roccia dura,
          l'oceano come una fiamma di lavanda,
          una luna priva di grandezza,
          una musichetta da finestre rotte...

          una poesia è una città, una poesia è una nazione,
          una poesia è il mondo...

          e ora metto questo sotto vetro
          perché lo veda il pazzo direttore,
          e la notte è altrove
          e signore grigiastre stanno in fila,
          un cane segue l'altro fino all'estuario,
          le trombe annunciano la forca
          mentre piccoli uomini vaneggiano di cose
          che non possono fare.
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