Assenza

Brilla e ridente in alto passa
una luna novembrina stasera
-la ricordi la nostra prima luna? -
Aria fredda, amore, spiffera
dalla feritoia del balcone
ritornelli lunghi e lenti
orchestrale l'orologio suona,
intenso supplizio è di te l'attesa
t'aspetto e non verrai mia stella.
Impigliato in un vischio
di ore ombrose, intorno,
fitto un vuoto cresce
e un cuore floscio tonfa.
Più tardi, solo sarò ancora;
privo del caldo del tuo corpo
mi assedierà dura un'insonnia.
Privo di sonno e sogni
da un condotto di pensieri
fluida fuoriuscirà una malinconia
e non potrò, di sicuro,
evitare che mi inondi;
nubi basse di solitudine
si gonfieranno di nero
e alluvionata faranno una vita.
Tu, assente, non mi allungherai
per mettermi in secco le mani
e atterrito non saprò che fare.
Insaccato in demenze cupe
mi accecherò senza luce,
un sospiro dilatato estremo
e respirerò poi essenze di morte!
Spargi la tua anima calda ora
e dal gelo che nevica mi salvi;
cantami, con passione,
in do maggiore amore
la canzone che vorrei udire
più prima che una notte mi congeli.
Angelo Michele Cozza
Composta lunedì 18 novembre 2013
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    Scatto apotropaico

    Di che ti impicci cuore
    perché lo sfondo del male
    sondi tra le viste del mondo
    e in un fremere d'orrore
    ne fai rapporto scrupoloso?
    Desisti e guarda oltre
    estesi ne sono propaggini e forme:
    cuore, ne trarresti solo pena e dolore!
    Il male nasce scotta e vive
    e terrifica ne è la teratologia!
    Innumerabili i suoi figli
    le variazioni e evoluzioni.
    Desisti prima che ti avvisti
    e riconosciutoti ribelle
    o avverso al suo dominio
    ti persegua e ti torturi:
    insaziato ha sempre fame e sete.
    Mal sopporta affronti e oppositori;
    vanificata ogni protesta, vendette
    insuffla e probi persegue,
    pestifero emana i suoi odori
    con mastice in ragne imprigiona.
    Dalla notte dei tempi
    da bene e virtù divorziato
    tenace reclama il suo regno,
    a Lucifero avvinto
    paffuto succhia al suo seno,
    scelleratezza si legge
    sui suoi stendardi; mai arreso,
    mai pago, arruola anime prave;
    insano e stolto sani irride
    pensieri e azioni intorbida
    desideri e passioni impure diffonde;
    coscienze spoglia di bontà e d'amore,
    a tenebra fonde e tempera ogni luce;
    essente essere incarbonisce
    e spazzacamino non c'è per i suoi fumi.
    Da millenni una stirpe di demoni
    impegni annota sui suoi taccuini;
    se cammina, ai bivi, ai trivi
    o ai quadrivi sempre sa dove andare,
    se inciampa o sta per cadere
    sul male inciso fa perno e si regge.
    Angeli decaduti o uomini lo perpetrano
    per tenere alta la sua reputazione!
    Angelo Michele Cozza
    Composta giovedì 10 ottobre 2013
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      E piti, piti, piti...

      Sfilacciato e consunto
      alla sorte resiste lo stame
      riposano le divine Parche.

      Nulla più è rimasto vivo
      in noi e tra di noi
      oltre il cenere avvenuto
      nulla se non la traccia
      lignea di due sgorbi incisi
      sbiaditi già da un tempo
      infecondo e vorace.

      Del sommerso passato
      solo codesto emerge oggi,
      velato ci riparla forse
      di un amore andato in malora.
      Ah come tutto va al niente
      mentre un interno attrito
      brucia e consuma le nostre vite!

      Anche senz'acqua attorno
      per mora greve di sogni
      si può annegare e morire.

      Perso direzione e meta
      esuli per le tenute dell'ignoto
      guadiamo un vuoto in piena.
      Attaccati da una bufera
      ci afferrerà il turbine
      finiremo il nostro viaggio;
      ci ghiaccerà la morte.
      Angelo Michele Cozza
      Composta giovedì 10 ottobre 2013
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        Non so cosa io sia o sembro
        né mi congratulo con me stesso
        o mi infirmo o mi confermo;
        fuscello trasportato dal tempo
        subisco le fole dei suoi attimi
        e so che vivere
        è un grattacapo da vertigini;
        distinguere, se sei stato
        fosti o diverrai so che è un azzardo
        e riferirlo semmai potrà
        forse solo il cielo.
        Così senza orientamento ondeggio
        subendo le maree del destino,
        tra intrighi di supposizioni vago
        tra altri me stessi mai compresi.
        Imperfetti o perfetti
        monchi ci si declina
        a secondo del momento
        e il distinguersi in chiaro
        è solo ameno artificio
        per raggirare un nulla cenere
        che senza fisionomie ci ritrae.
        Se talvolta trovi il verso
        della tua vita svalutata
        c'è sempre qualcuno
        pronto a mostrarti il recto
        e così tra conversioni e coni
        per apprezzarti ti ingegni
        ma il titolo non cambia
        a seconda del contesto
        e per la precarietà non ci sono cure
        né le parole ancor dispongono
        dell'obiettivo con cui scattare
        le istantanee che in originale mostrino
        le luci, le ombre e i colori
        dei paesaggi attraversati dal cuore.
        Angelo Michele Cozza
        Composta sabato 10 marzo 2001
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          Intelligibile trama non si profila

          Ara il naviglio il flutto
          scie e schiume si disegnano
          lontano sfuma l'orizzonte
          cime di palmizi scuote un vento
          in alto corruschi e nubi.
          Che faccio qui oggi
          oltre i clamori estivi
          solo a guardare il mare
          e ieri che fu dove ero.
          Quante volte ho visto
          tornare l'alba
          e quante volte accadrà ancora;
          del vivere che ho inteso
          qual è l'opera del tempo
          a che le irritazioni di vanità
          le morti, le guerre?
          Si distacca già il presente
          ciò che univa si discioglie
          garbugli di pensieri bruciano
          più fitta la selva di memorie,
          dalla mente tessitrice
          intelligibile trama non si profila.
          Dov'è la rotta umana
          che non t'affondi cuore
          dove può apparire un faro
          un porto sicuro e ospitale:
          oh quando nel soliloquio
          esprimi i tuoi malanni!
          Avesse un nome pronunciabile
          e un indirizzo la speranza
          raggiungibile la pace del mondo
          inedite non resterebbero
          le mie domande dissennate
          quando spiccano un volo
          ma perdendo giri e portata
          in un vuoto picchiano a spirale!
          Insondabili vita mare e cielo
          e di scie e corpi nulla resta
          lieve o grave tutto decade.
          Come avvinci defunta giovinezza
          di illusioni venditrice
          quando si ripassa davanti
          ai tuoi specchi e alle tue vetrine
          allo scoppio di una malinconia!
          Angelo Michele Cozza
          Composta martedì 3 settembre 2013
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