la minaccia del perdente

Tu che sei ricco sulla mia povertà.
Abbi paura
non delle mie proteste,
ma delle strade buie,
non delle maledizioni,
ma dei rumori alle tue spalle.
Abbi paura per chi ti è caro,
perché come tu hai colpito me
e chi mi è caro,
io
prima della fine
farò altrettanto con te,
e con pieno diritto.
E non avrò paura
delle punizioni
perché qualunque condanna
sarà più leggera di quella
che sconto adesso,
e molto più leggera
di quella che sarà toccata a te.
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 2 agosto 2013
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    Tempo addietro

    Dove eri
    quando ero al meglio di me,
    quando potevo amare.
    Dove eri
    quando avevo bisogno d'amore,
    quando dicevo si a qualcuno
    sperando che fossi tu.
    Dove eri
    quando inventavo dispiaceri
    per affogarli in un bicchiere,
    quando cercavo bicchieri
    per affogarci i dispiaceri.
    Ed io dove ero
    quando mi camminavi accanto
    e non ti vedevo,
    quando dicevo "presente"
    ma sapevo di non esserci.
    Ho una fortuna oggi,
    anzi due.
    Non ho più il bisogno di farmi domande,
    di avere risposte,
    ed il bicchiere è rimasto con me.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 31 luglio 2013
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      Sono confuso

      È come
      se viaggiassi sempre col vaso in mano,
      in attesa dell'ultima goccia
      -quella che lo faccia traboccare -
      È come
      se scegliessi sempre le strade più lunghe
      per poter dire che mi manca il tempo.
      Tutto mi serve ad illudermi di poter scegliere.
      Ma niente è come vorrei.
      Non arriva mai quell'ultima goccia,
      le strade più lunghe non mi portano a niente.
      Giro su me stesso
      per guardarmi intorno,
      ma non vedo nulla.
      Forse
      perché tengo sempre la testa bassa,
      guardo la brocca che ho in mano
      e la goccia
      l'ultima goccia
      mi cade sulla testa.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 31 luglio 2013
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        I portici di Bologna

        Il tuo telefono continua a squillare,
        arrivano messaggi.
        Il tuo telefono trasmette la rabbia,
        il dolore di chi ti perde.
        Noi siamo in tre,
        quattro col telefono.
        Tu ti senti vincitrice,
        io non partecipo alla tua vittoria.
        Mi sento perdente,
        come chi continua a chiamarti
        a cercarti.
        So che se scappo
        mi rincorrerà
        il tuo urlo di disprezzo.
        So che se resto
        fra un po' sarò io
        quello che è lui adesso.
        L'uomo che ti chiama,
        quello che ti cerca,
        che ti serve
        perché tu possa far vedere alla prossima vittima di turno
        quanto è fortunato
        ad entrare nella lista,
        a soffrire per te.
        Alexandre Cuissardes
        Composta sabato 27 luglio 2013
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          Mattina presto

          È andata come è andata,
          che ci dobbiamo dire.
          Quando siamo partiti
          era un altro sperare.
          Adesso che è finita
          possiamo solamente
          ammettere l'errore,
          mettere nei nostri sacchi
          le cose alla rinfusa,
          uscire,
          dirsi ciao
          sapendo che è un addio
          e prendere due strade
          che vadano all'opposto.
          Alexandre Cuissardes
          Composta sabato 27 luglio 2013
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