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il futuro raccontato cantando

Ha nella tasca due occhi di pantera
portafortuna vinti al non so cosa.
Gira per strada con i veli colorati,
canta il futuro a chi la guarda fissa.
Ruba il perduto lasciato in giro
da chi è smarrito
ed ha smarrito.
Consuma ogni giorno lo stesso pasto,
pane di carta che esce dal forno malato,
spezzato caldo ed alzato al cielo,
comunione pagana
senza cerimonie
per ingraziarsi i suoi dei consiglieri.
E dopo il pane lo stesso rito
tiepido vino
in coppa grande,
bevuto da sola
nel giardino degli adulti.
E lì
seduta aspetta la sera
statua di veli
sulla panchina di marmo,
la sola maga che non è lì per caso.
Composta mercoledì 28 agosto 2013
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    io sperduto

    Ho gli occhi aperti anche stanotte
    intanto piove forte
    e tira il vento,
    in questo temporale.
    Ha tardato,
    forse aveva preso il treno
    o si sarà perduto per burocrazia,
    ed è arrivato il 25 agosto.
    Discuteranno presto in parlamento
    se definirlo ultimo temporale di agosto
    o unico di agosto
    o primo dell'autunno.
    Le opposizioni annunciano battaglia.
    Composta lunedì 26 agosto 2013
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      Chi non si è mai mosso da qui

      Una pubblicità sbiadita
      mi ricorda come stavamo bene
      quando eravamo poveri.
      Io non sono d'accordo,
      sono ingiustamente povero
      ed ingiustamente infelice.
      Quella pubblicità
      la strapperei dalla parete,
      se ci fosse,
      la graffierei se avessi unghie.
      La ignorerei se fossi ricco.
      Mi fa più male di quanta non ne faccia
      a un benpensante
      il manifesto di una donna nuda
      per vendere mutande e reggiseno.
      O forse è un malpensante.
      Nel corridoio
      la solita coppia di amanti
      cerca il fotografo discreto
      per farsi foto nudi,
      ma la porta dello studio è murata da anni.
      Contro gli intrusi
      e gli astrusi,
      troppi.
      Neppure il cartello
      -non torno più-
      li convince,
      ripasseranno,
      chiederanno di nuovo
      -ma dove è andato, ma quando torna? -
      Il giovane magistrato
      che gioca a morra cinese con la mia mano
      mi ha dato il suo numero privato,
      di me si fida,
      lo faccio vincere sempre.
      Della giustizia forse ancora non si fida,
      ma non si pronuncia.
      Un ben informato gli ha detto che è in aria di carriera,
      è – all'occhio di qualcuno-.
      Il potente del momento lo chiamerà per conoscerlo,
      se gli durerà abbastanza il momento,
      altrimenti lo chiamerà il nuovo potente,
      si rubano sempre le agende
      con i numeri importanti.
      In fondo al corridoio
      comincia il primo piano.
      Sull'unico campanello
      c'è il nome di una persona nuova,
      è scritto a matita
      ed in fretta,
      un nome da povero,
      starà qui poco,
      un nuovo inquilino di passaggio,
      certo straniero,
      come è straniero
      chiunque sia nato a più di cento metri da te,
      lo dice la legge,
      quella del condominio stato.
      Salgo ai piani di sopra
      per il mio bisogno d'aria
      e di panorama,
      di puzzo d'altura.
      Ma dal secondo piano
      con oggi
      finisce il palazzo.
      All'insaputa di tutti
      hanno demolito per mancanza di inquilini,
      ed hanno chiuso l'aria
      tolto la luce,
      disdetto il contratto con la – cielo energia spa. -
      Respiro a fatica,
      un'altra fatica.
      Sono in piedi da ore.
      Anche oggi il potere si è fatto sentire,
      giusto per far sapere che c'è.
      Anch'io
      ho diritto di essere messo al corrente del niente.
      Ma il popolo degli altri,
      non quello dei miei,
      passa ormai il suo tempo
      solo per arrivare a fine giornata
      e dire che anche stasera è vivo
      e fare - tiè – con la bocca
      mentre si sente il rumore della mano destra
      che batte sull'avambraccio sinistro teso.
      I più prudenti aggiungono un
      -per oggi-
      perché non si sa mai.
      Intanto dai mucchi di sassi dei piani tagliati
      lasciati in attesa del loro funerale
      spunta il piede di un - rimasto sotto-
      Riconosco la scarpa
      era l'inquilino moroso dell'ultimo piano
      viveva sul tetto,
      ha fatto la fine cercata.
      Va bene così.
      Il mio amico giudice non può fare niente per lui
      ne per me,
      ma fa molto per se.
      Dovrò stare attento
      nel giocare a morra cinese con lui
      a fare il gesto del sasso.
      Composta lunedì 26 agosto 2013
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