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Ex uomo

Avrei voluto essere il tuo uomo per sempre
ed invece sono diventato "quello di sempre".
L'uomo "come da documento",
venuto a noia,
appena sopportato,
ma che non conviene lasciare.
Il fidato di casa che quando torni è tutto a posto
e quando parti è tutto pronto.
Quello che non chiede niente
ma accetta a testa china la mancia che gli metti in mano
e con quella mano tesa accetta il rinnovo del contratto.
Alle tue condizioni.
Quello che ogni tanto va a comprarsi una carezza fuori,
non perché una carezza gli basti
ma solo perché è la prestazione che costa di meno.
Pensavo di starti accanto,
risolvere i tuoi problemi
ma poi mi sono reso conto che per risolverli andavi risolta tu.
Tu eri il problema.
Ma questo me lo tengo dentro.
Mentre tu non perdi l'occasione
per buttare fuori,
per dirlo a tutti che sono io un problema.
Che mi tieni e mi mantieni.
Perché sei buona,
fai carità.
E ne parli a chi a te crede per forza.
Al tuo pubblico pagante perché da te appagato.
E del resto che cosa potrebbe ribadire
quello che ha smesso di essere qualcuno
per diventare il tuo qualcosa.
Qualcosa che vive per amarti e servirti,
mentre tu hai continuato ad essere chi sei sempre stata,
a fare tutto quello che hai sempre fatto,
compreso il non amarmi.
Composta giovedì 3 settembre 2015
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    Un giorno che non c'è

    Vorrei un giorno che non mi facesse rendere conto che è giorno.
    Un giorno con nessuna notizia.
    Né certa né incerta.
    E soprattutto non cattiva.
    Le buone lo sanno già da tempo di non dover arrivare.
    Che questo è un indirizzo sbagliato
    o un destinatario inesistente.
    Vorrei un giorno di silenzio e di noia,
    senza incontri ne compagnie.
    Ed una strada per uno solo,
    di sola andata,
    con fonti che danno sorsi d'acqua
    e benedizioni di buon cammino.
    Un giorno che cominciasse col buongiorno allo specchio
    e finisse con la buona notte un attimo prima di chiudere gli occhi.
    Un giorno che fosse per sempre.
    In un posto amico,
    certo e sicuro.
    Con in mezzo niente.
    Composta sabato 5 settembre 2015
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      Una cartolina da dove non so di essere

      Ha le insegne di luce
      che colorano il bianco delle notti vissute
      se si ha poco o spese se si ha molto.
      Ma entrambe sono permesse.
      Ha le belle vetrine che si lasciano avvicinare,
      si fanno toccare i vetri.
      Schiacciarci il naso contro.
      Appoggiare le mani,
      ed anche il corpo,
      se siamo eccitati.
      Ci sono le puttane di lusso
      ad illuminare strade ed occhi spersi.
      Anche loro si lasciano avvicinare,
      ma non si fanno toccare
      strusciare,
      schiacciare il naso contro il petto.
      Hanno più dignità delle vetrine.
      Forse,
      o forse è che non sono vetrine.
      Stanno in vetrina.
      Incontri gli ubriachi che occupano tutta la strada
      e ti vengono addosso.
      Se hai bevuto meno di loro gli scansi.
      Altrimenti cozzate,
      l'incontro è uno scontro,
      ma è concorso di colpa.
      Nessuno ripaga la bottiglia all'altro.
      Ci sono gli spacciatori,
      cravatte di corda usate,
      che provano a sedurti,
      ma con te niente da fare.
      La fortuna è dalla tua.
      Sei già spacciato.
      E passa pure una volante,
      ma come dice la parola
      "vola"
      e non vede niente.
      Il lampeggiante blu ti dice che è mattina.
      Adesso capisci dove sei
      ma la cartolina è già partita.
      Composta mercoledì 2 settembre 2015
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        Un autore per un lettore

        Io scrivo molto
        perché non ho libri da leggere.
        Io invento solo storie vere
        perché non amo i romanzi.
        Sono falsi
        e finiscono sempre come vuole l'autore
        ma non i protagonisti.
        Mi firmo con il nome d'altri.
        Nomi veri,
        come le storie inventate.
        Poi rifletto su cosa ho letto,
        sugli errori fatti nello scrivere.
        Soprattutto sugli errori.
        No,
        solo sugli errori.
        Non conosco altro.
        Li prendo
        e con loro scrivo un'altra storia vera.
        Di un altro autore.
        Una nuova firma.
        Ancora qualcosa da leggere.
        Ancora errori da raccontarmi,
        ma senza che io lo sappia.
        Composta mercoledì 2 settembre 2015
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