I migliori post di Giovanni Battista Quinto

Dott. in Scienze Pedagogiche, nato sabato 24 giugno 1978 a Lauria (Italia)
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Pensare con la propria testa..., No?
I filosofi "facebookkiani" si rifanno ai personaggi mortali citando frasi, costrutti mentali, pensieri astratti. Prendere in prestito una espressione latina o greca, un pensiero filosofico ecc non ha mai nuociuto (ed è cosa utile), però credo sia il caso di fare agire, dulcis in fundo, il pensiero personale, al di là di ciò che è stato detto (teorie su teorie, verità su verità) o scritto!
Avviso a tutti i filosofi o presunti tali, critici letterari ecc. Amo dialogare con le persone umili, non apprezzo e non sopporto la presunzione di chi alimenta verità affermando con sicurezza che le altrui tesi siano "sbagliatissime". Ognuno è libero di apportare un contributo alla società; che sia valido o meno tale pensiero, solo Dio lo stabilirà a tempo debito. Se un filosofo mi parla di frase bellissima e di contenuto sbagliatissimo allora mi arrabbio davvero. Credo sia cosa buona esprimere un pensiero (possibilmente sensato) che parta da noi e che possa contribuire a render questa società un tantino migliore. Accetto di dialogare con filosofi, critici letterari, o semplici appassionati soltanto nel rispetto dell'altrui pensiero. La verità assolutà ce l'ha soltanto Dio. Sono stanco di essere attaccato da atei. Non voglio essere attaccato da atei, ovvero: la maggior parte dei filosofi autentici, ma pallosi, intenti ad alimentare soltanto la personale verità, scartando a priori le altrui verità. Ribadisco: sono contrario all'educazione sessuale nelle scuole di primo grado. I bambini hanno bisogno di formare lo spirito, devono alimentare la fiamma dei sentimenti e dei valori positivi... la formazione spirituale viene, a mio avviso, prima di qualunque altra formazione. Cosa abbiamo offerto ai nostri ragazzi? Quale immagine è stata data della società? Che grado di civiltà vi è oggi negli adolescenti?
Con tutte queste immagini sballate, video porno, video di violenza ecc. I ragazzi hanno modellato nel tempo un pensiero personale di società basato sulla violenza in tutte le salse e sul sesso estremo (orale, anale, violento). S'è perso ogni valore (senza generalizzare), i ragazzetti consumano la loro psiche fragile dietro ai video pornografici, video violenti (risse, incidenti, cadute, scontri frontali, botte) ed emulano. Convinti che questa sia la vera realtà.
Giovanni Battista Quinto
Composto martedì 13 giugno 2017
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    Avere consensi ed apprezzamenti, raggiungere traguardi importanti ottenendo medagliette d'oro e magari menzioni speciali o titoli accademici d'onore, ricevere la notizia d'esser giunti finalisti ad un concorso importante, potrebbe alimentare in noi orgoglio insulso e vanità. Stranamente a me tutto ciò causa rabbia. Ho partecipato in tutta la mia vita a tre concorsi nazionali ed internazionali, ricevendo menzioni ed onori e giungendo "finalista" a quest'ultimo di piaggine. Molte persone si sono complimentate con me, molti pensieri personali sono stati inseriti in svariate antologie di "poeti" italiani (ma chi è il vero poeta?); insomma, nel mio piccolo ho raggiunto alcuni "traguardi". Ma ad ogni traguardo mi sento sempre più preso in giro e mi ritrovo ad essere meno orgoglioso di me stesso (non ho mai avuto un concetto buono di me stesso) e della miseria che offro a qualcuno; ma a chi? Ecco! Ogni traguardo, invece di essere motivo di gioia, mi conduce ancor più nel baratro della inutile, inesistente ed illusoria capacità di scrivere quattro parole una dietro l'altra. Ma quale capacità! Mi sento preso in giro, ecco perché non parteciperò (forse) più ad un concorso letterario. Perché tutto ciò mi fa sentire inutile; perché tutto ciò non mi ha mai fatto provare il gusto della sconfitta (essere eliminato senza titoli o onori di sorta), perché ho partecipato a tre concorsi gratuiti per curiosità, ed ho ricevuto sempre una strana positività in risposta all'azione compiuta. Questi concorsi dovrebbero potenzialmente offrire una garanzia di "capacità" soggettiva in ciò che si fa (nel mio caso scrivere). Dovrebbe essere così e lo è per tanti "scrittori" o pseudo tali. Non lo è per me, perché il mio destino sapete qual è? Scrivere per istinto innato, senza però apprezzar me stesso; né ora, né mai. Essere consapevoli dei propri limiti porta ad osservare tutto con più severità e con più raziocinio; abitudini che oggi mancano perché non vi è più una sana e coscienziosa autocritica. Tutti amano il microfono, le cerimonie, le premiazioni, le presentazioni, l'esibirsi in pubblico con letture o pompose parole. È così che nascono scrittori provetti... no? Scrittori d'orgoglio e vanità.
    Giovanni Battista Quinto
    Composto mercoledì 21 giugno 2017
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      Alzo gli occhi al cielo ed un brivido scuote l'anima provata dai dolori del mondo; vedo venere, vedo il mare, sorrido al cospetto d'un dolce momento, rifletto mentre il sole scende giù oltre la montagna blu, accendo i miei sogni e vorrei non spegnerli più. Ma la vita talvolta spegnendo i sogni di un ragazzino, chiamato a dura prova, di colpo spegne anche i miei, i sogni d'un inguaribile bambino. Mi affanno nel dire: la vita è bella, la vita è gioia, la vita è amore, rispetto, comprensione... mentre dico ciò lacrime tristi inondano il volto di chi non sa dove andare, cosa fare, come agire. Ma cosa è più giusto? Chi lo sa! Sono stanco di cercare la verità. La verità è in Dio ed io, semplice uomo, cosa sono? Un granello di sabbia nel deserto, un fuscello strappato dal vento, un eterno sognatore; e questo m'è rimasto... fattelo bastare! Sogna ragazzino, sogna! I sogni son ciò che ci resta, non farteli scappare, scaccia il pensiero negativo e sogna. Non mollare.
      Giovanni Battista Quinto
      Composto martedì 1 agosto 2017
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