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Commenti a "Ho tanta confidenza in Gesù, che se anche..." di San Pio da Pietrelcina (Padre Pio)


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Un ultima cosa. non ve la prendete se una persona non vuole rivelare il proprio nome quando commenta un pensiero. Questo non è un club privato dove bisogna essere tesserati per rilasciare un commento, è un sito pubblico dove ognuno può decidere come chiamarsi e cosa dire. Nel sito è pieno di gente che non si rivela con il proprio nome, eppure quando vi fanno i complimenti vedo che non state tanto lì a chiedervi o a lamentarvi... ringraziate e salutate. Come mai questa storia del nome appare solo quando vi criticano?. Eh Silvana?.
la tua pagina è piena di gente che ha lasciato un commento senza rivelare il proprio nome, per complimentarsi con te ( di cosa poi non so, dato che per me sei una pessima scrittrice) però vedo che li ringrazi e li saluti,e non ne fai una questione.  Invece la critica la censuri come "non autentica" visto che non è supportata da un nome e un cognome.. Come mai?.
E' un comportamento un pò ipocrita non credi?.
Saluti
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PS:
Gli atei non hanno un loro credo, hanno un loro "non credo".
Non c'è passione che abbia un ateo, che non possa avere anche un religioso volendo.  Io posso anche non credere, ma se arrivo ad avere quasi il "timore" nei confronti di chi invece sceglie di credere..... forse è questa la vera mancanza di equilibrio dell'ateo, come del religioso, avere il "timore" nei confronti di chi invece non crede.  Alla fine si ritorna sempre lì.
La mancanza di fede non è dovuta all'esistenza di dio o meno.
Il vero conflitto non è tra un uomo e un dio, ma tra uomo e uomo.
E' questo che secondo me genera il vero meccanismo di "auto difesa".
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Il non mettersi in discussione non è deciso dalla propria religione di appartenenza, ma è puramente dovuto alla personalità di una persona.
Ci sono preti che sono più umani di molti atei.... e viceversa.
Giovanni Paolo sarebbe stato un grande uomo anche se avesse fatto il calzolaio. Decide tutto lo spirito di una persona. Non è una categoria di appartenenza che può constatare il sapersi mettere in discussione o meno.
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Se a un qualsiasi ateo domandi se vorrebbe credere in un dio, la maggior parte, sono sicuro,  direbbero di si. Non è dio il problema in questione...
è come lo rappresentano gli esseri umani.
Non è il parroco della chiesetta nel paesino di campagna il problema....
ma è quando un credo diviene istituzione gerarchia e potere.
Non è don gallo sempre controcorrente,  ispirandosi spesso anche al terrorista sociale De Andrè il problema.... ma è l'ipocrisia e un certo fanatismo che racconta di un amore, che, come disse una volta qualcuno " non abbraccia nessuno" dal momento che non vuole e non può accettare tutti, soprattutto il diverso...ovviamente mi riferisco allo stato vaticano che parla sempre di uguaglianza sociale, ma in un sistema fondato sulle gerarchie parlare di uguaglianza è una contraddizione (quasi in termini).

Non  concordo invece con l'analisi di Silvana stremiz.
Lo pensavo anch'io a vent'anni, poi sono cresciuto... e ho capito che in fondo anche i religiosi si mettono in discussione.... magari inginocchiandosi a pregare o a recitare le loro penitenze. Anche i religiosi hanno i loro dubbi ma cercano nella loro fede un motivo per superarli. chi non ha fede invece non supera niente.. e spesso resta vittima di se stesso, dei propri pensieri e delle proprie convinzioni.
Ma può sempre trovare una nuova fede oppure non trovarne alcuna... rimanendo perennemente  nel dubbio...come io dalla nascita fino alla mo*rte credo di restare (anche un pochino orgogliosamente e fiero).
L'importante è coltivare una passione. E' questo che ci tiene in vita... è questo l'unico motivo per il quale una persona può ritenersi viva senza fingere di esserlo a tutti i costi. (Lo dico e lo penso da non credente questo).
Saluti.
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Diciamo che gli atei hanno un loro credo, i credenti  hanno una loro religione.Mi capita spesso di preferire i primi , li trovo più equilibrati e più disposti a mettersi in discussione .

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