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Commenti a "Ho tanta confidenza in Gesù, che se anche..." di San Pio da Pietrelcina (Padre Pio)


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Prova a far girare una palla tonda su un tavolo. Tu ti domanderai da quanto tempo stia girando. Da un quarto d'ora, da mezzora..o forse per tre ore. Ora, poniamo il caso che il tempo non esista e che quella palla sia un continuo divenire ma sempre continuando su se stessa senza tempo. Potrà mutare la direzione dell'andamento, potrà lentamente fermarsi..ma quella palla continuerà a girare sarà sempre nel suo presente.
Mettiamo il caso che quella palla sia l'universo che gira intorno a uno spazio infinito. Noi abitiamo dentro quella palla.. e sempre prendendo come esempio il fatto che continui a girare senza l'esistenza del tempo..quella palla sarà un continuo presente di divenire costante, che parte e ritorna a sua volta.
Noi siamo dentro quella palla... e di conseguenza se tu come più volte hai sostenuto (che il tempo in realtà non esiste), e quindi noi siamo all'interno di questo, allora vuol dire che anche il futuro non può esistere per noi,
visto che abitiamo all'interno di un divenire che non ha tempo.
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In ultimo,
tengo a precisare che le mie idee non nascono dai libri. Di nietzsche ho letto solo zarathustra.
Difficilmente ricordo quello che leggo, Non ho molta memoria. passo da platone a calvino e poi ad altro ancora ma non resto legato in nulla.
E non escludo che io possa esprimere un concetto già detto da qualcun'altro (magari due mila anni fa); E' perfettamente possibile e logico
dal momento che sostengo che noi siamo una continuità..
che non va in avanti ma gira sempre su se stessa.
Saluti
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PS: Le differenze tra noi e primitivi sono molteplici, ma se andiamo a guardare la natura delle due cose,  praticamente sono identiche. Non può esistere un evoluzione che addirittura stravolga la natura dell'essere umano dal suo interno. Le percezioni sviluppate non elimineranno le pecore nere o le pecore bianche. In realtà non credo esistano pecore bianche o pecore nere.. esistono differenze ideali e anche spirituali, che si ripetono e si ripeteranno tra loro.
E' anche attraverso i libri che  a volte si possono creare questi collegamenti.
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Non è importante chi sono io. Il discorso del nome è stato già affrontato diverse volte..non è il caso di parlarne ancora.

Rispetto al punto 3
Non sono convinto che cambierà completamente l'essere umano dal suo interno.
Il futuro dovrà comunque fare i conti con il passato. Lei crede che non ne nasceranno più di freda o di Nietszche o di Pautasso? non mi riferisco alle idee attenzione, ma all'indole naturale della persona. Ovviamente io guardo dal presente a cent'anni....tra duemila anni non so cosa può succedere...ma un cambiamento radicale dell'uomo non lo credo possibile dal mio punto di vista. E il motivo è il seguente: La tecnologia è il progresso dell'uomo, ma non della vita. Le nuvole sono rimaste intatte così come il cielo e la natura che circonda l'essere umano. L'uomo ha fatto la sua strada, ma la natura è rimasta ferma da sempre. Io credo che il mondo in realtà sia come un cerchio che si ripete. Si aprono delle fasi e se ne chiudono altre. Poi se ne aprono altre, ma di "nuovo" non c'è nulla in verità, perchè la fase nuova e quella passata spesso hanno la stessa prospettiva. Possono cambiare i volti, i vestiti che porteremo, ma le proiezioni saranno quasi identiche.
In poche parole, (mi rendo conto che la mia idea potrà sembrare una pazzia)...ma io credo che in realtà non esiste il FUTURO. O almeno non come lo concepiamo noi. Credo che il mondo viva in un divenire continuo ma che non abbandona mai il tempo e di conseguenza il suo andare avanti  in realtà è un rimanere fermi. L'uomo farà i suoi passi, ma alla fine della curva inizia di nuovo il cerchio. Questa non è la mia opinione, è la mia sensazione.
Non potrò partecipare ai prossimi commenti. Internet e io ci fermiamo qui.
Arrivederci.
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Alle 4 del mattino, passo di qui e trovo questi 3 commenti a firma "marooned". Interessanti. Molto interessanti. Nell'attesa di un intervento di Dario, vorrei dire alcune cose.
1) Concordo in pieno con l'eliminazione delle caselle e categorie. Siamo troppo abituati ai sensi di "appartenenza" ad idee, schiere e fazioni: si può invece essere "bianchi" per alcuni aspetti  e "neri" per altri aspetti, ma la verità è che l'uomo libero è sopra tutto se stesso, ed è quindi quasi in automatico al di fuori e al di sopra di ogni categoria di appartenenza.
La presa di coscienza di quanto sopra deve però essere TOTALE: non deve cioè identificare la libertà (e a monte la capacità) di pensiero autonomo con il distaccarsi da talune "categorie", per poi costituire una nuova "categoria" degli esseri liberi; né deve esistere al riguardo, salvo posizioni di palese opportunismo o malafede nel rimanere su posizioni retrive, una distinzione tra giovani, maturi ed anziani; altrimenti si ricade proprio in quel ragionare per categorie che si voleva evitare.
2) Concordo anche con la visuale di una grossa sofferenza, motivata necessariamente dall'attuazione del processo evolutivo in essere (secondo me, infatti, si tratta di un vero e proprio processo evolutivo del genere umano, senza il quale saremmo destinati all'annichilimento). Questa sofferenza sarà una conseguenza naturale del mutamento, che è già in atto.
3) Non concordo invece con la visuale della ineluttabilità dell'esistenza di pecore nere nel genere umano. Questa visuale può essere senza dubbio accettabile e realistica per come l'essere umano è oggi; ma se l'evoluzione in atto si accompagnerà ad un'evoluzione DELLA SPECIE verso forme più evolute di sensibilità percettiva, scompariranno puramente e semplicemente dal pianeta, nel corso di qualche generazione, per estinzione naturale e non per purghe naziste o staliniste, gli umani della specie precedente, alla stessa maniera in cui sparirono un tempo gli ominidi con la coda.
    Certo, permarranno tra gli umani caratteri diversi. Ma se - ad esempio - tutti avessero chiara e precisa percezione della sofferenza altrui come sofferenza propria, e sentissero la gioia altrui come gioia propria, tutti si adopererebbero per costruire un mondo di gioia, e non un mondo di inconsolabile dolore come quello attuale.
     In buona sostanza, non concordo con la visuale Nietzschiana del ricorso storico. Il tempo secondo me è una freccia che non torna indietro. Tutto l'Universo ce lo dimostra: basterebbe l'esempio delle galassie più antiche, in cui si può dire cessata la produzione stellare, senza possibilità alcuna di reversibilità del processo; alla stessa maniera il Sole morirà tra 5 miliardi di anni, la Terra morirà con lui, e nulla potrà tornare come prima. La nostra storia conosciuta è giovane, giovanissima: appena 10-15mila anni. E' un campione infinitesimale, troppo piccolo per teorizzare ricorsi storici di qualsiasi tipo; mentre la scienza ci dimostra che la nostra scatola cranica è sicuramente aumentata di volume nel corso del tempo, in maniera irreversibile, e non è detto che non possa ancora aumentare: anzi, ciò accadrà sicuramente. Non torneremo mai più uomini di Cro magnon o uomini di Pechino.
4) La Chiesa non potrà mai innescare questo processo di evoluzione. Qualsiasi convinzione o fede, anche se di una santità propagandata non solo con le parole ma anche e sopra tutto con l'esempio, non può quasi nulla nella situazione attuale. Deve cambiare l'uomo; e ciò può avvenire solo per via di un fatto naturale di tipo evolutivo.
5) Lo stesso dicasi per la democrazia: essa è solo una forma di governo, teorizzata insieme ad altre sin dall'epoca di Platone, e non è detto che sia la migliore, per il semplicissimo motivo che non è detto che ciò che pensa la maggioranza sia la cosa giusta. Anzi, l'esperienza ci insegna che, di solito, la maggioranza è distratta, facile agli immotivati entusiasmi, e priva degli strumenti tecnici e culturali necessari a prendere una qualsiasi opportuna e costruttiva decisione. La citazione di Thoreau è, al riguardo, ineccepibile.

In conclusione, io non so chi tu sia, Marooned; ma ti ringrazio del tuo intervento, che ho molto apprezzato.

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