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Commenti a "Ho tanta confidenza in Gesù, che se anche..." di San Pio da Pietrelcina (Padre Pio)


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Riconosco anche, però, che questa esagerazione nel richiamare espressioni di pensatori atei, nichilisti, o miscredenti (o tutte e tre le cose insieme), soprattutto nelle nuove generazioni (ed è un dato evidentissimo) esprime anche il grande fallimento del teismo come sostegno delle coscienze in tempi di grande frenesia e di necessità sempre maggiori, legate a maggiori imposizioni istituzionali. L'uomo si sta evolvendo verso un concetto di autodivinità, in cui egli stesso, seppur nella gravosa difficoltà di staccarsi da un sistema di credenze ancora radicatissimo già solo nei nostri nonni, nel dubbio e nella paura che questo distacco inevitabilmente crea, si assume le responsabilità di se stesso, prova a elevarsi dalla pianura nebbiosa delle superstizioni. E seppur faticosamente, perchè l'indipendenza costa molta fatica!, noto con orgoglio che ci sta riuscendo piuttosto bene. E' un ciclo, si chiuderà anche questo, e si tornerà indietro, chissà, o si procederà verso nuove forme di consapevolezza e di spiritualità. :)
Notte.
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Vedi, una risposta di questo tipo, no può che conciliare gli animi, e te ne sono grato.
ciao Pino.
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: ))))))))))))))
Mi rendo conto, Dario, dello "scandalo" che possono destare queste parole, tratte pari pari dall'epistolario di Padre Pio.
   In verità, mi è venuta proprio per questo motivo l'idea di inserirla.
   Questo sito, infatti, è colmo e stracolmo di pensieri inneggianti alle più svariate forme di ateismo, scetticismo e varie espressioni di pensiero dubitativo.
   Orbene, mi sono detto: se io accetto di buon grado che vengano diuturnamente suonate le trombe di Russell, di Nietszche, di Bukowski, e di mille e mille altri personaggi non credenti o addirittura miscredenti, limitandomi (di tanto in tanto) alla mera espressione di una motivata opinione in contrario, altrettanta tolleranza "dovrebbe" essere usata dagli altri nei confronti della campana di Padre Pio, che risponde in pieno alle mie idee e alle mie credenze.
     E' infatti "normale", da cinquanta e più anni a questa parte, che in qualsiasi riunione di osteria o anche salotto io mi rechi, si può parlare di tutto, ma due argomenti sono "tabu": la m0rte, e Gesù Cristo. Della prima, in verità, talora si può parlare, in occasioni di condoglianze, funerali et similia; ma parlare del secondo viene, nelle osterie, ritenuto st*up*idi*tà o follia, ; nei salotti, atto di grave maleducazione. Non parliamo, poi, dell'inferno. : )))
     Ora, poiché la mia breve parentesi terrena, non per malattia o presentimento, ma per mero calcolo statistico collegato all'età, volge al suo termine, ho abbandonato molte delle remore di natura opportunistica (un certo tipo di "educazione" è in realtà opportunismo) adottate per il passato; e mi sono dunque votato al personale sputta*na*mento, col manifestare di continuo ed apertamente la mia fede cristiana. Con esclusione in verità dell'inferno, in cui sinceramente ancora non credo, perché non ci manderei nessuno; anche se ultimamente, devo dire,comincio a capire che alcuni se lo portano nel cuore, e quindi è probabile che desiderino andarci di propria spontanea volontà...
     Che poi questa frase di Padre Pio possa essere assimilabile al fanatismo, ci credo: infatti, provenendo da un santo, e da un santo coi fiocchi (di quelli che hanno fatto miracoli a centinaia, e che Gesù Cristo lo vedevano e ci parlavano), è evidente che possa apparire "oltre le righe". Infatti, lo è, e proprio per questo l'ho postata: le provocazioni, se sono provocazioni, devono essere potenti ed inequivoche, altrimenti che provocazioni sono?   : )))
     Io naturalmente rispetto non la tua opinione (che ritengo errata), ma te. E penso che la cosa sia reciproca.
     In tutta sincerità ti auguro che per il futuro tu possa approfondire un argomento che tu stesso ammetti di aver affrontato solo in maniera superficiale. Il che, del resto, è del tutto normale: io personalmente sono stato un mangiapreti fino a poco tempo fa; e confesso di non avere del tutto perduto l'abitudine di mangiarne qualcuno ogni tanto. Ma solo di quelli tiepidi, meschini, infingardi e chiacchieroni. Anche perché sono i più saporiti.  : )))
     Per parte mia, e medio tempore, poiché ho visto che l'argomento è trattato molto parzialmente, continuerò a postare pensieri di Padre Pio, perché può sempre darsi che qualcuno, passando di lì, si fermi per un minuto di riflessione, cui collaborerò molto volentieri, come a qualsiasi altra riflessione si voglia.
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Tanto ognuno protegge sempre con ciò che dice, o con ciò che ha sentito dire, ciò in cui crede (o non crede). Quindi si crea un conflitto, un muro-contro-muro, a meno che non ci si fermi e si finisca per accettare che non tutti la pensino allo stesso modo. Per me è esasperazione totale del misticismo. Per qualcuno è fervida fede, amore infinito. Bon, restiamo delle rispettive opinioni. :)
Del resto mi sono ben guardato dal votare la frase.
Ciao Agatina!
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No... e non mi dispiace dirlo, ma questo non è fanatismo!!!

Dal messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 27a giornata mondiale della gioventù, Città del Vaticano, 15 marzo 2012:

« (…) il cristiano autentico non è mai disperato e triste, anche davanti alle prove più dure e mostrano che la gioia cristiana non è una fuga dalla realtà, ma una forza soprannaturale per affrontare e vivere le difficoltà quotidiane.»

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