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Commenti a "La paura rende uniti gli uomini... spesso..." di Andrea Matacchiera


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Colgo la spiegazione, ma non ne colgo il fondamento. E ad una spiegazione immotivate non posso che essere sordo, come penso tu sia sordo all'assioma Allah è Allah. 
     Io vorreiche tu ti rendessi conto che quando dici :
- Ciò che non esiste non può avere essenza. Dato che dio è solo frutto della psiche umana non esiste e non può avere essenza -,
tu non stai facendo altro che un ragionamento. Stai usando la LOGICA:
- dio è solo frutto della psiche umana
- ciò che è solo frutto della psiche umana non esiste
- ciò che non esiste non può avere essenza
- dio non può avere essenza.
Ma questa logica, che applichi alla perfezione quando trai le conclusioni delle tue premesse, TI RIFIUTI DI APPLICARLA ALLE PREMESSE STESSE.
     Se ragioni, devi ragionare sempre: altrimenti procedi sulla base di dogmi.
     Fino a poco fa dicevi che dio è frutto della paura. Ti ho dimostrato che è frutto della paura non il concetto di Dio, ma un certo concetto di dio. Ora mi dici che
- dio è frutto della psiche umana (la premessa da cui parti).
     Questa affermazione, per me, non ha significato.
     Che significa "dio è solo frutto della psiche umana"? TUTTO IL PENSIERO è frutto della psiche umana. Anche il metodo sperimentale, e con esso tutte le scoperte cui ha condotto, l'energia elettrica, l'energia atomica, la TV, e, prima ancora delle leggi della natura, la musica, l'arte, il concetto stesso di bellezza, tutto ciò che ci circonda è frutto della psiche umana. La stessa percezione del mondo è soggettiva. Se diciamo che tutto ciò che si presenta alla nostra mente è frutto della mente stessa, ci poniamo su una via il cui unico punto di arrivo coerente è la negazione di ogni realtà. La chiusura totale ad ogni forma di conoscenza.
    Ma a questa coerenza non arrivi, perché usi questo concetto solo per non analizzare il tuo presupposto dogmatico;  dopo di che... ti rimetti a ragionare. E' l'identico modo di procedere di ogni dogmatismo.
     Chi vuole cercare, deve essere animato da un sano spirito di ricerca. Ma, ancor più, se ritiene di aver trovato qualcosa, deve essere pronto a rimetterlo in discussione in ogni momento, altrimenti diviene il depositario di un dogma, e la sua posizione è identica a quella di un sacerdote di uno dei qualsiasi dèi di cui affermavi l'inesistenza.
     Bada che io non ti sto dicendo mica che Dio esiste. Sto solo dicendo che esiste un CONCETTO di Dio che prescinde dalla paura. E tu neanche questo mi ammetti....
     Renditi conto: la tua è una posizione, sin qui, dogmatica.
     Su questa via, non faremo molta strada; ma solo perché tu non hai tolto il freno a mano....  : )))
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Non c'è senso nel cercare di parlare ai sordi... e dopo questa ultima perla non lo ha ancora di più. Mi pare che la spiegazione sia stata esaustiva se poi non riesci a coglierla non è un problema mio.
Ciò che non esiste non può avere essenza. Dato che dio è solo frutto della psiche umana non esiste e non può avere essenza.
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Ascolta, io vorrei farti capire che in tanto uso la logica perché è l'unico strumento che, sia pur limitatissimo, può condurci a dialogare su un terreno comune.
Io potrei dirti: credo in un Dio che non mi genera alcuna paura. In effetti è così. Ma se ti dico questo tu puoi ben ringraziarmi dell'informazione, e il dialogo si chiude.
Potrei anche, ad esempio, dirti di aver avuto contatti profondi con un mondo ultraterreno: idem, non farei altro che manifestarti una mia esperienza, ma senza un terreno comune su cui interagirla come patrimonio comune.
Potrei addirittura dirti di essere un profeta, o di aver parlato con extraterrestri, o qualunque cosa che non comportasse una mera speculazione, ma un'esperienza vissuta; ma anche questo non servirebbe a niente.
Viceversa, la logica può aiutarci, purché se ne accetti la mediazione.
Se la si rifiuta, è finita, e ciascuno rimane una monade per suo conto.
Orbene la logica mi sembra dire questo: che l'idea di Dio, una volta sorta, non necessita di per sé dell'elemento "incutere paura". Il circolo vizioso paura-dio-paura è qualcosa che attiene sempre alla STORIA dell'idea, non alla sua ESSENZA. Viene dopo, è fatto, generalizzato per quanto si voglia, ma non è necessità.
Invece la logica, per quel poco che può aiutarci, è necessità. Ma se la rifiuti, rimaniamo senza un terreno comune.
In fin dei conti, che importa a te delle tue idee, o a me delle mie? Dovremmo essere sempre disposti a cercare, e a mutarle, se troviamo di meglio...
Insomma: ti invito a non temere, anziché Dio, la ragione. : ))
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Fare qualcosa di puramente inesistente che possa offendere la divinità onniscente porta alla paura della sua collera. Ma l'uomo non è consapevole del fatto che possa trattarsi di altro e non di collera divina. La mediazione di terzi poi fa del suo.
Ma ripeto: i mostri e i fantasmi esistono solo se ci credi.
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Tu usi troppa logica e niente di per se ha senso.
Non si può usare la logica in un realtà non logica e insensata.
E poi chi l'ha detto che la chimera non faceva paura; che motivo avrebbe avuto Bellerofonte per ucciderla se non fosse stata una piaga per l'umanità.

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