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Commenti a "La paura rende uniti gli uomini... spesso..." di Andrea Matacchiera


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Mi rendo conto...
Se non hai sete (su questo argomento), è inutile che io stia lì a cercarti l'acqua.
Tuttavia, ripeto, altro è l'ESIGENZA umana che vi sia un Dio di tipo "antropomorfico": esigenza che nasce da un senso di inadeguatezza, di solitudine e anche dalla paura dell'ignoto; altro è il PROBLEMA ONTOLOGICO, cioè relativo all'essere, problema che si pone alla ragione indipendentemente da ogni sollecitazione emotiva.
Il CONCETTO di Dio mi pare legato a questo problema, e prescinde del tutto dalla paura; quella esigenza, invece, riguarda la GENESI DI UN CERTO MODO STORICO DI INTENDERE E VEDERE DIO. Modo non solo estremamente primitivo, ma addirittura fuorviante; tanto fuorviante da indurre I MIGLIORI a gettar via l'intero pacchetto.
I Greci, in questo, furono fortunati: la loro mitologia era talmente favolistica da non essere credibile da una mente razionale, e da non condizionarne la visuale, consentendo l'esplicarsi di una ricerca a mio avviso tuttora insuperata.
Comunque a me basta aver fatto questa precisazione...
E poi... la tua affermazione (al commento 20, pienamente condivisa da Andrea al commento 21) secondo cui "il concetto di Dio include in sè la Paura: ne è il fondamento stesso, la sua materialità, la sua dote! Un Dio che non fa' paura, non esiste, non può esistere. Sarebbe dimenticato immediatamente. Da tutti.", questa affermazione:
1) non è propriamente agnostica;   : )))
2) in assenza di confutazione del procedimento logico da me seguito nel confutarla, resta destituita di ogni fondamento.
Vuoi abbandonarla sul "campo di battaglia" così, senza neanche tentarne una difesa? Senza neanche tentare di sostituirla con un'altra un pò più approssimata al vero?
Nessun problema. Per me l'importante è essere arrivato fin qui, e aver gettato il seme di una riflessione.
Però vorrei farti notare una cosa. Se provo ad impostare lo stesso dialogo con un "credente ortodosso", e a mettergli in dubbio la figura del Dio giudice di cui è permeata la sua cultura, giovane o vecchio si regolerà alla stessa maniera: rifiuterà la discussione...
Dai Dario, è tardi, sono le 3. Riflettici. I tuoi 27 anni mica sono pochi... Vuoi attendere tempi migliori...E se frattanto questo vecchio pazzo se ne andasse al creatore? Non sapresti mai come andava a finire...  : )))
Aspetto dunque la risposta di Andrea... ma se anche lui non mi contestasse le mie deduzioni...  risulterebbe dimostrato che la vostra opinione circa l'equazione Dio=paura è priva di fondamento.
Lancio della spugna al 1° round??
Volete far rivoltare Zaratustra nella tomba?
(Anzi: nel treno??)         : ))))))))))))))))))
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Dario e Andrea, attendo una risposta alla domanda che vi ho fatto nel commento 32. Se non sono stato chiaro fatemelo sapere, ed espongo meglio la mia idea e la domanda.
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Ciao Alessandro, anche se fosse stato riferito a me l'avrei potuto comprendere, appunto perché non mi conosci. Io sono soltanto una voce al vostro servizio, niente di più.
Quanto al sentire, se ci frequenteremo un giorno ti spiegherò tante cose... comunque posso dirti che la razionalità (e la cultura), solo parzialmente mie, sono importanti "zavorre" che mi servono per non partire per la Luna da solo.. : ))
Ed è anche verissimo che certe cose sono come una ragnatela in cui si rischia di rimanere impigliati da soli. Quando hai il cielo aperto davanti, è difficile non cedere al lato negativo. Però tranquillo: anche di questo ho l'antidoto: Pulcinella, che mi sfotte continuamente.
Finalmente sento in te apertura, fiducia, e te ne ringrazio. Mi raccomando, se e quando puoi segui la nostra discussione, e intervieni quando vuoi. In bocca al lupo per le tue cose.  Con affetto - Pino
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E' la paura di vivere che ha reso necessario la creazione delle divinità. Questo potrei anche tollerarlo se tutte le religioni esistite non andassero contro la natura e l'istintività dell'uomo, usando regole ipocrite per costruire "l'uomo buono"... dando per scontato che l'uomo sia buono.
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Giuseppe, il mio ultimo commento "non era riferito a nessuno" era appunto per spiegarti che gli "altri" non era riferito alla tua persona, ma alla frase in se. Avevo capito che pensavi che mi ero riferito alla tua persona che io non conosco, ed ho voluto appunto chiarire. Riguardo all''equilibrio che spesso si usa come mezzo per giustificare tutto ed infine accettare qualsiasi ipocrisia, esiste, ma dovrei spiegarti meglio questo mio punto di vista, ma sono un pozzo che non conosco nemmeno io, quindi non saprei proprio da dove cominciare. Io ho un grandissimo limite: purtroppo non mi baso mai su quello che penso, ma su quello che sento. Non penso di avere la cultura giusta per confrontarmi con te, e da una parte non la invidio, perchè spesso il troppo sapere è una ragnatela....quindi preferisco rimanere altrove , non importa dove...non importa dove.   Non potrò seguire la discussione, ma so che qui si parla con intelligenza.... quindi fate un bel lavoro :).

Buona serata

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