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Frasi celebri di Teo Erba

Nato venerdì 25 novembre 1994
Questo autore lo trovi anche in Poesie, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Teo Erba
Conosco molte persone, alcune mi chiamano amico, altre mi salutano, altre mi criticano, altre ancora pensano di sapere cosa sia giusto per me; in tanti pensano di conoscermi, in tanti ci hanno già rinunciato, per tanti sono trasparente e molti altri mi hanno messo una croce addosso. Io faccio la stessa identica cosa con gli alberi.
Composta lunedì 5 novembre 2012
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    Scritta da: Teo Erba
    Non volevo combattere una guerra, volevo combattere per la mia libertà.
    Avrei rinunciato a qualsiasi cosa pur di sentirmi libero e finalmente in pace con me stesso, avrei persino buttato tutto quello di cui disponevo; il prezzo sarebbe potuto essere qualsiasi e avrei corso una vita intera per raggiungere la mia meta, anche solo per sentirmi libero un giorno, un'ora, anche un minuto... si, anche solo un minuto, ma in quel minuto avrei conosciuto per la prima volta me stesso!
    Composta lunedì 5 novembre 2012
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      Scritta da: Teo Erba
      Secondo me la felicità è il risultato di una serie di reazioni istintive  positive a determinate cose, che possono essere positive o negative. Un individuo può reagire positivamente alla sua "povertà" e quindi essere felice anche senza possedere niente, quindi la sua povertà sarà una fattore positivo; lo stesso ragionamento vale per un ricco che non se ne fa niente di tutte le sue "ricchezze" ed è sempre in cerca di qualcosa che lo completi, quindi avrà una reazione negativa ai suoi "possedimenti" e non sarà felice. Per questo scegliamo di abbandonarci alle sensazioni, alle emozioni, alle cose pulite, quelle che non hanno bisogno di nascondere niente. Non avete mai provato a sentirvi felice stando solamente in silenzio sotto un albero?
      Composta domenica 28 ottobre 2012
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        Scritta da: Teo Erba
        La nostra vita era ormai diventata un viaggio senza fine, non avevamo più una casa o forse ne avevamo solo troppe; eravamo diventati i padroni della terra come il sole lo era diventato del cielo.
        Le lunghe giornate che sembrava potessero portare monotonia ci portavano invece sempre qualcosa da vivere, qualcosa di nuovo;
        Avevamo sempre fame di cose nuove e questa fame parlava di sensazioni lontane che ci avrebbero forse un giorno riportato a casa, nel nostro piccolo dove abitavamo solo noi e potevamo urlare sogni e motti che nessuno oltre a noi avrebbe potuto sentire.
        Composta venerdì 19 ottobre 2012
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