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postato da , il
"Senza scendere mai dalla nave per paura d'affrontare la complessità della vita: un eroe del pensiero debole. Le non troppo originali allegorie del breve monologo Novecento di Baricco si gonfiano in un kolossal d'autore in formato esportazione lusso, dov'il made in Italy si riduce al goffo uso dei dialetti. Tornatore, così come scambia il virtuosismo per musica, confonde lo stile con la tecnica (dolly e carrelli in abbondanza), e la causa con l'effetto (per cui se quacuno piange sullo schermo, ci si dovrebbe commuovere). E gl'omaggi a Fellini e Leone non bastano a fare un bel film, ma solo a imitare il cinema vero. Tronfia anche la colonna sonora di Ennio Morricone."
A Simoné, se la vita t'ha traumatizzato fin'a renderti terrifici pur'i gradi di libertà d'un pianoforte coi suoi 88 tasti e ti sei rintanata in un'esistenza da kazoo (la parola sembra scelt'apposta per un malizioso doppio senso ch'invece non m'interess'affatto), comunque non puoi generalizzare il tuo caso specifico a legge universale.

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