Trama del film A Private War

Basato sull'articolo di Marie Brenner, pubblicato su Vanity Fair, il film racconta la storia della coraggiosa reporter Marie Colvin che lavorò per il settimanale britannico The Sunday Times dal 1985 al 2012. Il biopic racconta del suo intrepido impegno presso i luoghi distrutti dalla guerra (Iraq, Afghanistan e Libia), fino a quando, all'età di 56 anni, inviata ad Homs, venne tragicamente uccisa insieme al fotografo Rémi Ochlik durante un'offensiva dell'esercito locale.

Commenti

1
postato da , il
Esordio registico dedicato alla "war addiction", non dal punto di vista d'un soldato com'in "The Hurt Locker" (Bigelow, 2008) e senza sciacallismi da fotoreporter com'in "The Bang Bang Club" (Silver, 2010), però con le stesse contraddizioni da narcisismo autodistruttivo della protagonista. Inoltre, grazie a un articolo di Luca Bottura su Repubblica, dal 9 luglio 2018 possiamo definir'un film di questo tipo "radical shit". "I sacrifici richiesti ai giornalisti in prima linea per portare alla luce del mondo la barbarie e la crudeltà" è una frase schìfosamente retorica. Si prende più coscienza di "The horror! The horror!" nella belligeranza d'ogni giorno che negli scenari delle più atroci guerre militari, ma per il "radical shit" si deve discutere nel proprio salotto bene del "malum mundi" secondo la categoria arendtiana della "banalità del male" e non secondo quella di "quotidianità del male" espressa da Teresa di Lisieux.

Invia il tuo commento

Disclaimer [leggi/nascondi]

Guida alla scrittura dei commenti