Commenti a "C'è un unico errore innato, ed è quello di..." di Arthur Schopenhauer


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Parlano piano al sole le ombre stanche di rumorose rabbie
e infinite menzogne. Lunghe di sterminati fili in lunga fila sorde ai tonfi di corpi che vengono abbattuti. Tra poco arrossa il cielo della sera
sospeso tra azzurri spazi gelidi e lande desolate. Quietami i pensieri
e le mani e in questa veglia pacificami il cuore.
Così vanno le cose, così devono andare. S'alzano sotto i cieli spenti
i canti di chi è nato alla terra, ore di volontà, focose speranze, energie costrette e si muove le danza... danza.
Festa stanotte di misere tribù sparse impotenti, di nuclei solitari
che è raro di vedere insieme ancora e s'alzano i canti e si muove la danza. Muoiono i preti rinsecchiti e vecchi e muoiono i pastori
senza mandrie, spaventati i guerrieri, persi alla metà i viaggiatori
la saggezza è impazzita, non sa l'intelligenza, la ragione è nel torto, conscia l'ingenuità, ma non tacciono i canti e si muove la danza.
Quietami i pensieri e il canto e in questa veglia pacificami il cuore.
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Un tozzo di pane non decide le felicità di una persona, semmai  dona tranquillità e diritto, il che lascierebbe presumere gioia... ma nessuna moltitudine può spiegarsi  con un aggettivo. Sono cresciuto per gran parte in mezzo alla strada, da bambino aspettavo i miei su un muretto all'età di 15 anni che mi portassero qualcosa da mangiare.. e quando accadeva, mangiavo, ma non mi sentivo felice, mi dava tranquillità. Poi sono cresciuto, mi sono creato una strada e ho conosciuto ambienti agiati, creandomi uno spazio. Mangiavo tutti i giorni, percepivo un buon stipendio e non mi mancava nulla,, mi sentivo tranquillo, ma non mi sentivo più felice, tanto che dicisi di allontanarmi da quegli ambienti perchè sentivo che non era il mio destino.. se ciò bastava a darmi felicità, che bisogno avevo di allontanarmi alla ricerca di altri spazi?.."moltitudini" Non credo esista questo termine, "felicità" Ritengo sia una parola, (una delle tante) inventata dall'uomo per provare a spiegare una sensazione, e ad immobilizzarla. Alla fine l'interpretazione data dall'uomo, diventò "l'obiettivo" dell'uomo.. sempre dell'uomo, fa tutto l'uomo, ci fosse una volta che l'uomo si affidi alla vita più che alla sua pre-stupidità inconscia. I risultati di questo obiettivo da raggiungere, la felicità, portò a risultati visibilmente devastanti agli occhi del mondo. Alla frase " chi ti segue non si sta godendo la vita" è più umano il morso di una vipera. E la scienza ormai ha constatato, che seminando vento alla fine si raccoglie tempesta. Felicità è un termine antico. Qualcuno una volta disse che la felicità non si può spiegare, ed io avrei voluto rispondere: "allora cosa c+a*z*z+o* ne parli a fare!".  Sarà perchè non esiste, ma è stata inventata come tante altre cose dalla mente umana ?.  Mistero!. Ecco, un' altra str+on+z+ata.
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Buster, su Hork TUTTI sono umili, perché o già lo erano, o, se anche non lo erano, lo diventano dopo aver capito di non aver capito niente. E' là la radice di ogni umiltà.
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...La felicità è sapere che tra pochi giorni...
tu sarai qui con me...!
Anche questa potrebbe essere una risposta valida...
sempre se si aspetta qualcuno/a con trepidazione...!


:-))
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Sì...eravamo partiti dalla "Felicità"...!
e.... aggiungo...tanto per non uscire dal "Tema"

"...l'attimo della felicità...
si brucia e ci brucia...!
Ed è fecondo...(l'attimo)
se ricade in ogni momento
della nostra vita..."

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