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Le migliori frasi umoristiche di Giuseppe Acciaro

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli e in Poesie.

Scritta da: Giuseppe Acciaro
"Onorevole Cicchitto, mi sembra contrariato".
"E chi non lo sarebbe al posto mio? Al bar la cassiera si è sbagliata nel darmi il resto, un passante mi ha fornito un'indicazione errata, un motorino ha rischiato di investirmi e un bambino mi ha colpito, lui ha detto involontariamente ma non gli credo, con una palla da tennis. Si tratta indubbiamente di una serie di attacchi politici".
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    Scritta da: Giuseppe Acciaro
    Silvio Berlusconi, la sua fidanzata Francesca Pascale e dei deputati del pdl si trovano a cena in un ristorante milanese. Berlusconi intrattiene gli altri commensali, raccontando barzellette che vedono protagonista un comunista gay invalido e di origine africana. Ridono quasi tutti; Maurizio Gasparri lo fa a scoppio ritardato, con un suo collega che ogni volta gli spiega il senso della barzelletta, mentre Fabrizio Cicchitto solletica sotto le ascelle per farlo ridere un giovane deputato, che si dimostra piuttosto distaccato, Francesca Pascale chiede cinque stecchini per recuperare il cibo rimasto tra i denti, e ride fragorosamente ad ogni uscita del suo fidanzato. Arriva Apicella che prova insieme a Berlusconi il nuovo inno di Forza Italia. Il leader del pdl stona, ma tutti urlano "Sei grande! Immenso! Nessuno canta come te!" Berlusconi tenta di imitare le mosse di Elvis Presley, ma ricade sulla sedia, sorretto da Bondi e da Lupi, che gli domandano scusa per non averlo sorretto in tempo. Berlusconi tocca la schiena di un cameriere gobbo, spiegandogli di non sentirsi in un periodo fortunato. Una giovane donna critica questo gesto, e Berlusconi risponde di non accettare le lamentele di una che vota m5s. Si rivolge infine ai suoi amici. "Che volete, non tutti nascono signori come me!"
    Composta venerdì 26 luglio 2013
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      Scritta da: Giuseppe Acciaro
      Festival di Sanremo 2036. Pippo Baudo, sorretto da quattro valletti, raggiunge il centro del primo palco, i capelli del conduttore sono di un arancione fosforescente. Sul secondo palco viene trasportato con delle carrucole Maurizio Costanzo, che si rivolge ad uno del pubblico che gli chiede di alzare la voce. "Non sente? Segua il labiale!" Risponde Costanzo. Le luci sono abbaglianti, i cantanti in gara sembrano frastornati. Entra Pupo, che ha appena pubblicato un cofanetto di 13 CD di soli inediti. Pippo Baudo ha un mancamento, mentre Costanzo crolla su uno dei gradini.
      "Non mollare Pippo, ricordati che siamo noi la televisione..." ansima Costanzo, mentre Pupo comincia a cantare con un filo di voce. Vittorio Sgarbi sta intanto inveendo contro il pubblico. L'ex critico d'arte, ora cabarettista in un locale di infimo ordine nell'entroterra lucano, ma richiamato recentemente in televisione da Barbara D'Urso, si lamenta per non essere stato accolto con un'ovazione e si passa la mano sui sei capelli bianchi che gli sono rimasti. Pupo finisce di cantare poi sviene.
      La trasmissione viene interrotta. Va in onda un vecchio filmato dei Doors che eseguono "The End".
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