Il Direttore dell'Istituto di Anatomia Patologica dell'Università, recandosi come ogni mattina al lavoro, mentre sta parcheggiando l'auto, incontra un suo assistente che gli comunica tutto eccitato: "Ha saputo, signor Direttore, che è morto Gambardella?" Il Direttore facendo finta di sapere chi è costui risponde "Sì, sì, certo...". Entrato in Istituto il portiere si affretta a comunicargli anche lui la stessa notizia: "Ha saputo, signor Direttore, stanotte è morto Gambardella". Il Direttore incomincia a chiedersi chi è mai costui, ma prosegue e nel corridoio incontra un altro dei suoi assistenti che gli comunica, tutto eccitato, la stessa notizia. E così via per tutto il giorno altre 9-10 persone. Incuriosito alla fine della giornata si reca nella camera dell'obitorio per esaminare il cadavere il cui unico particolare veramente fuori dal comune è un pene di dimensioni notevolmente ampie. Decide di farne l'autopsia, ma nel frattempo si fa sera e arriva l'ora di andare a casa. Così decide di portarsi a casa un po' di lavoro: recide il pene e lo avvolge in un giornale. Arrivato a casa dimentica il pacchetto con l'organo sul tavolo d'ingresso dove la moglie poco dopo lo nota e incuriosita lo apre esclamando: "Mio Dio! È morto Gambardella!".
Anonimo
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    Università. Esame di Fisica. Si presenta il primo studente. Il professore: "Sei in treno in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?". "Mah, apro il finestrino". "Bravo! Calcola la variazione di Entropia". "Mi servirebbe qualche dato in più...". "No". "Lo sai?" "No? Va bene, vada". E il primo viene sbattuto fuori. Arriva il secondo, poi il terzo, il quarto e il professore fa la stessa domanda con lo stesso risultato. Arriva l'ultimo studente: "Sei in treno, in uno scompartimento. Fa Caldo. Che fai?".  "Mi tolgo la giacca". "Sì, va beh, ma fa ancora caldo, che fai?".  "Mi allento la cravatta".  "Ma fa ancora caldo. Che fai?".  "Mi sbottono la camicia". "Sì, ma fa ancora tanto caldo. Che fai?" "Senta, professore, può fare quanto caldo vuole, ma io quel cazzo di finestrino non lo apro".
    Anonimo
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      Un signore anziano siede ad un tavolo di un bar, quando vede che in un tavolo affianco al suo c'è una signora (anche lei anziana) e si ricorda che l'ha già vista prima da qualche parte. Si alza dalla sua sedia e, molto educatamente, chiede alla sua vecchia conoscenza se può sedersi al suo tavolo. Quindi attacca discorso. Lui: "Come sta, signora, mi ricordo di lei" Lei: "Oh, buongiorno, come la vedo bene..." Lui: "Eh, già; tutto bene. Ma mi dica, ce l'ha ancora la casa di appuntamenti?" Lei: "Certo, la gestisco ancora, ma non è più come una volta. Mi ricordo quando veniva Benito. Sceglieva una ragazza, la portava in camera e poi molto discretamente se ne andava. E il giorno dopo arrivavano cioccolatini per tutte" Lui: "Ma veramente?" Lei: "Oh, si. E pensi che veniva anche De Gasperi. Veniva, sceglieva una ragazza, a volte due, saliva in camera e poi se ne andava senza farsi vedere. Un vero signore". Lui: "e il giorno dopo cioccolatini per tutti, immagino..." Lei: "No, fantastici fiori! Che uomo. E pensi che la settimana scorsa è venuto ***". Lui: "Ah sì? E dopo di lui, fiori per tutte!?" Lei: "No, no, lui era solo venuto a trovare la madre!"
      Anonimo
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