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Un signore anziano siede ad un tavolo di un bar, quando vede che in un tavolo affianco al suo c'è una signora (anche lei anziana) e si ricorda che l'ha già vista prima da qualche parte. Si alza dalla sua sedia e, molto educatamente, chiede alla sua vecchia conoscenza se può sedersi al suo tavolo. Quindi attacca discorso. Lui: "Come sta, signora, mi ricordo di lei" Lei: "Oh, buongiorno, come la vedo bene..." Lui: "Eh, già; tutto bene. Ma mi dica, ce l'ha ancora la casa di appuntamenti?" Lei: "Certo, la gestisco ancora, ma non è più come una volta. Mi ricordo quando veniva Benito. Sceglieva una ragazza, la portava in camera e poi molto discretamente se ne andava. E il giorno dopo arrivavano cioccolatini per tutte" Lui: "Ma veramente?" Lei: "Oh, si. E pensi che veniva anche De Gasperi. Veniva, sceglieva una ragazza, a volte due, saliva in camera e poi se ne andava senza farsi vedere. Un vero signore". Lui: "e il giorno dopo cioccolatini per tutti, immagino..." Lei: "No, fantastici fiori! Che uomo. E pensi che la settimana scorsa è venuto ***". Lui: "Ah sì? E dopo di lui, fiori per tutte!?" Lei: "No, no, lui era solo venuto a trovare la madre!"
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    Nell'intervallo tra due numeri di acrobazia il presentatore propone un gioco per coinvolgere il pubblico. Si tratta di superare tre prove per vincere un 100 milioni: 1) bere in 1 minuto 20 grappini; 2) tagliare la criniera di un ferocissimo leone; 3) sodomizzare una vecchia di 80 anni. Si presenta il primo: crolla dopo 10 grappini, il secondo ha troppa paura del leone, e così via. Finché si presenta alla gara un aitante carabiniere di 20 anni, orgoglio dell'arma. In 30 secondi si scola i grappini. Poi, un po' barcollante, entra nella gabbia, che viene celata al pubblico da un enorme telone. Inizia così una lotta furibonda che il pubblico può solo intuire. Finché, dopo qualche minuto, il ruggito di resa del leone; poi il silenzio. Il tendone si alza, il carabiniere, uscendo dalla gabbia, tutto stracci, esclama: "e adesso dov'è la vecchia che la rapo a zero!".
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      Una signora va in banca di un paesotto con un grosso borsone zeppo di contanti, e dice che vuole depositare trecento milioni di lire. L'impiegato vedendo una grossa borsa di banconote si insospettisce, e la fa parlare col direttore. Quello dice che è possibile, certo, ma - a titolo di precauzione - chiede con circospezione e delicatezza come mai tutte quelle banconote tutte insieme. La signora "oh. Ma non è un problema, non è mica un segreto: questa cifra è il frutto di un paio di scommesse". Il direttore (davvero incuriosito) "se non sono indiscreto, di che scommesse?" La signora: "mah, vede, io sono abituata a fare delle scommesse forti, con forte rischio e forti somme: ad esempio, io potrei scommettere questa intera cifra sul fatto che lei ha le palle quadrate..." il direttore guarda i trecento milioni, pensa che sono anni di stipendio anche per lui, e dopo un po' di esitazione accetta la scommessa. La signora dice: va bene, vengo qui domani mattina con l'avvocato tal dei tali (noto in paese) che faccia da testimone, e se lei ha le palle quadrate mi darà altri 300 milioni, se no io le darò questi". La notte il direttore della banca non riesce a dormire: ha scommesso una bella somma. Ma si alza due o tre volte, va in bagno, si abbassa le mutande e verifica: no, non sono quadrate! Al mattino la signora si presenta in banca con l'avvocato. Si chiudono tutti e tre nello studio del direttore, e la signora chiede (come d'accordo) di vedere le palle. Il direttore abbassa le mutande. La signora sembra perplessa, e chiede: "scusi, posso toccarle per verificare?" Il direttore è un po' imbarazzato, ma davanti ai 300 milioni così vicini dice: "vabbè faccia pure". In quel momento l'avvocato inizia a battere la testa contro il muro. La signora si gira appena verso di lui e dice al direttore: "Lo deve capire. Sa... Stamattina sono stata da lui e ho scommesso con lui mezzo miliardo che entro mezzogiorno le avrei preso le palle in mano".
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