Scritto da: Tiziano Marzotto

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...a pochi metri dalla chiatta ed io ero in piedi, a lato dell'imbarcazione, con le gambe appoggiate alla paratia, pronto a lanciare una cima verso la chiatta. Sopra di essa altri marinai l'avrebbero presa e fissata ad una bitta, quella specie di cilindro metallico che serve per fissare le cime alle navi ed ai moli. Lancio la cima ma nel gesto mi sporgo troppo con il busto oltre la paratia del rimorchiatore.
Sul taschino della camicia avevo il portafoglio che a causa dell'inclinazione eccessiva del corpo in avanti si sfila dalla tasca e cade inesorabilmente in acqua. Nel portafoglio avevo tutto: soldi, documenti vari, numeri di telefono e non volevo assolutamente perderlo. In una frazione di secondo scorsero nella mia mente, come in un ipotetico film, tutti i fotogrammi immaginari delle possibili conseguenze che la perdita del portafoglio mi avrebbe procurato. E allora prendo una decisione fulminea: scavalco la paratia restando a penzoloni aggrappato al rimorchiatore con una mano e con l'altra, con un movimento a mo di benna di una scavatrice, cerco di afferrare il portafoglio che sta affondando inesorabilmente. Sono fortunato, perché al primo tentativo lo agguanto ma il rimorchiatore è ormai vicinissimo alla chiatta e l'impatto con ... [segue »]

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    Scritto da: Tiziano Marzotto
    Riferimento:
    Questo è il primo racconto che ho scritto, realmente accadutomi, pubblicato sulla rivista MAX di Agosto 2006 nella rubrica "Caro Max".

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