Scritto da: Kajira

Inizio del viaggio


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...Passi scanditi.
Suoni netti.
Come se fosse un rito, ordinato, meticoloso. L'udito era diventato l'unica certezza ma poi capii che quell'unica certezza lui la conosceva e la trasformava in qualcosa che in me prendeva forma in qualcosa che si avvicinava molto alla paura.
Pensi che ogni cosa che fai possa dargli la misura di cosa prova, allora cerchi di controllarti, di fare o non fare.
Limitarsi o amplificare.
Alcune tentano persino di manipolare, mi disse davanti a quel caffè, ma è completamente inutile. Destabilizzare è il suo l'obiettivo. Destabilizzarmi è quello che cerco, rifiutandolo a me stessa.
Rendere ogni aspetto non prevedibile, non anticipabile questo è il punto. Sentire un passo lontano e contemporaneamente un dito che sfiora la spalla.
Terrificante.
Magnifico quanto terrificante.
Consapevole che in quel momento sei il cristallo più fragile nelle mani di un gigante. Sei il caldo che soffi dentro nelle mani unite d'inverno, qualcosa in cui speri duri, ma sai che non sarà così. Sai che la sua mente è li, la desideri per quanto ti spaventi. Farne a meno ormai è troppo tardi.
Ero sua dal primo momento e non lo sapevo.
Ero sua dal primo momento e lui lo sapeva.
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Composto martedì 12 settembre 2017

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