Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie inserite da Marilisa Menegatti

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Marilisa Menegatti
Le parole non vogliono uscire
in questo istante medesimo
in cui gli attimi s'incrociano
in cui un solo istante vaga nel dubbio.
Parole di una carica elettrica sortita dalla paura
placate dal muro di ghiaccio in un giorno piovoso.
Sensibile l'estro in un costante viaggio
una ricerca di un sistema leggero per spiegare un senso.
Un'illusa allegoria vaga nelle note di una musica
nelle parole di una citazione colta
nel silenzio che infrange il suono
declinando la vera forma della reale condizione
una paura di un altro viaggio perso nel vuoto
di uno specchio infranto in mille pezzi.
Di un cuore che ha ripreso a pulsare dal nulla in un battito di ciglia.
Del sangue che fa arrossire le guance al suo passaggio.
Delle mani che tremano insistentemente forse per un miraggio.
Il silenzio è un bicchiere di cristallo
che s'infrange quando il suono raggiunge corde sonore
tra pareti di sospiri e pensieri celati
svelando la verace emozione di animi che in sogni vengon tramutati.
Composta venerdì 1 maggio 2015
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Marilisa Menegatti

    Il silenzio in un abbraccio

    Un abbraccio
    Infrange la velocità del suono
    Colmando i brividi
    Che scuotono un animo inquieto.
    Lenisce il dolore
    Di un livido costante
    Insensibile la pelle
    Coperta dal velo.
    Un velo spesso
    Stoffa d'energia
    Così folle e forte e ruvida
    Da toccarla con le dita.
    Un totale viaggio coerente
    In una pallida luna
    Coperta da limpidi accenni
    D'arcobaleno in pioggia.
    Veste di sogni
    Spogliandosi d'illusioni.
    Viola il confine
    Visitando l'inferno.
    Sorge in un'eclissi
    Rivelandone il tramonto.
    Il silenzio è cosa lieve
    Dorata
    Effimera
    Priva ma colma d'estasi.
    Timida e forte
    Costante e perspicace
    Violenta e sognatrice.
    Giace tra le foglie
    D'un albero nella notte
    Tra le panchine d'un parco
    Quando la stagione è ormai dimenticata.
    Tra le lenzuola di un letto
    Quando l'amore ha consumato il suo nettare.
    Svela il suo lato oscuro
    In un violento raggio di luce
    Seguendo l'irrequieta vela
    Di una nave mai esistita.
    Composta martedì 14 aprile 2015
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Marilisa Menegatti

      Attendere al bivio d'un sogno

      Lasciandoti scivolare
      Come fossi olio sull'asfalto
      Lacrime sulla pelle
      Dico addio al passato
      Ai tuoi occhi di castagno.
      Una valigia colma di vuoto
      Farfalle rinchiuse in uno spazio senza nome
      Costrette in un valore diffuso
      Librate in volo al solo schiocco di dita.
      Un vizio d'illusione
      Senza senso preciso
      Si dissolvono
      Frantumano
      Confondendosi con la polvere
      Nell'aria tiepida
      D'un giorno senza tempo.
      Nulla tornerà mio soffio di vita
      Io t'attenderò al bivio
      Tra la veglia e il parallelo.
      Composta martedì 14 aprile 2015
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Marilisa Menegatti

        Polvere nel vento

        E se ti dicessi
        Che non esiste mondo senza i tuoi occhi
        E che non esistono occhi
        Che riflettano il tuo mondo?
        Nessun dilemma si spande nella mia mente
        Solo l’inconsulta visione di un volto ormai vulnerabile ai pensieri
        Un volto che non vidi altro che giorni, lune or sono.
        Le decadenti forme di una mente quasi flebile
        Inconscia pertanto
        D’un dono che mai avrebbe voluto nel suo grembo.
        Amore.
        Parola d’un pericoloso ardore
        Che effimero vagheggia nell’aria
        Così lieve da non avere gravità alcuna
        Così leggiadra
        Da non avere voce udibile ad alcun udito.
        Benché il vento ne tragga le allusioni
        E trascinandole con sé le trasformi in illusioni
        Così vaghe e vane da far tremare persino il cemento
        Un cemento creato sopra resti di terra fresca
        Ove un tempo lo stesso vento osava passare
        Trascinando le polveri ovunque nell’aria
        E spargendole fino a confini e terre mai viste.
        Così è il pensiero
        Un pensiero costante e cosciente
        D’una volubilità mai esistita
        Pianta radici talmente profonde
        da toccare il nucleo della terra
        Così io.
        Io che non ho ancora in un luogo solo
        Ma in un pensiero
        In un sogno
        In un lieto momentaneo attimo vissuto.
        Cammino nelle strade di un paese già visto
        E mai osservato
        In un soffio di quel vento
        Mi lascio condurre dove sento di essere.
        Dove il mio cuore vorrebbe avvampare.
        In un sogno.
        Composta lunedì 13 aprile 2015
        Vota la poesia: Commenta