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Poesie inserite da Jessica Piermatti

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Jessica Piermatti
Ho sognato di entrare nella casa di una donna sola.
Piena di foto immobili ingiallite e puzzolenti dalla troppa nicotina.
Piena di cibo in cucina, nel frigorifero e nella credenza.
Piena di parole mai pronunciate affogate sotto mille cucchiai di cereali al giorno.
Piena di colpe e di pentimenti per aver ucciso suo padre e sua sorella.

Ho sognato di vivere un giorno con questa donna sola,
l'ho sentita parlare e viver male un'intera giornata.
L'ho sentita e l'ho percepita, l'ho capita.
Talmente bene che non facevo quasi più caso alla differenza di età:
la sentivo vicina, molto più vicina di qualsiasi altra persona,
come se le nostre cellule fossero scritte allo stesso modo.
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    Scritta da: Jessica Piermatti
    Io mi innamoro.
    Mi innamoro di chi sbatte di continuo il muso o la macchina.
    Mi innamoro della forza con cui ci si nasconde
    sotto le coperte o dietro un sorriso di continuo mostrato a tutti.
    Mi innamoro dei raggi di sole che escono dalle nuvole,
    di un pezzo di vetro che gioca con la luce.
    Mi innamoro delle foglie, degli alberi, dei gatti.
    Rimango persa nelle cose più stupide.
    Rimango innamorata di ciò che resta e di ciò che non si vede.

    Mi innamoro del cuore di chi ha perso
    e di chi ha lasciato andare persone e cose tante volte senza parlare.
    Mi innamoro di quello che resta,
    di chi sceglie di rimanere.
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      Scritta da: Jessica Piermatti
      Un giorno io ho perso una parola
      sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta
      Non amo i dialoghi o le domande: mi sono accorta che cantavo in una orchestra che non aveva voci
      Ho meditato a lungo sul silenzio, al silenzio non c'è risposta.
      Io le mie poesie le ho buttate
      non avevo fogli su cui scriverle.
      Poi mi si sono avvicinati strani animali come uomini di antenate bestie da manicomio
      qualcuno mi ha aiutato a sentirmi unica, mi ha guardato.
      Pensavo che per loro non c'erano semafori, castelli e strade.
      Questo posto sgangherato come il mio cervello che ha trovato solitudini.
      Poi è venuto un santo che aveva qualcosa da dare
      un santo che non aveva le catene, non era un malfattore,
      l'unica cosa che avevo avuto in questi anni.
      L'avrei seguito
      finché un giorno non sapevo più innamorarmi.
      È venuto un santo che mi ha illuminato come una stella.
      Un santo mi ha risposto: perché non ti ami? È nata la mia indolenza.
      Non vedo più gente che mi picchia e non vedo più i manicomi.
      Sono morta nell'indolenza.
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        Scritta da: Jessica Piermatti
        Chi sono? Nessuno
        se non una, cento, o mille cose insieme.
        Un'attenta corsa senza meta, a volte disordinata ma perfetta,
        o una costante ricerca di un qualcosa da tempo nascosto.
        Il silenzio che urla ogni giorno, il vuoto nell'anima
        e il costante senso di inadeguatezza, di non essere all'altezza.
        Prima il nero e poi il bianco, poi di nuovo il nero e ancora il bianco
        E non importa se corro, se cado e se mi faccio male,
        se mi rialzo, se non mostro dolore o se mi maschero di sole.
        Perché io sono niente.
        Perché io sono nessuno.
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          Scritta da: Jessica Piermatti
          Porto sempre con me una matita, dei colori e un pennello,
          in caso abbia bisogno di una maschera nuova fatta al momento.
          Non voglio mostrare il volto di un traditore
          o il volto triste e dispiaciuto per quello che (non) ho fatto,
          mi scuso, ma preferisco farvi vedere un sorriso
          e magari anche ascoltare una battuta stupida.

          Ho bisogno di quella matita per disegnarmi tante mani
          così che ognuno ne abbia una pronta all'uso.
          Ho bisogno di tanti colori per dar vita ai capelli bruciati,
          agli occhi spenti e ai vestiti troppo scuri.

          Ho bisogno di un pennello per stendere le immagini profumate
          di un finto futuro pieno di speranza.
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