Poesie inserite da Alessandro Lemucchi

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Scritta da: Alessandro Lemucchi

Mamma li turchi

È ‘na cosa che se dicea ‘na vorta tanto tempo fa.
Er surtano a li giudichi dice che stanno a sbajà
e che er fijo in Italia a studià a da tornà.
Semo proprio ridotti male se ar maomettano
permettemo de criticàcce a casa nostra.
Io je vojo di ‘na cosa si li giudichi l’hanno indagato
quar’cosa er regal rampolo ha combinato.
Er surtano se svejato
e cor ricatto a noi l’urtimatum a dato
a li sudditi sua dovemo aprì le frontiere
altrimenti li barconi de migranti arriveno a schiere.
È si perché mo ce staranno puro li dissidenti turchi
a fa aumentà li sbarchi.
Nu basteno quelli che c’annamo a pià ‘n mezzo ar mare
che a guardà li video che se fanno quanno vedeno ‘na nave
co li serfi co la “V” de vittoria nella mano ben arzata
a dicce “Ao semo arivati, semo li mejo”.
Se credeno che tutto je dovuto
e se je dicemo quar cosa che nu je sta bene,
st’ommini che so l’urtimo anello de congiunzione
tra li primati e l’omo, che mancava, co tanta superba presunzione
quanno ‘n poro ferroviere je chiede er bigljetto
lo massacreno de botte, anche si è piccolo e magretto.
Regà sapete di chi è la corpa de tutto questo
de li bonisti che c’avemo a capo, e che detesto.
Ora dentro casa c’avemo pure quella che se crede Madre Teresa
quella però era ‘na Santa donna
che ‘nvece de stassene dentro ar convento a dì er rosario
s’è rimboccata le maniche e è partita senza gnente
pe’ aiutà li poveracci all’artro capo der monno.
Pe’ n’inciucio la signora s’è seduta su ‘no scranno
e da maomettana se vestita pur di non contradirli,
e li crocifissi da le scole vole toje pe’ nu non offendeli.
Tradizioni antiche vo leva
e alle radici nostre n’antro vorto je vo’ da.
Je piace lo stile de vita de li migranti
dice che ce porteno cultura
e saranno la faccia de l’Italia futura.
Lei va cantando che li dovemo accoje
perché scappeno da la guera
ma si te fai du carcoli so più omini quelli che ariveno
quar’cosa nu torna loro scappeno
e lasceno moje e fiji sotto a ‘n treno.
È ‘nutile rimuginà su ste cose
tanto se nu se svejamo
l’Italia nostra a puttane v’iè mannata
e fra qua’ anno a Roma se parlerà solo er nigeriano.
Li poveri italiani so diventato ‘n peso pe lo stato
e stanno aspettà solo che se moreno
e così ce potranno dì che c’aveveno ragione loro
che sti migranti so ‘na risorsa
e che l’Italia e ‘na nazione ormai trascorza.
Tutto questo ce dovemo ritrovà
pe’ una che je piace er maometano
e pe corpa ‘n bambino un po’ cretino
che quanno l’Europa je dice zitto e bono
trova ‘ncatuccio pe annasse a nasconnà
‘ndo le ferite de l’orgoglio se pò leccà.
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    Scritta da: Alessandro Lemucchi

    Specchio di vita

    Avvolto nella rossa tunica
    dell'oblio consegno
    l'anima al demone oscuro
    che con nere lame di basalto
    uccide l'ultimo
    barlume d'amore.
    Nuvole tenebrose
    sull'orizzonte del fato
    foriere di speranza perduta
    cuore imprigionato
    nello specchio della vita
    ridotto in mille pezzi
    sparsi nel lago
    dei sogni infranti.
    Nessuna voce
    nessun canto
    sulle ali del vento
    e nel silenzio solo
    le urla di un'anima trafitta.
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      Scritta da: Alessandro Lemucchi

      Cuore perduto

      Una bottiglia vuota
      ai piedi del divano
      nascondo nel suo fondo
      un'anima travagliata
      lacerata dalla rabbia.
      Cuore ghiacciato
      liquido ambrato
      dispensatore di effimere illusioni.
      Visioni appannate
      momenti mancati
      occasioni perdute.
      Lacrime amare
      versate in silenzio
      euforia isterica.
      Stretta al petto
      quest'ultima muta compagna
      non giudica.
      Io schiavo
      ubbidiente al suo richiamo.
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        Scritta da: Alessandro Lemucchi

        Chi sono

        Chi sono io
        anima tormentata o brezza leggera
        che dolcemente sfiora le cime degli alberi.
        Chi sono io
        oscura ombra notturna
        o stella nascente a prima sera.
        Chi sono io
        stagno melmoso
        o spuma d'onda marina.
        Chi sono io,
        veleno mortale
        o nettare d'ambrosia.
        Chi sono io
        uomo che brama la morte
        o luminoso alito di vita.
        Io sono figlio
        dell'aria
        dell'acqua
        della terra
        del fuoco.
        Io sono atomo ed energia.
        Io sono l'universo
        tetro vuoto e astro splendente.
        Io sono in equilibrio,
        tra oscurità e luce
        e in questo eterno conflitto.
        Io sono
        perché esisto.
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          Scritta da: Alessandro Lemucchi

          Emozione di un respiro

          Un respiro carico
          di emozioni veleggia empirico
          nell'aria gabbiano solitario
          nel teorema cerca il suo corollario.
          L'essere crea vivida illusione
          sensazioni e passione
          fondono corpo e anima
          unico pensiero non si deprima.
          Lo spirito brucia la carne
          nelle vene caldo e bollente
          l'erotismo brama diuturne
          immagini della mente.
          Vellutate carezze
          sussurri e gemiti
          allontanano l'amarezze
          che al sogno ghermiti.
          Rompono il silenzio
          dell'alcova
          dissolve del cuore l'artifizio
          dall'onirico realtà innova.
          Nulla più conta
          l'estasi repressa
          nei sussulti allenta
          il ventre sconquassa.
          Inonda con calda marea.
          Visione dell'Io scultorea.
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            Scritta da: Alessandro Lemucchi

            Un amore nato nella poesia

            È sera, il letto è freddo,
            chiudo gli occhi
            e cavalco le ali di un sogno
            unico reale e impalpabile.
            Innegabile frutto del ricordo
            di quell'unica notte
            quando il paradiso
            è sceso sulla terra.
            La mente vola lontano
            si perde nei meandri onirici
            di versi sussurrati al cuore
            per un amore nato nella poesia.
            Gira tra luoghi percorsi,
            le emozioni si trasformano in un'opera
            le parole viaggiano al pari
            con una melodia inebriante.
            Assaporate e vissute,
            sorrette dal profumo
            nascosto fra le pieghe di un foulard
            dolce pegno d'amore
            di un'anima ricongiunta.
            L'universo plaude,
            un sole nasce
            nuovi pianeti crescono
            aspettando il giorno
            in cui le fiamme
            rinasceranno al calore
            della stella creata
            dalla magica unione
            per rivivere l'eterno
            ciclo di vita.
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              Scritta da: Alessandro Lemucchi

              Un bacio nel sole

              Nell'attimo in cui ti ho baciato
              il sole ha voluto inondarmi di raggi
              quasi a sancire l'importanza
              che quel momento
              ha avuto per l'universo.
              Piccole spade scintillanti
              squarciano l'oscurità
              inondandola di luce cristallina.
              Voglio da te mille baci,
              ogni giorno nel tempo che scorre
              affinché dissetino il bisogno d'amore
              da sempre mancato.
              Illuminando la mia vita
              lame di luce
              attraversano l'anima
              esse ne catturano l'essenza
              riversandola verso il tuo spirito
              e tornano da me plasmate dalla passione
              ineguagliabile e indissolubile
              che ci unisce.
              L'anima è riunita
              una barca che ha lottato
              contro i marosi avversi del fato
              finalmente trova la pace
              in vista dell'orizzonte tranquillo
              a lungo sognato
              inseguito
              e ora trovato.
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                Scritta da: Alessandro Lemucchi

                Primo incontro

                Le corriere arrivano una dopo l'altra
                con il cuore che esce dal petto
                gli occhi ansiosi cercano
                uno stridio di freni
                suono di campane a festa sovrasta
                a dare sacralità al momento.
                Gente che si accalca alle porte
                una figura spicca su tutte
                bella e dolce nella semplicità
                si guarda intorno cercando
                il volto dell'amore
                un sorriso la illumina.
                Una corsa tra persone estranee
                uno di fronte all'altro
                occhi lucidi che parlano
                di emozioni rimaste sopite nell'anima
                dalla lunga solitudine
                prepotenti riprendono vita
                trascinando mente e cuore
                nel vortice del sentimento.
                Una rosa nascosta nella mano
                come pegno d'amore
                un bacio fuggevole
                sfiora le gote
                timido approccio
                del primo incontro a lungo sognato
                e col cuore in gola desiderato.
                Paura di esser sbagliato
                e alla vista di lei inadeguato
                parole strozzate in gola rimangono
                chiuse dalla stupenda bellezza.
                Mani che si sfiorano
                sorrisi che si aprono
                caleidoscopio per un amore
                appena nato.
                I corpi si sono incontrati
                le anime vibrano all'unisono
                riscaldate dal lungo abbraccio
                la paura scompare
                un timido sole
                spazza via la nebbia del mattino
                e con essa i timori si dileguano.
                Mano nella mano inizia il cammino
                una nuova vita attende
                con la città spettatrice senziente
                di questa amore nato nella poesia.
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                  Scritta da: Alessandro Lemucchi

                  Prima notte d'amore

                  Titubanti con pudico rispetto
                  i corpi si svelano
                  l'attesa del momento tanto agognato
                  diventa un ricordo lontano.
                  Le fantasie del sogno
                  sono lì a un passo
                  brividi bollenti attraversano
                  la mente come fiumi, lava.
                  Il desiderio sale a ogni tocco
                  le mani simili a petali vellutati
                  sfiorano le gote dell'amata
                  un fremito la percorre,
                  dischiude le labbra e aspetta.
                  I "mi manchi" sussurrati nell'etere
                  non hanno più ragion d'essere
                  solo la paura frena l'impeto dell'attimo.
                  Le bocche si bramano
                  delicata unione assapora l'anima
                  liberata si abbandona all'estasi.
                  La pelle è calda
                  magico e inebriante il profumo
                  fragranza d'amore unica e travolgente
                  cresce il fervore
                  danza ritmica di gesti antichi
                  ballata su una melodia
                  di gemiti e sussurri
                  a lungo solo immaginati
                  ora realtà concreta dell'unione
                  abbagli di colori esplodono
                  nella mente piccole nebulose colorate
                  i due spiriti sono uno.
                  L'universo plaude al ricongiungimento.
                  Stanchi e appagati
                  i corpi si stringono
                  parla solo il silenzio assordante degli occhi
                  dolcezza infinita
                  le parole non servono
                  tutto è stato detto.
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                    Scritta da: Alessandro Lemucchi

                    Egeria

                    Assurto al trono di Roma
                    delle responsabilità il peso gravava
                    stanco e assorto
                    nel sacro bosco pensier meditava
                    ma del intento suo non era certo.
                    La ninfa all'ombra della sacra quercia
                    assiste all'interior tormento
                    e lei che della purezza del cor è pria
                    al pio re si palesa per dar conforto.
                    Amor divino di passion si tinge
                    e a coronar sogno
                    il sovrano nozze indice.
                    Amante devota e dea saggia
                    nel elargir consiglio
                    di luce divina il consorte irraggia
                    e dall'esser ingiusto allontanò il periglio.
                    Dea immortale maledì Atropo
                    che cieca al suo ingrato compito assolse
                    dell'amato sposo il fil recise
                    unica ragion di vita e senza non ebbe scopo.
                    Nel bosco a Diana sacro cercò riparo
                    lacrime inarrestabili
                    i suoi occhi profusero.
                    La Madre mossa a compassione
                    il suo dolore volle placar
                    di fonte pura ne fece creazione
                    a cui i mali d'amor dissetar.
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