Poesie inserite da Alessandro Lemucchi

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Scritta da: Alessandro Lemucchi

Vorrei essere

Un tocco vellutato,
ha sfiorato il mio cuore.
Parole dolci sussurrate,
brezza calda, che riscalda l’anima.
Anima a lunga rinchiusa,
nella fortezza della ragione,
baluardo contro la sofferenza.
Stella lucente lei appare,
nell’oceano dell’amore.
Emozioni sopite risveglia.
Conquista la mente e,
ruba il cuore.
Parole non dette le mie,
paura di svegliarmi,
dal sogno meraviglioso.
Paura
che impedisce al cuore,
di lasciarsi andare.
Orizzonti di prati fioriti
di sogni, ha aperto.
L’anima libera corre loro incontro.
Vorrei essere vento caldo di primavera,
che la carezza.
Vorrei essere profumo,
perché mi inali
e mi faccia suo.
Vorrei essere eco, per ripetere
il suo nome all’infinito.
Vorrei essere l’universo,
per stringerla nel caldo
abbraccio delle stelle.
Vorrei essere Amore e,
donarmi a lei.
Vorrei essere.
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    Scritta da: Alessandro Lemucchi

    Perenne amica

    Il pensiero della morte mi seduce,
    la sento una benevola presenza.
    Unica costante di vita,
    sussurra al mio cuore,
    racconta di altre esistenze,
    di altre vite.
    Dolce demone oscuro,
    dagli uomini sempre maledetta.
    Vorrei trovare il coraggio,
    di stringere la mano,
    che nei sogni mi tendi,
    e seguirti in quei mondi,
    in cerca di quella pace,
    che in questa vita non ho.
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      Scritta da: Alessandro Lemucchi

      Alla fine di una storia

      Perché alla fine di una storia,
      c'è sempre un ultimo bacio,
      al sapore di lacrime amare
      e tempo perduto.
      Tempo finito.
      Alla fine di una storia,
      non restano parole.
      Solo corpi che si separano.
      Mani che scivolano via l'una dall'altra.
      Passi che si allontanano.
      Porte che si chiudono.
      E scelte.
      Soffrire nel rimpianto.
      O voltare pagina, tenendo,
      il cuore aperto all'amore.
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        Scritta da: Alessandro Lemucchi

        Non sapevo amare

        Non sapevo amare,
        lei me l'ha insegnato.
        Nuovi occhi per
        osservare il mondo,
        mi ha donato.
        Un viaggio di nuvole,
        amanti danzanti nel cielo.
        Vento,
        che soffia
        dolce sinfonia d'amore,
        stormir di foglie,
        un preludio d'archi.
        Sole,
        calda mano,
        che carezza il viso.
        Acqua,
        linfa purificatrice,
        che lava le tenebre,
        che offuscano l'anima.
        Fuoco,
        ardente passione,
        di un cuore innamorato.
        Vita,
        lei unica ragione.
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          Scritta da: Alessandro Lemucchi

          Vita spezzata

          Non c'è amore nei suoi occhi,
          troppe sere sprecate,
          lungo una strada,
          che non porta in nessun posto.
          Il freddo della notte,
          non la tocca, il suo cuore
          è gelido, senza emozioni.
          Troppo presto è divenuta donna,
          nel modo più atroce e disumano.
          Al posto di carezze,
          calci e pugni.
          Notte dopo notte concede,
          un pezzo della sua anima.
          Scambiato per un effimero e
          breve viaggio nell'oblio.
          Alla fine si ritrova,
          sempre su quella strada,
          in cerca di un altro uomo,
          che le ruba l'anima.
          Non piange, non impreca
          è solo morta dentro.
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            Scritta da: Alessandro Lemucchi

            E' dunque questa la morte

            Le tempie incanutite
            nel silenzio la folta chioma
            ha solo bianche striature ingiallite
            incatenate a un esistenza monocroma
            fremono le membra indebolite.
            Giorni immutabili
            il tempo scorre tiranno
            affossa speranze defili
            di sogni che sole non avranno.
            Un pensier m'assale
            ribelle e scalpitante
            avanza irrazionale
            luce accecante
            della memoria antica s'avvale.
            È questa dunque la morte
            per quanto si cerchi con insistenza
            è sempre Lei a decidere la sorte.
            Arcano il suo disegno
            disseminato di sentieri contorti
            a cui senza capir non mi rassegno
            i suoi insegnamenti voglio assorti
            per trarre risposte cui abbisogno.
            Tre volte ha rimandato
            il fatale incontro
            a dubbio atroce fui condannato
            della solitudine ho fatto antro.
            A scontar di vite passate le malefatte
            vuole ancor su questa terra io sia
            e all'alma l'immonde azioni detratte
            al fin dell'universo comprender poesia.
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              Scritta da: Alessandro Lemucchi

              Il nettare di Odino

              Quando il seme infuso
              dal putto alato
              all'odio è consacrato
              è il cor di fiele effuso.
              Come erba maligna
              rabbia e rancore
              nella mente alligna
              di turpi pensieri evocatore.
              L'alma del dolce sentimento defraudata
              senza respiro alcuno
              da lame di fuoco è trucidata
              e fede non avrà più pe veruno.
              Nel sacro nettare di Odino
              affoga la disperazione
              sperando i calici il dolor avvezzino
              e dal liquido ambrato cerca alienazione.
              A Cronos che tutto ingoia
              del tormento faccia suo pasto
              affinché l'essere non muoia
              e all'astio nuovo amor opposto.
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                Scritta da: Alessandro Lemucchi

                Epitaffio

                Libero lo spirto aleggia
                della corporea catena privo
                simil a spettator nella loggia
                all'ignara mente epitaffio iscrivo.
                Scellerata fu la vita
                dall'altrui pensier giudicata
                che dell'idea sua non avean percetto
                pe la diversitade d'intelletto.
                L'amor gentil egli bramava
                la sorte pe deletto donna infida
                al fianco pose
                che nella mente e nel cor arida
                sentimento falso corrispose
                e nel sacro vincolo impalmava.
                Falcone schiavo in gabbia
                all'ordine suo confacea
                preda inerme della fobia dell'ubbia.
                L'essenza ribelle
                al fin premea
                dal giogo svelle
                e l'aurea di novello ardor rilucea.
                È di questa rimembranza
                alle generazioni future voglio lasciare
                affinché non abbiano a sopportare
                pena pe l'altrui ignoranza.
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                  Scritta da: Alessandro Lemucchi

                  E della morte

                  Se cotanta vita
                  è su menzogna antica costruita
                  la morte compagna sia.
                  Ignito spiro l'alma arde
                  psiche insania
                  dal pensier discorde
                  il cor schernia.
                  Angoscioso il tormento
                  dell'irreale sogno
                  trae godimento
                  e dall'esistenza repugno.
                  Nella nera melma
                  l'ego si dibatte
                  è eterea salma
                  e l'oscuro male non più combatte.
                  Lenimento dal non essere trova
                  dono supremo è l'unione
                  nell'eterna alcova
                  che dell'umana vicenda è conclusione.
                  Libero nell'universo
                  senza più catene
                  l'oceano del tempo attraverso
                  e all'intelletto tutto chiar diviene.
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                    Scritta da: Alessandro Lemucchi

                    Il senz'anima

                    Sire senza corte
                    astuto e furtivo
                    si aggira nella notte
                    sete ancestrale deve placare.
                    Amore malato
                    ultimo palpito di cor ha rubato
                    involucro con angeliche fattezze
                    senza respiro ha lasciato.
                    Il vuoto dello spirito
                    ormai lontano
                    è riempito dal rosso nettare
                    che della vita
                    dei poveri mortali
                    è lor sostegno.
                    Anime perverse
                    dell'umana stirpe
                    nella notte anelano al piacere
                    in nome del quale
                    scelleratezze nefande consumano.
                    Il senz'anima
                    conosce i più oscuri segreti
                    plagia spirito e mente
                    pronto a soddisfare
                    il più ambito desiderio
                    l'eterna giovinezza.
                    , Oltre al dono la condanna
                    facce della stessa medaglia
                    un eterno vagare nel buio
                    nella perenne ricerca
                    di altre anime da irretire.
                    Composta martedì 11 marzo 2014
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