Scritta da: Andrea De Candia

Luna

Nella casa celeste sono ferma,
pallida come il cranio che già ho,
e ho perduto la pelle della luce,
e abito e vesto il lutto nello spazio,
le pareti non hanno più confini,
il dolore s'è fatto eternità.
Mi illumino la strada con preghiere,
lacrime che a frammenti ti rievocano,
ceri che innalzano la loro fiamma,
occhi vivi di luce che si mostrano
nella lunghezza del momento buio.
E il riflesso è il pensiero che mi anima,
il poterti raggiungere alla tomba
del mare in cui sei stato seppellito,
e gettare quel fiore ch'è il mio corpo.

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