Coppia di fatto

Il mio primo amore
fu la piccola bambola bionda
di mia sorella.
Quando mi accorsi
che si era innamorata dell'orso di peluche,
pazzo di gelosia,
la murai viva
in una stanza presa in affitto,
contratto infinito,
e la sera
andavo a prendere il caffè
al bar lì vicino,
giusto per sentirla urlare.
Dopo un po' smise.
L'esperienza mi fu utile,
compresi che la gelosia faceva troppo male.
Le statue dei giardini
erano più fedeli,
sempre ferme,
ad aspettare,
ma mi accorsi
attraverso il contatto fisico
che erano molto sciupate
fredde,
invecchiate per lo stare all'aperto
e le scarse cure.
E poi tutte quelle piccole crepe,
quei disegni
quelle scritte oscene,
non amavo i tatuaggi.
Passai ad amori fugaci
incontrati soprattutto ai mercati
vasta scelta di ogni genere ed anno.
Ma restava il bisogno d'affetto,
di un rapporto più solido
serio
che non fosse soltanto di sesso.
Fino a che
in una chiesa sconsacrata,
per caso,
non conobbi un confessionale
bello,
antico,
era fine 600,
di noce
vissuto,
legno morbido al tatto.
Esperienze ne aveva avute di certo,
ma erano quelle di altri.
Stanco,
desiderava metter su casa
ed avere una vita tranquilla.
Fu amore a prima vista
Potevo peccare
nascosto dalla tenda
nel posto del prete
ed uscire
e in un attimo
essere in ginocchio
a confessare il peccato
appena commesso.
Confessarmi
ed assolvermi
per tornare a peccare di nuovo.
Tutto senza uscire di chiesa,
di casa.
Ancora viviamo
felici e peccanti.
Composta venerdì 22 febbraio 2013

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