Scritta da: Gianluigi Nardo

Il mare incantato

Il mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva
sabbiosa.
Solo un leggero fruscio inonda il silenzio.
Là, lontano, nella luce, il cielo sembra mare, il mare sembra cielo.
Pochi gabbiani, in volo, compagnia a questa solitudine.
Qualche macchia, bianca, si rincorre, su, in alto.
Sull'acqua, nessuno gioca, nessuno rema, nessuno canta.
Solo una bandiera, piccola e rossa, sventola, pigra.
Un morbido, assonnato, tiepido giorno.
Un giorno d'estate, da cullarsi, nell'estasi.
Un giorno d'estate, da lasciarsi andare alla deriva.
Lasciarsi andare nell'oceano, fino in fondo, nel nulla.
Laggiù, in fondo, non c'è che un unico, azzurro.
Un azzurro che confonde tutti gli sguardi.
Un azzurro che penetra i cuori e la malinconia.
Un azzurro che regala il sorriso alla tristezza.
Un azzurro che queste ombre hanno perso.

Ventitré cadaveri, tutti negri.
Sparsi qua e là sulla sabbia.
Una carretta del mare.
Un tifone maledetto.
Ancora immersi, nell'acqua.
Due bambini, piccoli, negri.
Spalancati gli occhi.
Guardano.
Guardano il mare incantato.
Composta martedì 10 aprile 2007

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    Scritta da: Gianluigi Nardo
    Ha partecipato al concorso
    Come un granello di Sabbia

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