Poesie anonime


Scritta da: Alessandra Magnano
in Poesie (Poesie anonime)

E cambio...

E cambio
E cambia il tempo
E cambia tutto;
Tranne te.
Come la rosea stella
Come il sole sorgendo
Come l'albero del castello
Tu sei lì.
E più ti guardo
E più ti comprendo
E più capisco
Cm sei stupendo.
E la notte
E il giorno
Mentre guardo
Il sole
La luna
Ti sogno
E sorrido
Ripensando a quel
Tuo gesto
A quel tuo sguardo
Innocente
Verso gli occhi
Di chi
Innocente non è.
E rivivo quella
Sensazione
Di strano formicolio
al cuore
Come se tu me
Lo toccassi
Come se tu
Gli parlassi
Come quando
Per sbaglio
Mi tocchi
La mano
E a me sembra
Che non le nostre dita
Ma i nostri cuori
Si sfiorino
Per davvero.
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    Scritta da: Chiara Anonimo
    in Poesie (Poesie anonime)

    Mi dispiace

    Mi dispiace per ogni silenzio oppressore...
    Mi dispiace per ogni ora infernale...
    Mi dispiace per ogni volta che i tuoi occhi diventano rossi a causa mia...
    Mi dispiace per ogni lacrima da te versata...
    Mi dispiace per ogni secondo passato ad odiarmi...
    Mi dispiace per ogni attimo di tacita sofferenza...
    Mi dispiace per tutto...
    Ma grazie di esistere...
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      Scritta da: A B
      in Poesie (Poesie anonime)
      Come foglie...
      agitate dal sopraggiungere del vento,
      malinconiche in quest'ultima danza di vita,
      sono i miei pensieri.
      Nell'attesa di staccarsi dal loro sicuro ancoraggio,
      un brivido muto le fa svolazzare sbarazzine
      per planare silenziosamente a coprire la terra.
      Come foglie i miei pensieri...
      si adagiano su questo foglio
      nell'attesa di ingiallire
      come antica sapienza.
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        Scritta da: Elisabetta
        in Poesie (Poesie anonime)

        Il passero ferito

        Era d'agosto. Un povero uccelletto
        ferito dalla fionda di un maschietto
        andò, per riposare l'ala offesa
        sulla finestra aperta di una chiesa.

        Dalle tendine del confessionale
        il parroco intravide l'animale
        ma, pressato da molti peccatori
        che pentirsi dovean dei loro errori
        rinchiuse le tendine immantinente
        e si rimise a confessar la gente.

        Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
        diceva ogni fedele le preghiere,
        una donna, notato l'uccelletto,
        lo prese, e al caldo se lo mise in petto.

        Ad un tratto improvviso un cinguettio
        ruppe il silenzio: cìo, cìo, cìo, cìo.

        Rise qualcuno, e il prete, a quel rumore
        il ruolo abbandonò di confessore;
        scuro nel volto, peggio della pece
        s'arrampicò sul pulpito, poi fece:
        "Fratelli, chi ha l'uccello, per favore
        vada fuori dal tempio del Signore".

        I maschi, un po' stupiti a tali parole,
        lesti s'accinsero ad alzar le suole,
        ma il prete a quell'errore madornale,
        "Fermi, gridò, mi sono espresso male!
        Rientrate tutti e statemi a sentire:
        sol chi ha preso l'uccello deve uscire!"

        A testa bassa, la corona in mano,
        cento donne s'alzarono piangendo.
        Ma, mentre se n'andavano di fuora
        il prete rigridò: "Sbagliato ho ancora;
        rientrate tutte quante, figlie amate,
        che io non volevo dir quel che pensate!"

        Poi riprese; "Già dissi e torno a dire
        che chi ha preso l'uccello deve uscire.
        Ma mi rivolgo, a voce chiara e tesa,
        soltato a chi l'uccello ha preso in chiesa!"

        A tali detti, nello stesso istante,
        le monache s'alzaron tutte quante;
        quindi col viso pieno di rossore
        lasciarono la casa del Signore.

        "Oh Santa Vergine! - esclamò il buon prete -
        Sorelle orsù rientrate e state quiete,
        poiché voglio concludere, o signori,
        la serie degli equivoci ed errori;
        perciò, senza rumori, piano piano,
        esca soltato chi ha l'uccello in mano".

        Una fanciulla con il fidanzato,
        ch'eran nascosti in un angolo appartato
        dentro una cappelletta laterale,
        poco mancò che si sentisser male.
        Quindi lei sussurrò col viso smorto
        "che ti dicevo, hai visto? Se n'è
        accorto!"
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          Scritta da: Fernando Baratiri
          in Poesie (Poesie anonime)

          Il sogno

          Mi sto perdendo,
          Il giorno sussegue la notte
          La luce il buio,
          Ma continuo a non vedere
          Vago invano nell'oscurità
          L'alba è tramontata
          Lo riesco a sentire
          Il tempo
          Lo accorcio, ci gioco...
          Me lo sento durerà poco
          E così come tutto è nato
          Dalla realtà vengo risucchiato
          Il sole è sorto
          Ed il mio sogno è morto...
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            Scritta da: Sarah Sullivan
            in Poesie (Poesie anonime)

            Luce

            Doniamo a lei melodia
            senti che perfezione
            nel freddo silenzio della notte
            questa non è finzione.

            È invidiosa della luce dei nostri occhi
            quando stentano
            ma come un lampo di fuoco
            s'incontrano.

            Energia negli sguardi
            gioia e stupore
            sento il cuore che trema
            è la dolcezza nel suo candore.


            Luce bianca mi accarezza
            sole e magia
            per chi non capisce
            negare sarebbe follia.

            Sorridono i miei occhi
            quando all'improvviso
            come una piuma
            mi sfiori il viso.

            Alzo le labbra al cielo
            lentamente sfilo il velo profumato
            che come un masso
            per lungo tempo mi ha soffocato.

            Adesso posso gridare
            come non ho mai osato
            senza costrizioni
            ed un reale sorriso vien liberato.
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              Scritta da: Carlotta Ghidoni
              in Poesie (Poesie anonime)

              Luna

              La luna brilla.
              Incostante astro
              sii splendente ed effimero
              mi suggerisce parole d'amore
              uscite dalla mia bocca,
              che si perdono nel vento
              ma mai udite,
              da colui a me caro.

              Se udite,
              non sono state comprese;
              perché troppo dolci
              e innocenti,
              per essere comprese
              da orecchio umano.

              Io,
              piccola Dea della tristezza,
              vivo nel mio oscuro mondo;
              dove non vi è luce,
              ne calore,
              ne voce.

              Doce non vi è amore
              o passione
              ma il solo e inesorabile
              scorrere del tempo.
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