Mi lasci con i fantasmi dell'amore in cui credetti
Te ne vai e non dici una sola parola...
Ma io so che quando è silenzioso l'andare...
è pur troppo vero...
E questa finestra non mi vedrà dai vetri ad aspettarti...
tu non verrai, non verrai più...
Se l'anima mia potesse parlare alla tua
se si potesse andare indietro...
se si potesse...
Come potrei io amare ancora...
se a me ho promesso il per sempre con te...
Tradirei il mio stesso essere...
Mi lasci...
E io mi sento sterile...
Sento l'impotenza nelle ossa
Non c'è forza per fermarti...
Perché è il tuo amarmi che non è più forte.
Vella Arena
Composta domenica 31 agosto 2014
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È tardi devo andare
Devo abbattere l'albero di spine
Devo dar voce ai silenzi
Devo poter sorridere a una poesia,
Dove il sole tramonta
c'è un angolo mio
asciutto e forgiato
sterile ai pianti
affollato di ire trascorse.
Devo andare
verso i rivi gioiosi
che hanno il calco
di un passo deciso.
Alle spalle onde pesanti
che offendono il mare
Tu non sapevi che pure il mare si offende.
È proprio tardi
devo andare.
Vella Arena
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Portami con te
nella profondità della terra
o al chiaror della luna
Nella caverna più buia
oppure sotto le stelle di Parigi
Portami ai confini del cielo
senza luce, senza tempo
Portami nello spazio infinito della morte
o tra i verdi boschi della vita.
Ovunque mi porterai, con te,
sarà sempre poesia.
Vella Arena
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Quello che resta è un ricordo
sciupato dal tempo.
Resta il rimpianto
il soccorso ad un cuore malato
resta la scala spezzata
resta un abbraccio negato.
Quello che resta è la voce alla mente
nelle notti di pianti.
Resta amaro alla bocca
una mano non tesa
resta un sorriso...
perché quello che resta
è questa poesia.
Vella Arena
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