Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Umberto Saba

Poeta, scrittore e aforista, nato venerdì 9 marzo 1883 a Trieste (Italia), morto domenica 25 agosto 1957 a Gorizia (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Lucia Galasso

La Malinconia

Malinconia
la vita mia
struggi terribilmente;
e non v'è al mondo, non c'è al mondo niente
che mi divaghi.

Niente, o una sola
casa. Figliola,
quella per me saresti.
S'apre una porta; in tue succinte vesti
entri, e mi smaghi.

Piccola tanto,
fugace incanto
di primavera. I biondi
riccioli molti nel berretto ascondi,
altri ne ostenti.

Ma giovinezza,
torbida ebbrezza,
passa, passa l'amore.
Restan sì tristi nel dolente cuore,
presentimenti.

Malinconia,
la vita mia
amò lieta una cosa,
sempre: la Morte. Or quasi è dolorosa,
ch'altro non spero.

Quando non s'ama
più, non si chiama
lei la liberatrice;
e nel dolore non fa più felice
il suo pensiero.

Io non sapevo
questo; ora bevo
l'ultimo sorso amaro
dell'esperienza. Oh quanto è mai più caro
il pensier della morte,

al giovanetto,
che a un primo affetto
cangia colore e trema.
Non ama il vecchio la tomba: suprema
crudeltà della sorte.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Lucia Galasso

    Trieste

    Trieste
    Ho attraversata tutta la città.
    Poi ho salita un'erta,
    popolosa in principio, in là deserta,
    chiusa da un muricciolo:
    un cantuccio in cui solo
    siedo; e mi pare che dove esso termina
    termini la città.

    Trieste ha una scontrosa
    grazia. Se piace,
    è come un ragazzaccio aspro e vorace,
    con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
    per regalare un fiore;
    come un amore
    con gelosia.
    Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
    scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
    o alla collina cui, sulla sassosa
    cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.

    Intorno
    circola ad ogni cosa
    un'aria strana, un'aria tormentosa,
    l'aria natia.
    La mia città che in ogni parte è viva,
    ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
    pensosa e schiva....
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Lucia Galasso

      Città vecchia

      Spesso, per ritornare alla mia casa
      prendo un'oscura via di città vecchia.
      Giallo in qualche pozzanghera si specchia
      qualche fanale, e affollata è la strada.

      Qui tra la gente che viene che va
      dall'osteria alla casa o al lupanare,
      dove son merci ed uomini il detrito
      di un gran porto di mare,
      io ritrovo, passando, l'infinito
      nell'umiltà.

      Qui prostituta e marinaio, il vecchio
      che bestemmia, la femmina che bega,
      il dragone che siede alla bottega
      del friggitore,
      la tumultuante giovane impazzita
      d'amore,
      sono tutte creature della vita
      e del dolore;
      s'agita in esse, come in me, il Signore.

      Qui degli umili sento in compagnia
      il mio pensiero farsi
      più puro dove più turpe è la via..
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Lucia Galasso

        Dopo la tristezza

        Questo pane ha il sapore d'un ricordo,
        mangiato in questa povera osteria,
        dov'è più abbandonato e ingombro il porto.

        E della birra mi godo l'amaro,
        seduto del ritorno a mezza via,
        in faccia ai monti annuvolati e al faro.

        L'anima mia che una sua pena ha vinta,
        con occhi nuovi nell'antica sera
        guarda una pilota con la moglie incinta;

        e un bastimento, di che il vecchio legno
        luccica al sole, e con la ciminiera
        lunga quanto i due alberi, è un disegno

        fanciullesco, che ho fatto or son vent'anni.
        E chi mi avrebbe detto la mia vita
        così bella, con tanti dolci affanni,

        e tanta beatitudine romita.
        Vota la poesia: Commenta