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Scritta da: Silvana Stremiz
Del Paradiso le beltà vedrai,
Le disse; e tutta a un tratto si cosperse
L'etra di gioja, di candor, di rai.
     Ma tosto d'atro orror si ricoverse,
Brontolàr tuoni, serpeggiaro lampi
Quando a morte e a terror la bocca aperse,
     E pinse come per i negri campi
Nelle tempeste l'alto Dio passeggia,
E qual di fiamme e di bufere avvampi
     Piena d'aspri lion l'empirea reggia,
E qual su nubi negro e sanguinose
Con igneo brando la Giustizia seggia.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    Che ascosa al mondo sotto un puro ammanto
    Gode al raggio di Dio beata un'alma:
         E al suo parlar svegliossi da ogni canto
    Un'indistinta soave armonia,
    Un dolce dolce amorosetto canto.
         Pinse come su i Cieli rifiorìa
    D'amaranto immortale un vago serto
    Per chi l'inferno ed il peccato obblìa:
         E al suo parlar vezzosamente aperto
    Si vide il prato ne' color più gai,
    E di fioretti amabili coperto.
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