Poesie di Stefano Esposito

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Scritta da: Zio Steve

Filastrocca dei gioghi non riposti

Un lecca lecca
un aquilone
suona il campanello,
sono pronto,
ecco il pallone!

Un amichetto
e un bel gelato,
caramelle e cioccolato,
miele, zucchero e marmellata

sul lungomare
ci sono le giostre,
sul cavalluccio
sull'altalena,
un salto sulla schiena
del papà che porta a spasso,
sull'acqua rimbalza un sasso,
un nuovo amico,
un nuovo gioco,
un litigio
un occhio nero,
mai a letto,
giù per strada
per un giorno intero

a due a due
i gradini di una rampa,
saltellare su una gamba

il grembiule
e la cartella,
è arrivata la più bella,
il cuore batte,
il viso è rosso,
il primo amore
la prima stella
a brillare sulla testa,
sento i fuochi
inizia la festa

via i cuori tristi,
via faccia mesta,
arriva un sorriso
spostatevi,
pistaaaaa!
Stefano Esposito
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    Scritta da: Zio Steve
    Lenox Avenue, Park Ave
    Long Island I see you baby
    Jamaican Ave, Queens
    KRS, let's go!

    Krs One, New York New York

    Linea F

    Un sassofono
    Accende, spegne e poi riaccende
    Le finestre di questi
    Colossi contemporanei;
    Queensborough Bridge,
    Chinatown,
    Lettle Italy,
    l'"Urlo" Allen Ginsberg;
    blues nella downtown,
    Blecker Street,
    Terra Blues,
    Billie Holiday,
    Peggy Lee,
    Ruby Dee,
    Aretha Franklin,
    Dixie club, Colombous Circles,
    Cetral Park,
    Ellis in Wonderland,
    streets ad avenues,
    colori primari,
    colori impuri
    Piet Mondrian;
    MOMA,
    dripping,
    Jackson Pollock,
    Met,
    Frick Collection;
    afroamericani riempiono il cielo
    dalle chiese di Harlem,
    Malcolm X,
    RAP,
    Grandmaster Flash,
    Melle Mell,
    Furious Five,
    Kurtis Blow,
    Marley Marl,
    Salt and Peppa,
    Stetsasonic,
    Africa Bambaata,
    Vanilla Ice,
    B. I. G.
    KRS One,
    "if you don't stop [...]"
    Public Enemy;
    Fà la cosa giusta,
    Spike Lee,
    Il Cloisters (ricorda i versi di Borges)
    Washington Bridge,
    Broadway,
    Chorous Line,
    BB King pub and grill;
    City Hall, Brooklyn Bridge,
    York Street,
    Flatbush,
    Prospect Park,
    New York New York,
    cielo caleidoscopico,
    uno scratch,
    spray,
    un breacker.
    Different Strokes,
    I Jefferson,
    Fat Albert and the Cosby Kids,
    Keat Haring,
    Basquiat,
    Mapplethorpe,
    Lucio Amelio,
    Velvet Underground,
    Warhol;
    Dal Queens
    L'Exultet della periferia
    Sui muri di una vecchia fabbrica
    Ai piedi della City Bank,
    Electric Boogaloo,
    Wild Style;
    Metropolis, Fritz Lang,
    Manhattan, Woody Allen,
    tra i boondocks e l'oceano
    Coney Iseland
    e gira una ruota panoramica
    lasciando la scia di un taxi giallo.
    Stefano Esposito
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      Scritta da: Zio Steve

      Residui di saggezza popolare

      Percorro la strada che mi conduce a casa,
      percorso scandito dal lavoro, di una segheria;
      si sente un martello picchiettare.
      Antichi casali,
      stemmi dei Sanseverino sui portali,
      due stemmi, mi ricordano la Pietra del Sole,
      forse un culto apotropaico d'oltre Oceano,
      portato dai coloni.
      Un casale diventato poi,
      l'abitazione di Antonio Villari.
      Dal mio balcone,
      un albero di pepite di Amalfi,
      il campanile avverte, l'inizio della Messa;
      residui di saggezza popolare,
      seduti alle panchine,
      dove si innalza la chiesetta dedicata a Sant'Andrea;
      all'interno, una tela di Angelo Michele Ricciardi;
      nella piazzetta,
      un tiglio squarciato nel ventre, dal tempo,
      quanti bimbi ha visto uscire da scuola,
      quante parole di amici e di innamorati,
      ha conservato nel suo ventre dalla placenta di brina e resina,
      dove è collocata una Madonnina.
      Un colonnato di castagni, di quel che resta di un bosco.
      Stefano Esposito
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        Scritta da: Zio Steve

        La zattera di filoni e vergelle

        Gli archivi sono vita,
        tra fogli e polvere,
        il tempo non è fermo,
        è in continuità,
        sudore, forse lacrime.
        Cerco in un faldone,
        come in un forziere,
        c’è una lettera di un emigrante.
        Attraversa l’oceano
        per “trovare l’America”,
        lasciando una scia di sacrificio,
        una scia che lo avvicina
        a chi aspetta
        all’altra sponda.
        Leggo, un’altra lettera,
        si rinnova in me,
        il tremore della voce,
        di chi pronunciava queste parole,
        mentre le scriveva.
        Emigrato in Argentina,
        qualche parola in spagnolo,
        quiero,
        falta.
        Un sospiro,
        lo sguardo nel buio,
        fissa il cono di luce della lampada,
        ritorna alla lettera,
        accanto c’è la foto dei bambini,
        la mano tra i capelli,
        un altro sospiro,
        deglutisce,
        un sorriso.
        Ritornerò,
        sto bene,
        non ti preoccupare,
        ti aspetto,
        tornerò presto,
        ti voglio bene,
        ti amo,
        salutami i bambini,
        a presto.
        Stefano Esposito
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          Scritta da: Zio Steve

          Incontri animati

          Io e Dorothy in mezzo al bosco,
          a cercare le scarpette rosse.
          Il grillo parlante istruisce il nostro percorso,
          il gufo Anacleto vola su di noi.
          Uomini di latta in cerca dell’amore,
          lungo il cammino.
          Una casetta di marzapane,dolce tentazione.
          Il Bianconiglio ha tanta fretta,
          due porcellini senza casa,
          per aver disobbedito al terzo.
          Fermiamoci qui, in questa casetta,
          due ciotole piene ed una vuota,
          Riccioli d’oro dorme di sopra,
          Corriamo! Prima che arrivino i tre orsi.
          Dalla palude scandisce il tempo,
          il tic tac di una sveglia
          inghiottita da un coccodrillo;
          si sente la musica di una band di gatti,
          101 cuccioli ci fanno compagnia.
          Eccoci giunti al mare,
          un pescecane enorme,
          ha nel suo stomaco, il piccolo Pinocchio.
          Torniamo indietro,
          c’è un grande castello,
          è mezzanotte, Cenerentola scappa via,
          Semola ha estratto la spada dalla roccia.
          Uno Stregone dal cappello stellato,
          anima una ramazza.
          Un principe scambia il suo ruolo con un povero,
          Dumbo troppo timido inciampa su un orecchio.
          Le scarpette rosse erano solo un pretesto,
          per cominciare quest’avventura,
          che potrebbe continuare,
          lascio spazio ad Alice e ad Andrea
          per poterlo fare.
          Buon viaggio!!!
          Stefano Esposito
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